MES, IL VIRUS DI CUI NESSUNO PARLA IN ITALIA – #TgByoblu 34

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MES, IL VIRUS DI CUI NESSUNO PARLA IN ITALIA – #TgByoblu 34



RIFORMA DEL MESMentre l’Italia è distratta dal Covid-19, in Ue prosegue l’iter per la firma della riforma del Meccanismo europeo di stabilità

Ci siamo, la firma della riforma del Mes è vicina, dovrebbe avvenire nei prossimi mesi. Nel 2010, con l’esplosione della crisi dei debiti sovrani, in Europa fu creato un meccanismo temporaneo capace di garantire prestiti agli Stati dell’Eurozona in difficoltà. Tale meccanismo, due anni dopo, venne sostituito dal Mes, di natura permanente. Il suo compito, sostenere gli Stati dell’euro attraverso prestiti dati in cambio dell’accettazione del Paese aiutato di un programma di riforme concordato.

“C’è un “virus mortifero” di cui nessuno parla ed è il Mes”. A definirlo virus mortifero è il filosofo Diego Fusaro che si scaglia contro l’ex premier, Paolo Gentiloni, e attuale commissario europeo all’economia del Pd.

“Quello che nel Mes non dovrebbe essere scritto è la possibilità che il default dello Stato diventi più facile. Non ci provino nemmeno a portarlo avanti perché in questo momento le ripercussioni potrebbero essere irreparabili“, ad affermarlo è l’onorevole Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera. E alla domanda su cosa accadrebbe se il Fondo salva Stati venisse firmato oggi, Borghi risponde: “In un momento di forti oscillazioni sui mercati potrebbe spargersi la voce che l’Italia ha bisogno dell’intervento del Mes. ll passaggio successivo – continua l’onorevole – sarebbe la ristrutturazione del debito pubblico e la fuga dai titoli di Stato italiani. Con la fuga degli investitori dai titoli italiani e la Banca centrale che non interviene, chi compra il titolo sa che c’è la possibilità che venga decurtato. E a quel punto, come si finanzia lo Stato?” Borghi si risponde da solo: L’Italia dovrebbe chiedere aiuto al Fondo Montetario Internazionale, che di danni con la Troika ne ha già fatti abbastanza.

di Virginia Camerieri

MILITARIZZAZIONE DELLA CRISILa diffusione del virus per sperimentare nuove forme di controllo?

ll Coronavirus come occasione per militarizzare il mondo e i popoli. Al di là degli aspetti sanitari, ciò che colpisce di questo virus sono le conseguenze politiche e sociali. In Cina ormai da settimane intere aree del Paese sono militarizzate e sotto controllo dell’esercito, con la popolazione sottoposta a pesanti restrizioni. Una tale situazione farebbe pensare ad un esperimento di ingegneria sociale, in altre parole: come mettere sotto controllo la popolazione e limitarne gli spostamenti e le libertà. Tuttavia serve una giustificazione, che oggi c’è: impedire che il Coronavirus si propaghi e possa fare ulteriori vittime. Se non ci si attiene a regole specifiche si può finire in carcere.

E qui ci chiediamo: e se questo tipo di regime si estendesse ad altri Paesi del mondo? Oppure si tratta di misure profilattiche, certo dure e difficili da sopportare, ma necessarie. Ma non è tutto, ci sono anche sistemi sofisticati di riconoscimento facciale e software spia per ascoltare conversazioni. In un mondo ipertecnologico vi è sempre meno spazio per le libertà individuali e il Coronavirus offre un’occasione per sperimentare nuove forme di controllo.

di Edoardo Gagliardi

CEDU E SOROSUno studio analizza 185 casi in cui le Ong avrebbero esercitato il proprio influsso sulla Corte europea dei diritti dell’uomo

Molti giudici tuttora operativi presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, l’organo internazionale che deve assicurare il rispetto e l’applicazione della convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti dell’uomo, stilata nel 1950, sono ex dipendenti, o addirittura ex dirigenti di almeno sette ONG attualmente attive presso l’Istituto, cosa che crea evidenti problemi di conflitti di interesse.

È quanto emerso da uno studio prodotto dall’European Center for Law and Justice che evidenzia come, su 100 giudici che hanno prestato servizio presso la Corte fra il 2009 e il 2019, quasi un quarto di essi abbia forti legami con la Open Society Foundation di George Soros o con altre ONG come Amnesty International, il che mette in discussione sia l’indipendenza della Corte che l’imparzialità dei giudici, chiamati a valutare dei casi avviati o sostenuti da queste stesse organizzazioni.

A seguito di questa relazione, la Corte di giustizia europea ha deciso di sottoporre formalmente la questione all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, che prevede l’avvio di una formale procedura di petizione.

di Caterina Rappoccio

CONFLITTO IN SIRIAPiù di 30 soldati turchi sono stati uccisi in un bombardamento nella provincia di Idlib

Ieri sera in Siria, nella regione di Idlib, circa 33 soldati turchi sono stati uccisi da un raid aereo siriano.
Il presidente Erdogan ha convocato un Consiglio di sicurezza nazionale minacciando gli alleati occidentali di non bloccare più alle frontiere i profughi siriani diretti verso l’Europa.
Nel frattempo la Turchia ha già sferrato il suo contrattacco con bombardamenti su tutte le postazioni governative.

Idlib è l’unica provincia siriana ancora sotto il controllo dei ribelli e l’esercito di Bashar al-Assad, sostenuto dai russi, sta cercando di riconquistare il territorio.
L’attacco è perciò arrivato dopo mesi di trattative fallite per cercare una tregua tra Turchia e Russia.
La capitale turca aveva chiesto a Mosca di poter usare lo spazio aereo siriano per proteggere le sue truppe nella zona di Idlib, richiesta però respinta dai russi. Il presidente Recep Tayyip Erdogan esige anche che le truppe del leader siriano Bashar al-Assad si ritirino sulle linee stabilite nell’accordo del 2018 ad Astana. L’Onu chiede un cessate il fuoco “Il rischio di una maggiore escalation cresce di ora in ora”.

di Mariachiara Stella


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