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ANTIDOTI

RINO CAMMILLERI RINOCAMMILLERI.COM


ANTIDOTI

BREVE

Quand’ero al liceo, accendevo la tv e c’erano Gianni Morandi e Adriano Celentano. Oggi, che vado per i settanta, accendo la tv e chi c’è? Gianni Morandi. Cambio canale e trovo Celentano. Mah.


OSPEDALI


Milano ha diverse strutture sanitarie che sono all’avanguardia, davvero. Ma, chissà perché, quasi tutte dislocate in punti dove è difficile arrivare con i mezzi pubblici, in primis la metro. In più, i parcheggi vicini sono particolarmente salati (e figurarsi i taxi). Meglio, comunque, non ammalarsi…


VENEZIA


Dopo un mese di immagini angoscianti su Venezia allagata, grida di dolore su tutti i media, tg con richieste di oboli per i poveri veneziani sott’acqua, come prevedibile i turisti hanno fatto ciao. Per queste feste, zero prenotazioni (mai accaduto) e un’ecatombe di disdette. L’insostituibile ruolo dell’informazione.


IDEOLOGIE


Come aveva spiegato Juan Donoso Cortés già nella prima metà dell’Ottocento, le ideologie non sono altro che eresie cristiane secolarizzate. Per questo (dico io) attraggono i preti.


STREETFOOD


C’è una correlazione tra l’abolizione della famiglia e il dilagare del c.d. street food. Un tempo mangiare per strada era roba da barboni, era il desco familiare il luogo del nutrimento. Ma, certo, vuoi mettere la funzionalità allo shopping? E’ il futuro neanche tanto remoto: tutti individui sradicati e dediti all’acquisto compulsivo. E poi ci si chiede da dove vengano i mezzi (ingenti) dei demolitori sistematici della famiglia…


BLACKFRIDAY


Avete mai visto un commerciante che ci rimette volontariamente?


FRUSTRAZIONE


Sempre più spesso nei supermercati mi imbatto in cassieri o cassiere dall’aria sfavata (gergo universitario), che ti chiedono se vuoi il sacchetto e poi te lo sbattono lì, su quel che hai comprato, e si mettono a servire (meglio: smistare) il prossimo cliente mentre tu ti arrabatti a soffiare e leccarti le dita per spiccicare il sacchetto in questione (n.b.: nei film americani è l’impiegato a mettere la roba nel sacchetto man mano che la registra). Eh, li capisco: magari questo mestiere non era in cima alle loro aspirazioni e il posto di ministro degli esteri è già occupato.


PARADISO


L’aldilà non esiste, godiamoci la vita. Dunque, sex, drugs and rock’n’roll. E se sono brutto, povero, vecchio, malato? Chirurgia estetica, welfare, eutanasia, aborto selettivo. Et voilà.


LOGGE


«Nel gennaio-giugno 1917 il Grande Oriente (GOF) e la Gran Loggia di Francia (GLF) stilarono lo statuto della Società della Nazioni. Fu un progetto della massoneria francese, conniventi il Grande Oriente d’Italia e una decina di altre Comunità massoniche di Paesi (come la Spagna e lombi dell’America centro-meridionale) ancora estranei alla Grande Guerra che da tre anni stava devastando l’Europa (…): identica rappresentanza per ogni Stato, quale ne fosse il numero degli abitanti, bandiera con tante stelle e un sole arancione (…). Mentre il governo italiano aveva ancora le idee confuse sul futuro dell’Impero austro-ungarico (…), Parigi era per il suo annientamento» (Aldo A. Mola, Il Giornale -Piemonte e Liguria- 5.1.20).


RAZZISMO


Ieri al minimarket. In fila ho davanti un africano che deve pagare due prodotti. La cassiera gli apre cortesemente il sacchetto e ci infila dentro la spesa. Poi tocca a me, con una decina di prodotti. La cassiera li passa al lettore ottico, poi ci sbatte sopra il sacchetto chiuso, che devo aprire da me e metterci dentro la roba. D’altronde, che sono di etnia bianca (come la cassiera) si vede a occhio nudo. Potrei chiedere gentili spiegazioni, ma c’è troppa gente che aspetta il turno dietro di me. Così, pago, ringrazio, prendo la mia spesa e me ne vado


LUNGO

Decline and Fall

Il cammino percorso dalla Chiesa in pochi decenni lo si può constatare visivamente su internet. Si guardi un’uscita di Pio XII dal Vaticano: in sedia gestatoria, portato a spalla da nobili romani in tight, tra corazzieri e flabelli; il Sommo Pontefice, in guanti bianchi e col triregno in testa, benedice la folla acclamante con le tre dita della mano destra (anche se mancino) in nome della Trinità.


