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Vescovi atei?

Silvana De Mari


Vescovi atei?

Facciamo un riassunto. Sono stati scelti 450 esperti, scelti non si sa bene da chi e non si sa bene per quali competenze: che queste persone possono essere esperte è comunque una menzogna. Nessuno può essere esperto di quello che sta succedendo, dato che la prima volta che succede.

Abbiamo dei tizi che parlano sempre all’ indicativo, il congiuntivo e condizionale è a loro ignoto, che si dichiarano esperti in situazioni senza contraddittorio, situazione gravissima perché la medicina, contrariamente alla fisica, non è una scienza, è un’arte, basata sulle ipotesi e sul buon senso. Ora la virologia e l’immunologia e l’epidemiologia sono diventate scienze esatte da enunciare sempre con indicativo, mai per ipotesi, senza contraddittorio. I virologi che dicono che dobbiamo stare chiusi in casa e che ne usciremo solo col vaccino, unica arma contro la malattia, vanno bene.

Quelli che dicono che dobbiamo uscire per potenziare il nostro sistema immunitario, vera arma contro l’epidemia, e che possiamo tenere testa l’epidemia perché stiamo imparando a curarla non vanno bene.

Per inciso, quelli che ci stanno spacciando questi 450 tizi per esperti sono gli stessi che ci hanno venduto come esperta del clima una ragazzetta svedese poco più che semianalfabeta, visto che la scuola un giorno su due. La ragazzetta svedese è la loro idea di scienza.

I 450 non si sa di cosa siano esperti, ma certo è che sono pagati con i nostri soldi, con emolumenti da capogiro e soprattutto sono già stati protetti dal punto di vista penale: le conseguenze delle loro azioni sono depenalizzate, così com’era per le azioni dei sovrani quando c’erano le monarchie assolute che si ritenevano venissero direttamente da Dio. 

I 450 esperti dopo essersi consultati tra di loro e aver consultato i pesanti tomi che conservano nelle loro labirintiche e leggendarie biblioteche, hanno partorito le seguenti ordinanze: su un pullman di 40 m² possiamo salire il 16, in un negozio di 40 m² possiamo lanciare una volta, in una chiesa di 400 m² possiamo entrare in 16, ma a patto che uno dei 16 sia defunto.

Se il morto non c’è, niente da fare, non possiamo entrare in chiesa a seguire una Messa, ci sono criticità irrisolvibili, simpatica locuzione che probabilmente vorrà anche dire qualcosa. I famosi quindici uomini sulla cassa del morto che pensavamo fossero una canzonetta, erano invece una profezia, l’unica maniera per ottenere un’Eucarestia.

Le Messe senza defunto sono sempre vietate. Gli antifà sono andati in piazza a frotte, gli islamici possono pregare in moschea e anche fuori, ma per la Messa, criticità irrisolvibili.

E cosa ha fatto la CEI? Ha pigolato un sommesso e educato reclamo salvo rimangiarselo con la coda tra le gambe.

Ho una disistima totale per la CEI. Sui Vangeli è scritto “date a Cesare quel che è di Cesare”, una chiesa che si occupa di politica è qualcosa di ignobile. La CEI non fa altro, ma il motivo della mia definitiva, cosmica e irreversibile disistima per la CEI è la pubblicazione sul loro giornale Avvenire delle ignobili e blasfemi vignette di Staino, già vignettista dell’Unità, tristissimo disegnatore che non ha mai fatto sorridere nessuno, nemmeno quando disegnava per l’Unità.

Le vignette di Staino pubblicate da Avvenire e pagate con l’8 × 1000, si chiamano Hallo Jesus, e rappresentano un Gesù Cristo come una specie di ridicolo sindacalista. Solamente degli atei, dei non credenti, possono non provare ripugnanza davanti a questa profanazione della sacralità e della regalità di Cristo, quella sacralità e quella regalità per affermare le quali, migliaia di martiri sono andati e vanno a morire.

La pubblicazione fu sospesa con grave dispiacere dei santi padri per le proteste e le minacce di togliere l’8×1000, proteste che alla CEI hanno addirittura osato definire incomprensibili. Dal fatto che non lo trovino ripugnante, che non capiscano quanto sia ripugnante per un credente il ridicolo Cristo di Staino, deduciamo che i vescovi in Italia sono in grandissima maggioranza atei.

Esistono molte forme di corruzione. Rivestire un ruolo per il quale non si è capaci, non si è adatti, e vivere degli  emolumenti di quel ruolo è una forma di ripugnante corruzione.  

Non è stato il potere civile a negarci le Messe. Non avrebbe potuto.

Il potere civile non poteva fare una scelta così contraria alla Costituzione e al Concordato. Il potere civile si è limitato a proibire gli assembramenti anche in locali religiosi.

