LA GHIGLIOTTINA DEL BOIA MONTIMER PRONTA A DECAPITARE GLI IMPRESENTABILI DELL'UDC

Travaglio per FQ - La Mattina per 'la Stampa' - 2/1/2012 dagospia.com


TRAVAGLIO IMMAGINA IL RECLUTAMENTO BY BONDI PER L'AGENDA MONTI. "MI CHIAMO CORDERO DI MONTEZEMOLO". "PRECEDENTI PENALI?". "CONDANNA IN PRIMO GRADO A UN ANNO PER ABUSIVISMO EDILIZIO". "È UN PO' POCHINO, MA È UN BUON INIZIO. ARRUOLATO" 

AGENDA BONDI
di Marco Travaglio per Il Fatto


Non vorremmo essere nei panni di Enrico Bondi, chiamato da Monti a selezionare degli aspiranti candidati del Partito Agenda. Non perchè sia un tipo facilmente impressionabile, anzi: sopravvissuto a Montedison, Telecom, Parmalat e Premafin spolpate da politici e prenditori tipo Gardini, Tanzi e Ligresti, firmatario nel '97 dell'appello dei manager per abrogare il falso in bilancio, non si farà certo spaventare dalle facce e soprattutto dalle mandibole dei cosiddetti moderati.


Il guaio è che non sono chiare le regole d'ingaggio della sua nuova missione. Che rischia di somigliare alla scena di Mezzogiorno e mezzo di fuoco di Mel Brooks: quando il cattivo arruola una sporca dozzina per assaltare il villaggio. Si siede dietro un banchetto ed esamina i curricula dei candidati in fila indiana: "Precedenti penali?". Il primo risponde: "Stupro, assassinio, incendio doloso, stupro". E lui: "Hai detto due volte stupro". "Sì, ma mi piace tanto lo stupro!". "Ottimo, firma qua. Avanti il prossimo... Precedenti penali?". "Atti di libidine in luogo pubblico". "Non è mica tanto grave"."Sì, ma in una chiesa metodista!". "Ah carino! Arruolato, firma qua!".


Immaginiamo il reclutamento per l'Agenda Monti. Bondi s'installa nelle segrete di Castel Sant'Angelo (le location le offre il Vaticano) e inizia l'esame del sangue ai candidati. "Mi chiamo Cordero di Montezemolo". "Precedenti penali?". "Condanna in primo grado a un anno per abusivismo edilizio". "È un po' pochino, ma è un buon inizio. Arruolato".


"Sono Casini, nessun precedente penale". "Allora hai sbagliato lista". "Però ho portato in Parlamento tanti condannati, da Drago a Cuffaro, votato tutte le leggi vergogna e assicurato stima e amicizia a Dell'Utri prima della sentenza, su carta intestata della Presidenza della Camera". "Ok, passa, ma puoi fare di meglio".

"Aho', so' Lorenzo Cesa". "Con quella faccia qualche precedente devi averlo per forza". "A' dotto', io ce l'ho messa tutta, ma nun ce l'ho fatta". "Spiegati meglio". "Ner '93 fui latitante pe' quarche ggiorno, poi me feci carcera' a Regginaceli. Confessai 17, dico 17 tangenti. Ar primo grado m'han dato 3 anni, ma 'n appello li ggiudici 'nfamoni m'hanno assorto pe' 'n vizio de forma. Che devo fa'?". "Prometti che ci riprovi". "So' vent'ani che tento de recupera', ma a Roma nun s'aresta più nessuno". "Vabbè, entra".

"Benedetto Della Vedova". "Precedenti?". "Solo 4 mesi per spaccio a un vecchio corteo radicale per liberalizzare le droghe". "Radicale, droghe? Ma sei matto? Non senti l'odore d'incenso, non vedi quante tonache? Se ti sente un cardinale siamo fottuti. Ti prendo solo se ti cuci la bocca e vai a ripetizione dagli altri".

"A dotto', so' Lusciano Ciocchetti detto Er Ciocca de l'Uddiccì". "Quindi pregiudicato?". "No, 'ncenzurato. Però ero er vice d'a Porverini. E c'ho pure 'n pacchetto de 30 mila preferenze. Po' basta'?". "Mah, ora consulto l'Agenda, intanto vieni avanti".

"Beppe Pisanu, 11 volte deputato, già amico di Calvi e Carboni, poi di B: sono abbastanza nuovo?". "Ma sì, dai, c'è di peggio".

Esaurita la fila, Bondi si accorge che ne manca uno: "Qui vedo scritto Corrado Passera. Come sarebbe a dire che non viene più? Ma cazzo, quello è un fuoriclasse: una condanna per i falsi in bilancio dell'Olivetti, un'indagine per frode fiscale e una serie di conflitti d'interessi da Guinness. Possibile che ce lo siamo fatto scappare? E allora diciamolo che vogliamo perdere!".

