TRATTI ITALIANI L'interprete del meglio (e del peggio) di un popolo

Redazione - Mar, 20/11/2012 - il giornale

Un cantautore, uno di noi. Giorgio Gaber è arrivato lì dove molti non arrivano: al cuore di quel popolo, del quale lui si è sempre sentito parte


In un periodo come quello postbellico nessuno più di Giorgio Gaber ha saputo raccontare e interepretare un'epoca così.


Sì, perchè il suo merito non è stato solo quello di aver raccontato con efficacia "le miserie e gli splendori della società", ma "è riuscito a cogliere il meglio e il peggio di un popolo", che nelle sue canzoni si è rispecchiato.


Nonostante il successo, Giorgio Gaber è sempre rimasto una persona comune, con una vita comune, in mezzo a gente comune.


Tutto, però, diventava mezzo e strumento di creazione, persino quel tempo dedicato al risposo, che per lui diventava momento di riflessione e ricordo.


Gaber era uno di noi e descriveva la realtà così come tutti noi potevamo vederla.


Nonostante i critici musicali abbiano provato ad etichettarlo, avvicinandolo a un movimento politico piuttosto che a un altro, Giorgio Gaber è sempre rimasto al di sopra di tutto questo. Anzi, la sua inclinazione è sempre stata quella di ironizzare sui gruppi e sulle persone desiderose di appartenervi.


Gaber, insomma, era tutto questo: popolo, ironia, poesia e sublimità.


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