Da dove nasce il degrado italiano

Marcello Veneziani - Dom, 18/11/2012 - Il Giornale

 

La destra ha i suoi Fiorito, la Lega ha la famiglia del Boss, l'Italia dei valori ha Maruccio e Tonino cerca casa, la sinistra ha i suoi Lusi e Costumi, e i Penati.


 

Questo è il quadretto, ma da dove nasce il degrado della politica? Proviamo una diagnosi in breve.


La sinistra ideologica ha distrutto i presupposti etici, la destra pragmatica ne ha tratto le conseguenze pratiche.


Dal '68 in poi i principi che sorreggevano l'etica sono stati vilipesi e ridicolizzati: il senso del decoro e la dignità, il rispetto e l'onore, la responsabilità e il merito, i valori morali e spirituali. Un massacro nel nome della trasgressione, della libertà di vivere ognuno come gli va, della demagogia egualitaria.


Su quella tabula rasa è cresciuto un ceto politico moderato, già dc, poi di centro-destra e non solo, che ha tradotto in pratica la devastazione dei principi. Nel nome di un individualismo che fa rima con egoismo ha dato via libera agli affari propri. La sinistra, più ideologica, aveva minato i principi e rotto i freni mentali; la destra si è avventata sugli effetti pratici, a ruota libera.


Il Paese si è adeguato all'andazzo. Separati i principi dalla realtà, gli ideali sono stati relegati troppo in alto, in luoghi inaccessibili (in paradiso, nel passato o nel futuro); così nella vita pratica ognuno si è arrangiato a suo piacere. È saltato il controllo comunitario, nessuno deve dar conto di niente a nessuno.


 E nessuno sente di dover rispondere al passato o all'avvenire, ognuno vive solo nel presente. Il degrado viene da lontano.


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