Oggi, papa Francesco si fa i selfie con i fans e scambia lo zucchetto con chi gli chiede l’autografo. Il permesso di indossare il clergy-man al Sinodo è stato salutato da vescovi e cardinali con salve di hurrà. C’è da chiedersi, a questo punto, perché il papa continui a vestirsi da papa. Non sarebbe più comodo un clergy-pope bianco? Ed strano che non ci abbia ancora pensato, visto che, al momento dell’elezione, ha evitato il tradizionale «Sia lodato Gesù Cristo» per un più popolare «Buonasera!», rifiutandosi di mettersi sulle spalle lo scapolare rosso.


Ma è stata una discesa lenta, per gradi, cominciata con Giovanni XXIII, il primo papa televisivo (e telegenico), continuata con Paolo VI che abolì in un sol colpo il «noi», la sedia gestatoria e il triregno (che fece vendere «per i poveri» e che finì, come previsto, comprato da un miliardario americano e fortunosamente ricomprato con una colletta di fedeli). Giovanni Paolo I non fece in tempo a continuare a percorrere la discesa d’immagine. Il suo successore, dovendo effettuare estenuanti safari d’evangelizzazione intorno al mondo, necessariamente si ritrovò con piume sioux e sombreri messicani in testa. Fu lui a inaugurare gli incontri inter-religiosi di Assisi, dai quali discende in filiazione pressoché obbligata l’attuale Sinodo per l’Amazzonia e i suoi paventati sincretismi.


Dall’«appello agli uomini delle Brigate Rosse» di Montini alla telefonata in diretta a «Porta a Porta» che festeggiava il compleanno di Wojtyla il passo fu breve. Benedetto XVI cercò timidamente di restaurare almeno l’autorevolezza d’immagine del papato ripristinando il pastorale con l’antica croce, il copricapo detto «camauro» e spendendosi in tutti i modi per la preservazione della messa in latino. Ma non poté (più) esimersi dal rito assisano, dal visitare scalzo la moschea (be’, almeno non baciò il Corano), dal presiedere al rito di ritiro di pistoline e fucilini giocattolo che un malinteso pacifismo clericale aveva orchestrato in alcune parrocchie romane. La «Chiesa che chiede scusa», tuttavia, l’aveva preceduto.


Per il resto, se ebbe davvero qualche velleità restauratrice («restaurare vuol dire riportare all’antico splendore», aveva scritto), non fece in tempo. Ormai il clero aveva ceduto. Per paura della persecuzione o dell’impopolarità, il bisogno di essere-come-gli-altri portò al disgusto per l’abito e per tutto quello che distingueva-separava i pastori dal gregge. E il piano inclinato si sa dove conduce, anche se non si sa dove va a finire. Mia moglie l’altro giorno andò in chiesa per confessarsi. C’era un confessionale libero e vi si portò. Dentro c’era uno, maglione e jeans. «E lei chi è? Che ci fa qui?», chiese mia moglie. «Sono un prete», fu la sorridente risposta. «E come faccio a esserne sicura?». Seguì una discussione piuttosto animata alla fine della quale mia moglie rinunciò a confessarsi e se ne andò. In effetti, è pur vero che un mitomane può benissimo travestirsi da prete e carpire le più intime confidenze delle signore, l’abito non fa il monaco.


Tuttavia, il mitomane di cui sopra rischia col suo atto la prigione, cosa che rende più improbabile che a qualcuno venga in mente di usurpare la funzione sacerdotale. Nel «nuovo corso» di gesti simbolici tipo pachamama è singolare che la religione che, di simboli, ne aveva più di tutte le altre, il cattolicesimo cioè, abbia buttato alle ortiche i suoi per presentarsi con la chitarra al collo e le piume in testa. Così è più credibile? Boh, le papaline dicono di sì e si comportano di conseguenza. Vabbè, allora, aspettiamo il clergy-pope (è strano che non ci abbia ancora pensato), anche se dovremo sorbirci le antiestetiche scarpe nere. No al trionfalismo, fu lo slogan negli anni Sessanta. Sì al pauperismo, di conseguenza. Infatti.


Ma che cosa ne pensa il popolo, quel popolo alle cui «istanze» si dice di voler venire incontro? Pochi anni fa il giornalista Stefano Lorenzetto, re degli intervistatori, chiese a uno qualsiasi che cosa ne pensasse dei selfie di papa Francesco. Il nome non lo ricordo ma è così anonimo che anche il richiamarlo non servirebbe a niente. Era un popolano, sì, però era, ed è, uno che tutti conoscono: lo vedete sempre ai tiggì, si piazza a favore di telecamera dietro a un politico intervistato e, penna in bocca, fa la faccia interessata. Ebbene, così, in romanesco, rispose a Lorenzetto: «Er papa deve fa’ er papa, nun se deve fa’ ‘e selfie!».


CORTO


La legge dice che chi porta a spasso il cane deve raccoglierne le deiezioni. Qualcuno sostiene che il proprietario dovrebbe altresì munirsi di bottiglia d’acqua perché i cani sogliono marcare il territorio ovunque vedano qualcosa di verticale. Mi chiedo: durante le famose «domeniche a piedi» alcuni si presentano a cavallo; come faranno per le evacuazioni, solide e liquide?


