ANCHE OBAMA CON LE PEZZE AL CULO

Tonia Mastrobuoni per 'la Stampa' 2/1/2013

 

 - PER LA PRIMA VOLTA DOPO VENT'ANNI, NEGLI USA AUMENTANO LE TASSE


I più colpiti sarebbero i ricchi, ma l'accordo fiscale che si stava profilando ieri tra democratici e repubblicani, se passasse senza modifiche sostanziali, riguarderebbe in realtà tutti. Scongiurerebbe un massiccio aumento delle imposte per la classe media americana che scatterebbe invece in mancanza di un accordo sul fiscal cliff, come rivendicato dal presidente Obama. Ma introdurrebbe negli Stati Uniti il primo aumento di tasse da due decenni, dal 1993.


Se è vero che il compromesso McConnell-Biden raggiunto ieri al Senato ma bloccato alla Camera colpisce i "paperoni" d'America ripristinando in particolare molte misure dell'era Clinton, è vero anche che colpisce, a causa della mancata intesa sul cuneo fiscale, anche tutti gli altri. D'altro canto Obama è riuscito a strappare la proroga di moltissime agevolazioni fiscali per i redditi medi.


L'accordo, che dovrà ora essere emendato, incrementa permanentemente l'aliquota sui redditi sopra i 400 mila dollari (450 mila per le coppie) dal 35 al 39,6%, mentre viene introdotto un sistema che riduce le deduzioni progressivamente dai 250 mila euro in su. In sostanza, sotto la soglia dei 400 mila euro resta la tassazione attuale, introdotta dall'ex presidente Bush, mentre al di sopra di quei redditi si torna alla tassazione dell'era Clinton.


Si ripristina il regime fiscale dell'ex presidente democratico anche sui redditi da capitale, insomma i guadagni in Borsa. Sui capital gains e i dividendi l'intesa prevede un'aliquota permanente che sarà innalzata dal 15% al 20% per chi vanta redditi da 400-450mila dollari, mentre resterà al 15% per chi è sotto quella soglia. Gravosa anche la tassa di successione sulle proprietà, fissata al 40%, ma con una soglia molto alta: per patrimoni sopra i 5 milioni di dollari.


Tuttavia, a causa dello scadere dell'agevolazione contributiva sui salari che Obama aveva introdotto nel 2010, il cuneo fiscale aumenterà del 2% per tutte le buste paga. La cosiddetta «payroll tax» torna al 6,2% dal 4,2% fino ai 113.700 dollari di reddito annuale.


Sarà un grande sollievo per milioni di famiglie sapere invece che i benefici legati all'indennità di disoccupazione saranno prorogati di un altro anno. E che non solo il regime fiscale attuale sarà reso permanente per i redditi medi quelli che avrebbero rischiato un pesante aumento di imposte nel caso di un mancato accordo tra repubblicani e democratici sul fiscal cliff - ma che alcune agevolazioni introdotte nel 2009 saranno prorogate per cinque anni.


Un sollievo per chi volesse beneficiare anche in futuro dei crediti di imposta per l'infanzia, o dei prestiti per studiare all'università. L'intesa McConnell-Biden allungherebbe i tempi anche di alcune agevolazioni per le imprese.


Il problema è che, anche in caso di nuova intesa, molti nodi sono rinviati di due mesi, a partire dei tagli alla spesa, e il Wall Street Journal ha commentato addirittura che «il Congresso ha rimandato il fiscal cliff e ne ha creato uno nuovo e potenzialmente più pericoloso».


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