La Tenaglia degli Avvoltoi sull'Argentina - PARTE 2

Johnny88 e GPG Imperatrice Dic 2012 Rischiocalcolato.it

 

PARTE 2 - ARGENTINA, CONOSCERE IL PASSATO PER CAPIRE IL PRESENTE


1862-1916 I GOVERNI LIBERALI E LA PROSPERITA' ECONOMICA


Emigranti a B. Aires


Finalmente l'Argentina è unita e compatta. Ora il potere è in mano ai liberali che cominciano a plasmare lo stato argentino dotando la repubblica di un moderno sistema giudiziario, scolastico e di trasporti.


Tra il 1865 e il 1870 la repubblica deve affrontare un sanguinoso conflitto col Paraguay, vinto grazie all'alleanza con Uruguay e Brasile. I governi liberali portano inoltre a termine la colonizzazione della Pampa tramite le cosiddette "guerre del deserto" in cui la popolazione indigena viene barbaramente sterminata. Nel 1880 comincia l'impetuoso sviluppo economico, trainato dalle esportazioni di grano e carne, che porta l'Argentina a diventare in breve tempo uno dei paesi più ricchi al mondo. Tra il 1880 e il 1914 il PIL argentino cresce mediamente del 5% all'anno e l'Argentina diventa la Terra Promessa. Quattro milioni di immigrati dall'Europa, principalmente da Italia e Spagna, si riversano nel paese sudamericano provocando un mutamento profondo nel tessuto sociale di Buenos Aires e provincia. L'Argentina entra di filato tra le prime 10 potenze economiche del mondo.


In quegli stessi anni comincia il controverso legame tra Argentina e Regno Unito. L'Argentina ha bisogno di capitali e li va a chiedere alla più grande potenza europea dell'epoca. I capitali britannici penetrano come un fiume in piena nella giovane repubblica, in cambio delle materie prime che l'Argentina riversa nel Regno Unito. Quello di Londra però comincia a diventare quasi un vero e proprio colonialismo economico. Gli inglesi possiedono il monopolio o quasi di: ferrovie; linee di comunicazione; banche e stabilimenti della carne


Non è però tutto oro quel che luccica. Gli squilibri interni tra una Buenos Aires sempre più potente e una periferia preda del latifondismo estancieros sono evidentissimi. Le "campagne nel deserto" non sono riuscite a creare una classe media rurale in grado di spezzare il dominio delle vecchie oligarchie agrarie. La struttura economica dell'argentina del boom presenta quindi diverse criticità


-La periferia priva di una media borghesia rurale e dominata in maniera stabile dalla vecchia oligarchia creola


-Buenos Aires e provincia inondate da un proletariato di origine europea che presto farà sentire la sua voce e che si ammassa nella capitale e nei suoi sobborghi

-Il settore trainante dell'esportazione di materie prime è completamente succube agli interessi di Londra

-L'economia si basa troppo sull'esportazione ed è quindi ostaggio delle fluttuazioni del mercato internazionale


Dal punto di vista politico il dominio dell'oligarchia liberale, che trova espressione nel PAN (Partido Autonomista Nacional) comincia ad essere minato dall'emersione dell'Union Civica Radical. L'UCR, tuttora esistente, è un tipico partito sudamericano, ovvero una grande tenda contraddittoria difficilmente catalogabile a livello ideologico. In linea di massima i radicali tentano di portare avanti un'alleanza tra il ceto medio di Buenos Aires, escluso dalle leve del potere e la classe bassa. L'UCR nei primi anni si da alla lotta armata contro il dominio Panista. L'UCR riesce finalmente ad entrare nel gioco del potere dopo il 1912 quando la ley Saenz Peña garantisce il suffragio universale maschile e la segretezza del voto.  Nel 1916 viene eletto alla presidenza un esponente radicale, Hipolito Yrigoyen


1916-1930 I GOVERNI RADICALI E IL CROLLO DI WALL STREET

Hipolito Yrigoyen


L'elezione di Yrigoyen segnò l'avvio di un lungo dominio radicale sulla vita politica argentina. Yrigoyen, rappresentante un'alleanza tra ceto medio e ceto basso urbano si impegna in politiche di riforma sociale. Tramite sussidi alle piccole fattorie tenta di creare una classe media rurale che scardini il latifondismo degli estancieros, si pone vicino ai sindacati operai, all'epoca dominati dagli anarchici, e riforma l'istruzione universitaria.


Gli anni dell'abbondanza però cominciano a finire e la composita coalizione di Yrigoyen comincia a scricchiolare. La I Guerra Mondiale cui l'Argentina non prenderà parte, toglie all'economia del paese lo sbocco naturale dell'Europa impegnata nel sanguinoso conflitto. Disoccupazione e inflazione cominciano a diventare un grosso problema che esplode tra il 1918 e il 1919. In quel biennio le strade di Buenos Aires sono nel caos. Scioperi, disordini e violenze che contrappongono anarchici e nazionalisti costringono Yrigoyen a reagire con la forza e a reprimere i disordini nel sangue. Il grande leader populista è costretto a sparare contro i suoi stessi elettori. 


Nei primi anni '20 l'economia torna a girare ma il ricordo della repressione porta i sindacati dal dominio anarchico al dominio marxista. I sindacati diventano così una classica "cinghia di trasmissione" di consensi per il partito socialista e il partito comunista. 


I conservatori e il ceto medio chiedono ai radicali politiche di austerità e rigore fiscale, viene quindi eletto alla presidenza Manuel Alvear esponente dell'ala conservatrice dell'UCR.  Alvear si impegna quindi in politiche di tagli alla spesa pubblica e di protezionismo mercantile. Le contraddizioni della grande tenda radicale cominciano a emergere. Nel 1928 l'UCR si spacca, Yrigoyen si ricandida ma l'ala destra, denominata "UCR anti-personalista" non lo appoggia e va da sola. Yrigoyen trionfa ma è un fuoco di paglia perché sulla sua seconda presidenza cade la tegola del crollo di Wall Street.


La tegola è micidiale per l'economia argentina che versa in uno stato pietoso. Per le strade tornano le faide tra gruppi politici. Anarchici; nazionalisti, radicali anti-personalisti; marxisti e sostenitori di Yrigoyen si scontrano tra loro. La situazione dgenera e l'esercito interviene per riportare l'ordine. E' il 1930 e il generale Uriburu compie il primo golpe del '900 argentino. Sarà il primo di una lunga serie


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