Se il default greco non sarà deciso dal Parlamento, avverrà per le strade, con il sangue.

Telegraph16 Novembre 2012

 

 Il Parlamento greco ha da poco approvato un bilancio di austerità, accettando tagli per ulteriori 9,4 miliardi di euro che colpiranno anche salari e pensioni.


 Stando alle stesse previsioni del governo, l'anno prossimo vedrà l'economia greca calare pesantemente per il sesto anno consecutivo, perdendo un altro 4,5%. La disoccupazione è già al 25%, il rapporto debito PIL sarà al 189% (e secondo Fitch nel periodo 2014/2015 raggiungerà il 192% ).
 
La stampa britannica è già passata oltre, ma i dimostranti no: oltre 15.000 di loro hanno circondato il parlamento. Il Paese è così devastato dal crollo finanziario e sociale che ora sembra un malato ricoverato in stato vegetativo, tenuto vivo da apparecchiature che non fanno altro che farlo soffrire di più, prima dell'inevitabile fine.
 

In nessun modo la Grecia potrà rimborsare la Troika. La Grecia è già risucchiata nella spirale del debito. Oggi (venerdì 16 novembre) giungeranno a scadenza titoli di Stato a 3 mesi per 5 miliardi di euro. Questi titoli a scadenza breve sono gli unici titoli di Stato autorizzati dalla Troika. Sono stati concepiti all'inizio di quest'anno con il solo scopo di finanziare una restituzione alla BCE: non per essere rimborsati, ma per essere nuovamente rinnovati alla scadenza, con un prestito di uguale importo.

La scusa per una simile operazione è che i previsti aiuti dell'Unione Europea non si sono ancora concretizzati. Se la Troika avesse prestato più soldi alla Grecia, la Grecia avrebbe potuto... onorare i propri debiti con la Troika stessa!

Secondo Fitch, attualmente la Troika ha in mano il 70% del debito sovrano greco. Di fatto, le banche private sono state sbattute fuori dal mercato, non solo a causa del rischio default della Grecia stessa, ma anche per la mancanza di relazione fra il prezzo di questi titoli ed i corrispondenti a 10 anni.

Venerdì, l'emissione sarà interamente sottoscritta dalle banche greche che presenteranno tali titoli alla Banca Centrale che li considererà dei collaterali [un debito preso come garanzia di un debito, ndt], permettendo alle suddette banche di accedere a (nuovi) prestiti dalla banca centrale e tirare avanti un altro mese.

È un circolo vizioso fine a se stesso.
 
Condonare il debito greco è impossibile, proprio perché si dovrebbe adoperare lo stresso trattamento a metà dell'eurozona. Più va avanti questa buffonata, più viene trasferita ricchezza - sotto forma  interessi pagati su un debito che non sarà mai rimborsabile - dal popolo greco alle tasche della Troika.

Un rimprovero che si sente spesso nelle discussioni sulle privazioni che stanno subendo i Greci è che "se le meritano avendo preso in prestito così tanto". Medico, cura te stesso! In casa nostra, i membri della Coalizione continuano a galoppare gioiosamente verso l'abisso mentre il debito cresce oltre la barriera dell'80%.

L'America poi ha appena rieletto colui che si doveva, un tale Obama che in solo 4 anni ha aggiunto al debito americano un bel 60% (6.000.000.000.000 di dollari).

Si galleggia nelle spirali esterne del gorgo e nessuno ha la volontà di remar via. Monetizzazione del debito e lo stampar moneta terranno lontano lo scontato default dell'Inghilterra, ma non la perdita di ricchezza ad esse associata.

Prima che la Grecia affondi - ed è certo che affonderà - la Troika le avrà strizzato fino all'ultimo centesimo e se il default non sarà deciso dal Parlamento, sarà alla fine deciso per le strade, con il sangue.

Thomas Pascoe, prima di lavorare presso il telegraph, ha operato sia sui mercati assicurativi dei Lloyd's di Londra che nel settore della finanza. Scrive di mercati finaniziari.

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla


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