DALL'ARCHIVIO - La religione del futuro

ANNO 2008 Maurizio Blondet

 

Prevedo un'ulteriore emorragia di fedeli dalla Chiesa cattolica apostolica romana: sciami di giovani si convertono alla religione rasta.


La Cassazione ha sancito che non è reato possedere due etti di marijuana, se si appartenga a questa religione. E' una pietra miliare del diritto, il riconoscimento della massima libertà religiosa.

Sicuramente, quella rasta è la religione del futuro: è la religione da discoteca, quella che ci vuole per la nuova gioventù. Quella con il tatuaggino sul pube, quella con il diamantino nel dente e l'orecchino. Quella delle fanciulle che, col tatuaggino e il diamantino, cercano il vero amore nell'uruguaiano da discoteca, nel «gordo» con tanti tatuaggi - ecco un buon partito, sicuramente un futuro marito e un buon padre.

E' uno che poi ti ammazza se non gliela vuoi dare, ma che fa? Ha frainteso il messaggio. Chissà perchè, ritiene che tatuaggini e diamantini indichino l'appartenenza al mondo della sub-prostituzione, non alla vera fede. E poi, la nuova religione deve avere le sue martiri (di vergini non ne parliamo più).

Un applauso alla magistratura italiana, alla sua ideologia evolutiva del diritto: sempre un po' più avanti sui tempi. Un modello, visto che i tempi già tendono per conto loro alla inciviltà condita di farsa. Prevedo il pullulare di nuove religioni. Ognuno potrà fondarne una secondo le sue tendenze preferite, oggi represse dall'oscurantismo legalizzato.

«La mia religione me lo permette», sarà la giustificazione per tutto: pedofilia, eutanasia, suicidio,  omicidio (ebbene? Avete mai sentito parlare di sacrifici umani?). Ci attende il grande Ritorno del Sacro. Il ritorno di Dioniso; e le discoteche saranno la fonte inesauribile delle nuove religioni.

Ecstasis, coca per raggiungere «piani diversi di coscienza», miscuglio di birra e pasticche per celebrare il Rito. C'è solo da fare appello alla fantasia. Che non manca nel racket.

L'esimia Corte di Cassazione - gli Ermellini, come sono chiamati - non ha messo in dubbio la fede dell'imputato. Anche se l'imputato non è un caraibico - dei Tropici dove la rasta è nata - ma un tale che si chiama (e il nome poteva indurre a qualche sospetto sulla sua devozione) Guaglione.

I magistrati hanno fatto benissimo: mica spetta ai giudici fare l'esame ai fedeli. O' Guaglione, appena trovato in possesso di 70 dosi di erba, ha spiegato che - secondo la sua religione, la marijuana è «l'erba sacra cresciuta sulla tomba di re Salomone, detto il re saggio, e perciò il fedele ne trae la forza». Mica gli hanno chiesto se sa chi era davvero Haile Selaissiè, il messia a cui i rasta rivolgono le loro preghiere fumatorie (in realtà, ultimo negus etiopico); la magistratura non è una scuola, non fa le interrogazioni, non soppesa la cultura.

Ci stupisce un poco solo una cosa: che la Cassazione tolleri una campagna antireligiosa in corso, quella delle femministe e dei radicali contro la escissione delle bambine, praticata da certi immigrati. Invito gli avvocati della parte colpita a fare causa: quegli illuministi stanno reprimendo l'espressione di una fede. Dovrebbero vincere la causa. Invece no, forse.

Perchè ci sono due pesi e due misure evidenti nella società: la religione islamica non gode evidentemente lo stesso favore della religione rastafari. Quando i musulmani pregano per strada in via Jenner, la gente protesta («Quei terroristi»). Quando i «Guaglione o'rasta» fumano e coltivano droga, la gente è contenta. Così vuole i suoi figli. E così li avrà.

In compenso, la Chiesa romana vedrà forse l'entrata di prelati anglicani, che tornano al nido dopo che la loro chiesa nazionale, il cui papa è Elisabetta II, ha ordinato donne vescovo e celebrato matrimoni fra preti gay. Ma una cosa è l'accordo di vertice fra Chiese, un'altra è lo spirito religioso delle masse; nel primo caso è un rivolo, nel secondo un'alluvione.

Senza contare che, probabilmente, ci sono già suore lesbiche e preti e prelati cattolici che stanno pensano al percorso contrario: verso la Chiesa Anglicana Innovatrice, dove si puà omosessualizzare, e pure far carriera, vestire la porpora, calzare in testa la tiara.

E allora tutti in discoteca. A celebrare, giovani, la vostra farsa incivile e tragica. La Cassazione vi indica la strada, avanzate con coraggio.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext