Monetizzare è una necessità

12/12/2012 Gaulliste Libre11 Dicembre 2012 effedieffe.com

 

 Questa è una particolarità del dibattito pubblico francese: mentre nei Paesi anglosassoni, al fine di combattere la crisi, si discute apertamente e serenamente di monetizzazione, in Francia rimane un tabù, e questo nonostante le quantità gigantesche di monetizzazione che sono state realizzate a vantaggio delle banche.


 
 Stati Uniti e Gran Bretagna

In questi due Paesi, come si legge in questo lungo ed appassionato articolo del The Economist, si può discutere di monetizzazione con calma; infatti, il settimanale inglese pone la questione che per sostenere una crescita solida sia necessaria una nuova emissione di Quantitative Easing (QE). La Banca di Inghilterra sta per aumentare il programma di 50 miliardi di sterline, raggiungendo i 375 miliardi - a partire dalla crisi - cioè circa il 5% del PIL britannico.
 

Negli Stati Uniti gli economisti si domandano se la Fed dovrà mettere in pratica un nuovo programma, dopo i due piani di QE e l'operazione Twist di fine 2011 (vendita di titoli a breve termine per acquistare titoli a lungo termine). La conclusione alla quale giunge il The Economist è che un QE sia necessario come un innalzamento temporaneo dell'inflazione programmata (fino al 3%, che rimane un valore modesto), per garantire una maggior efficacia del QE.

Una Europa incentrata sulle banche

Le due principali banche anglosassoni hanno ricomperato titoli del debito sovrano dei rispettivi Paese, facendo così fare al proprio tesoro un doppio risparmio: riduzione dei tassi ed autofinanziamento. Al contrario, in Europa, la quasi totalità della monetizzazione creata dalla BCE è prodotta ad esclusivo vantaggio delle banche, che ne vengono rifinanziate. La scorsa estate, per calmare la crisi, sono stati riscattati solo 200 miliardi di titoli del debito sovrano mentre all'inizio dell'anno venivano prestati alle banche 1.000 miliardi, prestiti realizzati attraverso grossi programmi di rifinanziamento che hanno fatto gonfiare il bilancio della BCE.

In breve, la creazione di denaro da parte della BCE avviene a vantaggio quasi esclusivo delle banche che la BCE rifinanzia quasi senza limiti, mentre la Banca di Inghilterra e la Fed utilizzano la maggior parte dei fondi - che vengono creati allo stesso modo - per riscattare parte del debito sovrano, cosa quest'ultima della quale si avvantaggia la collettività per via di quel doppio risparmio descritto in precedenza.

Mettere il denaro nuovamente al servizio del bene comune
 
Si tratta di una lotta che André-Jacques Holbecq combatte da tempo. André-Jacques Holbecq ha scritto un libro appassionante: «Il debito pubblico, un affare redditizio», libro che ho riassunto un po' di tempo fa. Andrè ha anche un blog che vi raccomando e collabora con Joël Halpern -- vi raccomando anche il suo blog - il quale sostiene nei suoi ultimi scritti che «si debba fare l'opposto della politica riaffermata da Jean-Marc Ayrault» e denuncia le politiche di austerità quali «causa della crisi del debito».

In un periodo come il nostro nel quale non c'è più crescita, ma al contrario c'è invece una forte disoccupazione ed i consumatori hanno la tendenza a spendere meno (in 4 anni le famiglie americane hanno ridotto il proprio debito dal 133 al 114% delle proprie entrate), se vogliamo evitare di rientrare nella depressione dobbiamo creare del denaro.

Oggi la monetizzazione in Europa è necessaria per evitare che la depressione si estenda dalla Grecia alla Spagna ed all'Italia, contaminando quindi tutta l'Europa e deve essere affidata esclusivamente agli Stati. Ma è molto difficile organizzarla fra i diversi Paesi.

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla

Fonte >
Gaulliste Libre


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