NOVISSIMI E IL CORONAVIRUS. UNA RIFLESSIONE DI GIOVANNI FORMICOLA.

https://www.marcotosatti.com/

NOVISSIMI E IL CORONAVIRUS. UNA RIFLESSIONE DI GIOVANNI FORMICOLA.


  Marco Tosatti




Carissimi Stilumcuriali, l’avvocato Giovanni Formicola ci ha inviato una riflessione molto interessante e attuale sul panorama psicologico e morale che ci circonda, al tempo della paura e del coronavirus. Con grande delicatezza e lucidità tocca temi essenziali. Buona lettura. 


§§§




I Novissimi


Quando aleggia lo spettro della malattia e della morte, e s’impone la serietà dell’esistenza, quale occasione migliore per predicare di nuovo i Novissimi, come chiese san Giovanni Paolo II il 6 febbraio 1981, nel discorso al convegno nazionale “Missioni al popolo per gli anni 80” (non risulta ad oggi una particolare obbedienza senza virgolette).


  “Oggi bisogna aver pazienza, e ricominciare tutto da capo, dai ‘preamboli della fede’ fino ai ‘novissimi’, con esposizione chiara, documentata, soddisfacente”.


Certo, se qualcuno tornasse a dire morte, giudizio, inferno e paradiso, sai i riti apotropaici, le risatelle derisorie, le accuse di cattolicesimo gotico e terroristico!


Niente spaventa di più troppi uomini di Chiesa.


Chi potrebbe reggere? E poi “allontanerebbe la gente”, che vuole tenerezza, misericordia, baci e abbracci.


E quindi guai a provarci, non si può bastonare chi è già angosciato dal virus e passare per i soliti corvacci neri che profetizzano sventure e castighi.


Eppure, non sarebbe niente di nuovo sotto il sole. Già sui muri dell’antica Pompei comparve la scritta christiani saevi solones, portata alla luce con gli scavi, e quindi anteriore al 79 d.C..


Cioè, fin da subito i cristiani furono detestati alla stregua di quello che un paio di millenni dopo sarebbe stato il Grillo Parlante, nome moderno d’un saevus Solon, cioè d’un vero rompi. Ma allora le gonadi e lo Spirito non scarseggiavano. I saevi solones non si fecero intimidire, e nemmeno ritennero di doversi rendere “simpatici”, annacquando e parlando d’altro.


E la prima evangelizzazione fu, e con essa la civiltà cristiana, bella e benefica come una cattedrale, un monastero, un’università, un ordine cavalleresco, un poema epico, una  summa, un ordinamento municipale, un centro storico, un affresco, un fondo oro, etc..


Magari, come insegna san Giovanni Paolo II, varrebbe la pena di ricominciare, per la Nuova Evangelizzazione e una rinnovata civiltà cristiana, proprio dai Novissimi.


Ma lo Spirito ha bisogno di uomini…


Ancora sull’obbedienza


Nel Vangelo di oggi – ho avuto la grazia di andare a Messa -, Gesù, ch’è venuto per confermare la legge, anzi approfondirla rendendola ancora più esigente entrando  in interiore hominis, “disobbedisce”.


Restituisce la vista a un uomo di sabato. E a chi lo rimprovera, insegna la differenza tra obbedienza e “obbedienza”. La prima è il mezzo santo per salvarsi; la seconda è eletta a fine dai moralisti, che la predicano per sé stessa.


Il sabato, ogni sabato, è per l’uomo, e se impedisse di restituirgli la vista sarebbe una contraffazione di sé. E ancora una volta, non è che ciascuno può farsi soggettivistico giudice del comando, rivendicando un generico diritto di disobbedienza.


Ma nessuno può chiudere gli occhi a fronte della palese ingiustizia della legge che vorrebbe impedirti di ridare la vista a un cieco. C’è un’evidenza dell’ingiustizia d’un comando o d’una proibizione, sia in ordine alla vita naturale che soprannaturale, per cui, per esempio, nessun SS potrebbe mai venire assolto.


Intelligenti pauca.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I pi¨ letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext