Il film del weekend: 'Il Sospetto'

Serena Nannelli - Sab, 24/11/2012 - Il giornale

 

Un'opera ottimamente interpretata che mostra con asciutta ferocia quanto ancora indelebili siano certi meccanismi atavici di condanna e pregiudizio nella società moderna


Lucas (Mads Mikkelsen) è un ex maestro elementare che, dopo un divorzio burrascoso, cerca di rifarsi una vita e trova lavoro nell'asilo della sua piccola cittadina.


Tutto procede al meglio: i bambini lo adorano, i colleghi lo stimano, un nuovo amore è all'orizzonte e suo figlio sta finalmente per andare a vivere con lui. Il dramma è però in agguato; una bugia della piccola Klara (Annika Wedderkopp), che sostiene di essere stata molestata sessualmente da lui, getterà in un disperato scompiglio la comunità e scatenerà una psicosi collettiva.


Il regista Thomas Vinterberg torna con un film drammatico che atterrisce nel profondo lo spettatore conducendolo in un tunnel senza ritorno, ossia lo stesso percorso dal personaggio principale di cui la pellicola sposa il punto di vista.


Ambientato in un tranquillo paesino danese, "Il Sospetto" mostra come la cosiddetta società civile reagisca in maniera irrazionale e primitiva a quella che percepisce come una situazione di pericolo; ritrae un tessuto di relazioni che ha le sembianze di una famiglia allargata e che si trasforma in un tribunale popolare che crede più facilmente a tutto il male possibile su uno dei suoi membri piuttosto che mettere in dubbio la bontà dei bambini.


E' un film sul concetto di innocenza. Da un lato quella del protagonista, cui non è dato credito, dall'altro quella dei più piccoli, cui è dato credito a priori. Vinterberg mostra che l'assunto che i cuccioli d'uomo non mentano perché incarnazione stessa della purezza, è pericoloso e fuorviante almeno quanto le domande tendenziose cui questi si trovano ad annuire pur di avere l'approvazione degli adulti.


Mantenere la calma come fa per lungo tempo il mite e riservato Lucas, ritenendo assurdo anche solo il doversi discolpare da tanto immonda e folle ipotesi di reato, fa assumere al suo interprete, Mads Mikkelsen, le sembianze di un composto e dignitoso martire contemporaneo. La recitazione asciutta e impeccabile con cui ha vestito il ruolo non a caso ha condotto Mikkelsen a ricevere il premio come miglior attore allo scorso Festival di Cannes.


"Il Sospetto" è un'opera elegante ed essenziale sulla mostruosità degli effetti generati da pregiudizi e paure ataviche, che ben descrive la caducità della verità di fronte all'eternità della maldicenza. Da vedere. 


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