"Scusi, ci sarei anch'io...". "Da dove viene questo sibilo?". "Lei non mi può vedere, non mi nota mai nessuno. Sono, anzi sarei Franco Frattini. Altro non saprei dire". "Ah sì figliolo, mi avevano avvertito, tranquillo, un posto te lo troviamo. Ora mettiti lì, accanto a quel ficus che un po' ti somiglia... (Dio mio che tristezza 'sto Centro, quasi quasi chiamo Tanzi e Ligresti...)".



Amedeo La Mattina per "la Stampa"


Lavoro frenetico, difficile, complicato e spinoso per la definizione delle liste montiane. Frenetico perchè entro l'11 gennaio devono essere presentati i simboli e dichiarati gli apparentamenti tra le liste. Il 20 gennaio è il termine per la presentazione delle liste e quindi delle candidature. E qui il problema si complica non poco, perchè il Professor Monti e il suo «controllore della qualità» Enrico Bondi hanno intenzione di essere molto, ma molto severi a proposito dei tre criteri da rispettare per la selezione degli uomini e delle donne da presentare alle politiche: carichi giudiziari pendenti, conflitto di interessi e numero di legislature (con un massimo 15 anni).


Sul quest'ultimo criterio ci saranno alcune ma poche delle deroghe, in particolare per leader come Casini e Fini. Più difficile invece che la ghigliottina montiana non cali sulla testa di Buttiglione, Tassone, Delfino, Volontè. L'Udc vuole salvarli (tutti o in parte) e candidarli alla Camera dove il partito presenterà una propria lista.


«Bondi può mettere becco sulle nostre candidature fino a un certo punto - spiegano in ambienti vicini a Casini - così come non possono impedirci di candidare il nostro segretario Cesa per una vicenda giudiziaria che è finita in prescrizione. Non possono essere considerati colpevoli tutti coloro che in Italia hanno visto la loro posizione giudiziaria prescritta. Nei prossimi giorni il Tevere si colorerà di rosso-sangue», dicono gli uomini dell'ex presidente della Camera.


L'Udc, insomma, non può accettare una black list calata dall'alto e nella quale potrebbero finire, per motivi diversi, altri esponenti del partito come Adornato, Binetti, Lusetti, Carlucci. In questa black list potrebbe finire anche il coordinatore nazionale del Fli Italo Bocchino. I montiani fanno la faccia dura e dicono che i tre criteri saranno applicati rigidamente, altrimenti non è detto che il Professore conceda l'autorizzazione a usare il suo nome nel simbolo.


«Alcuni non capiscono o fanno finta di non capire cosa significa la salita di Monti in politica. Anche gli osservatori della politica devono ancora cogliere e mettere bene a fuoco molti aspetti dell'impegno politico del Professore», sottolinea chi lavora gomito a gomito con il premier alla definizione delle liste. E parla della necessità di introdurre forti innovazioni e dei limiti dei vecchi partiti. Ad esempio la lista Monti per la Camera sarà composta tutta da persone provenienti dalla società civile: non ci sarà un solo ex parlamentare. Molti invece gli amministratori, tra questi diversi presi dal mondo vicino a Matteo Renzi e il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, uno dei candidati delle primarie abortite del Pdl, classe 1979.


Si potrebbe pensare che i problemi più grossi riguardano le candidature della Camera mentre per la lista unica del Senato le cose siano più semplici. E invece le cose non stanno così. Intanto la novità è il nome di questa lista che dovrebbe essere «Con Monti per l'Italia». Un nome che per il momento riscontra il maggiore gradimento e che ha in basso nel logo il segno grafico dell'arcobaleno. Sia il nome che questo segno grafico dovrebbe essere richiamati nei simbolo delle tre liste apparentate alla Camera (Udc, Fli e quella montiana che dovrebbe richiamare il concetto di lista civica).


La lista unica «Con Monti per l'Italia», sulla quale il Prof. deve dare ancora il via libera, avrà uno o più capilista nazionali, oltre a quelli regionali. Ecco, Casini vorrebbe essere il capolista in alcune Regioni, soprattutto nel Sud dove l'Udc è più forte, per trainare voti. Ma anche su questa ipotesi le perplessità montiane sono molto forti. Così come lo sono sul numero delle candidature sicure per Palazzo Madama.


Casini ne vorrebbe 12-13 su 34-35 senatori che la lista «Con Monti per l'Italia» potrebbe eleggere (è un calcolo minino fatto su una percentuale di consensi attorno al 15%). Sarà difficile che questi nodi possano essere sciolti al tavolo degli sherpa: si annuncia per i prossimi giorni un incontro diretto tra Monti, Casini e Fini. Intanto Monti partirà con una campagna elettorale tutta mediatica: stamane sarà a Radio Anch'io e domani forse a Uno Mattina su RaiUno.


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