Jesse: Come nasce il deficit USA

Er - What Drove the US Budget Deficits Rischiocalcolato.it

 

I più grossi driver dei deficit a stelle e strisce corrente e a breve termine sono le guerre non finanziate, i tagli alle tasse, specialmente per i più ricchi, non finanziati, i salvataggi delle banche e la recessione economica.


 

 I tagli delle tasse per i ricchi servono a dare ancora più discrezionalità alla ricchezza dei ricchi e a poco altro in realtà. E l'uso che fanno dei loro soldi è per la maggior parte auto-indulgente e predatorio. Un costante stato di guerra è un'ottima fonte di sciacallaggio economico e fonte di profitto, e come si sa il prezzo più grande lo pagano sempre i popoli che pagano coi loro soldi, con la miseria e col sangue. I salvataggi sono una manna per il potente e ben introdotto.


Il sistema finanziario degli Stati Uniti così come è oggi è in gran parte costituito da predatori piuttosto che produttori di ricchezza. Gordon Gekko ha molte incarnazioni oggi, gente con elevati profili pubblici. E sono persone senza vergogna, anzi, di un'arroganza tale da muoversi in modo spudorato e imprudente.


La teoria del mercato efficiente e l'economia "trickle down" sono ciò che gli inglesi amano chiamare familiarmente "coglionate". Se si desidera prendere dai deboli, dai poveri e degli anziani e dare a coloro che hanno già tutto, si dovrebbe dirlo chiaramente, con orgoglio.
Ma non cercare di ingannare voi stessi, oltre a tutti gli altri. Tutto ciò che semini, mieterai. Downturn and Legacy of Bush Policies Drive Large Current Deficits Economic Recovery Measures, Financial Rescues Have Only Temporary Impact By Kathy Ruffing and James R. Horney October 10, 2012


Alcuni politici e alcuni esperi continuano a dire che le politiche del Presidente Goerge W. Bush non sono state il principale driver del deficit federale di questa decade e che invece è tutta colpa delle politiche del Presidente Obama e del Congresso prese nel 2009 e nel 2010.


Ma i fatti restano: la crisi economica, i tagli delle tasse e la guerra in Afghanistan e in Iraq del Presidente Bush sono la ragione della maggior parte del deficit dei prossimi 10 anni - almeno secondo questo update della nostra analisi che si basa sulle proiezioni di budget più recenti del Congressional Budget Office (agosto 2012) e dell'azione congressuale e che abbiamo rilasciato per la prima volta a maggio 2011.


Il deficit per l'anno fiscale 2009 - che è iniziato più di tre mesi prima che il presidente Obama arrivasse al potere - era di 1,4 trilioni di dollari, al 10% del GDP (PIL), il più pesante deficit in rapporto all'economia dalla fine della seconda guerra mondiale.


A 1,3 trilioni, circa il 9% del GDP, i deficit del 2010 e del 2011 sono stati un poco più bassi. Se restano le politiche attuali i deficit eccederanno il trilione anche nel 2012 e nel 2013 prima di calare lievemente e non saranno mai meno di 700 miliardi per il resto di questa decade.


Gli eventi e le politiche che hanno spinto i deficit a questi altissimi livelli nel breve termine sono stati, per la maggior parte, non creati dal Presidente Obama. Se non fosse stato per il taglio delle tasse operato da Bush, le guerre finanziate a debito in Iraq ed in Afghanistan e per gli effetti della peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione (compreso il costo per combatterla a livello statale) non avremmo a che fare con questo colossale deficit a breve termine.


Da soli infatti il taglio delle tasse e le guerre in Iraq e Afghanistan di Bush contano per più della metà dei 18 trilioni di debito che, sotto le attuali politiche saranno sul groppone della nazione per il 2019. Le misure di stimolo e salvataggi finanziari contano invece per meno del 10% di tutto questo debito. Il Presidente Obama però ha la responsabilità di proporre politiche, e metterci tutto il peso del suo governo, che gestiscano questa sfida fiscale a lungo termine ed evitare che il debito cresca ancora come percentuale del GDP.


Consentire all'ammiraglia dei tagli delle tasse - che inizialmente erano stati programmati per concludersi per il 2010 e furono poi estesi per altri due anni - di scadere per la fine del 2012 potrebbe far finire la crescita del rapporto debito/GDP. Infatti questo passo - o un equivalente pacchetto per la riduzione del deficit - potrebbe ridurre il rapporto debito/GDP e stabilizzarlo intorno al 70% per la seconda metà della decade.


Certo, con l'economia ancora debole è prudente mantenere la riduzione delle tasse per la classe media ancora per un po'. Ma non c'è nessuna giustificazione per estenderla sine die. Per tenere stabile il deficit nel lungo termine, con gli effetti di una popolazione mediamente sempre più vecchia e l'innalzamento conseguente dei costi sanitari generali, i politici avranno bisogno di fare altri passi sia sul lato del taglio della spesa che sul lato delle entrate ... 




 


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