Sono stati i vescovi che li hanno anticipati, e hanno bloccato le messe quando ancora i bar e ristoranti erano aperti. Questi vescovi così carini, come monsignor Paglia, che ha usato l’8 × 1000 per farsi rappresentare in mutande nell’affresco che profana la cattedrale di Terni, non lo perdete, digitate su Google le parole cattedrale, affresco, Terni, e guardate questa meraviglia.

Altro gigante della fede Guido Gallese, vescovo di Alessandria, che è intervenuto sullo scottante tema del divieto delle celebrazioni liturgiche, confermato nel nuovo Dpcm anti coronavirus in vigore dal prossimo 4 maggio.

Le parentesi sono mie. “Non sono favorevole ad aperture indiscriminate ( certo, vescovo, ci avete lasciati senza Messa e senza Eucarestia anche a Pasqua, ci avete lasciato morire come cani senza Estrema Unzione) in particolare se guardiamo al nostro caso concreto: la nostra provincia è tra le più colpite del Piemonte.( davvero? Che possa essere un segno dell’Ira di Dio per aver impedito le Messa quando ancora i bar erano aperti è un concetto bizzarro che non la sfiora nemmeno. Lo sa )  

Dobbiamo essere cauti e prudenti. 

Ad oggi, ripeto, io ho un atteggiamento draconiano. ( bravo caro, tanto i Sacramenti sono un optional. Sui libricini su cui lei ha studiato teologia, c’era solo Karl Rahner o un tizio che si chiama San Tommaso lei lo ha mai sentito nominare?) 

Ricordo, ad esempio, che la nostra Diocesi già aveva stoppato le celebrazioni anche prima del lockdown nazionale, in via prudenziale. (me lo ricordo , vescovo, avete tolto anche la Messa di Mercoledì delle ceneri. E guarda un po’, non è servito a nulla, anche così siete pieni di contagio. Ma secondo lei, vescovo, la minuscola non è un errore, Gesù Cristo sulla terra cosa è venuto a fare?

Perché è morto in croce? Se doveva fare qualcosa per noi, secondo lei, perché invece di fare una cosa molto più semplice come scoprire la penicillina o, perché no, un bel vaccino, ha affrontato la Passione?

Perché tutti i martiri sono andati alla morte? Le do la notizia del secolo: in questa strana religione che è il cristianesimo, la salvezza dell’anima vale di più della salvezza del corpo.

Buffo vero? Il Cristianesimo è una religione di gente che non ha paura del dolore e della morte). 

Oggi sarebbe possibile riaprire l’accesso alle messe? Di sicuro non per le persone anziane”

Gentile dottor Gallese, mi permetta di chiamarla in questa maniera.  Risparmio il termine di eminenza e monsignore, completamente insensato per i vescovi attuali, che hanno negato la sacralità e la regalità di Cristo e quindi non hanno più diritto a nessuna devozione, essendo la devozione a voi dovuta un riflesso di quella a Cristo che voi avete negato.


Anche la parola vescovo mi sembra sovradimensionata ma lei sicuramente una laurea in teologia ce l’ha.  Io sono un anziano, e contrariamente a lei gli attributi per morire per Cristo ce li ho.


Quindi si levi dalla mia strada. Non si azzardi, non si permetta, non ci provi nemmeno a preoccuparsi della mia salute. Tra l’altro, non è il caso. La mia salute l’ho affidata a San Michele Arcangelo e ci pensa lui.


Sono profondamente cattolica. Il cattolicesimo è una religione profondamente incarnata. Cristo è nell’ostia. L’Ostia deve essere fisica, vera, non un cerchietto nello schermo del computer.


La nostra Messa è un sacrificio, non uno spettacolo.


Dobbiamo esserci. Con la complicità di una gerarchia ecclesiastica che ha addirittura anticipato le richieste di un potere civile, le messe sono state soppresse per prime, quando ancora i bar erano aperti. Il potere civile non è più definibile come laico, ma come ateo e l’ateismo è una religione, una delle più ottusamente fanatiche.


Alcuni sacerdoti coraggiosi hanno dato luogo a una nuova chiesa, valorosa e militante, e con assolute precauzioni, hanno celebrato la Messa. Abbiamo visto i video di poliziotti che senza levarsi il berretto dalla testa, hanno osato interrompere il momento più sacro: la consacrazione.


Se volete uccidere un popolo, profanatene la religione, se volete uccidere un popolo, rinchiudetelo in casa.


Chiediamo a Nostra Signora delle Milizie e a San Michele Arcangelo di ricordarci che il cristianesimo è una religione di persone che non hanno avuto paura della morte.


Meglio morti che schiavi con le nostre chiese chiuse. Un ricordo commosso ai sacerdoti che non hanno smesso di somministrare l’Estrema Unzione ai morenti e che sono morti anch’essi. Loro sono morti nella luce di Dio.


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