LUNGO2


Anche i papi nel loro piccolo s’inkazzano.


Il breve filmato del papa in escandescenze ha fatto il giro del mondo e provocato le sue scuse, confermando che, sì, anche il papa è un uomo e gli può capitare di perdere talvolta la pazienza. I tiggì hanno corredato col precedente messicano: un ragazzo lo tira per la manica, rischia di farlo cadere e lui lo ammonisce perché non sia egoista.


Ecco, è questo il punto. Uno che sceglie i bagni di folla, gli abbracci e la gioiosa mischia (eh, tanta acqua è passata: dal Pontefice in sedia gestatoria circondata da flabelli -l’ultimo, Giovanni XXIIII- al Vescovo di Roma che collutta con la prima fila) sa che, nella zuffa, qualche contrattempo può capitare. Infatti, neanche al servizio di sicurezza è permesso ostacolare il papa argentino quando si concede ai suoi fans. Anche gli attori americani sul red carpet fanno la stessa cosa e a nessuno è mai successo quello che è, invece, successo a Bergoglio. Insomma, quel che vogliamo dire è questo: chi sceglie uno stile, diciamo così, popolare ha previsto di certo qualche incidente di percorso ed è allenato a non perdere l’àplomb.


Da qui il sospetto: non è che la mini-baruffa sia stata cagionata da qualcosa di diverso da un semplice strattonamento? E com’è che a nessun giornalista al mondo è venuto in mente di andare a intervistare la fedele cinese responsabile della pontificia arrabbiatura? Già, perché magari si saprebbe se davvero era cinese e non coreana, taiwanese, uigura etc., e se per caso non abbia detto qualcosa che ha fatto imbestialire Jorge Mario. Una mia lettrice davvero cinese mi ha mandato un messaggio in cui si dice sicura che la donna, parlando in inglese, ha detto frasi come «not destroy» (non distruggere) e «out of way» (fuori strada). Purtroppo l’audio non permette di cogliere altro, ma nel web si trovano ulteriori interpretazioni in questo senso.


C’è chi ha sentito «loosing the Faith», frase che può essere riferita al popolo cinese, nel quale la Fede si starebbe perdendo (per le cause, chiedere al cardinale cinese Zen). Sia come sia, in attesa che la protagonista dell’evento increscioso si decida a fare outing e ci dica come davvero sono andate le cose, rimane lecito, ripetiamo, sospettare che a far perdere la pazienza al papa della misericordia sia stato quel che quest’ultimo si è sentito dire quando meno se lo aspettava.


Abituato agli osanna e alle richieste di selfie, una critica o, peggio, un’accusa esplicita gli avrebbero fatto perdere le staffe. Umanamente comprensibile (se le cose stanno davvero così) visto che alle critiche e alle richieste di chiarimento, anche altolocate, in sette anni di pontificato non ha mai risposto. A una lettera ufficiale non gradita si può opporre l’aulico e sovrano silenzio. Ma di fronte a una fedele che ti tira per la manica magari non hai il tempo per pensare a un composto atteggiamento da assumere, e subito ti salta la mosca al naso.


In ogni caso, non è stato un bel vedere. Nemmeno alla giornata degli Oscar gli osannati hollywoodiani perdono la pazienza col pubblico in delirio, e spesso si tratta di personaggi avvezzi all’alcool, alle risse, alla coca o alle cliniche di disintossicazione dal sesso. E perfino i pastori veri sanno che qualcuna delle loro pecore talvolta non ha un buon odore.


CORONAVIRUS


Stefano Magni su La Nuova Bussola Quotidiana (28.1.20) si interroga su «il panico da epidemia che si sta rapidamente diffondendo in tutti i grandi media dopo la scoperta del nuovo coronavirus in Cina, a Wuhan. Su una popolazione urbana di 11 milioni di persone (in una nazione che conta 1 miliardo e mezzo di abitanti), i morti sono poco più di 100 (ad oggi). In un’influenza stagionale in Italia i morti si contano nell’ordine delle migliaia, da 4mila a 6mila, giusto per fare un paragone»


KATTOLICO5


Certo, guardandosi intorno, uno può dire: ma ormai a che serve l’apologetica? Osservazione plausibile, ma che non tiene conto di Lourdes, Medjugorje & C. Chi va in questi luoghi, non di rado torna radicalmente convertito. Ma non sa niente della fede, del cristianesimo e della sua storia. Va ricostruito di sana pianta. Il grosso del lavoro lo ha fatto la Madonna, il resto deve farlo l’apologetica. Ecco perché non smetto di lavorare. Perciò procuratevi la mia ultima fatica: «Ma l’Inquisizione ha fatto anche cose buone? Il Kattolico 5» (Fede & Cultura, pp. 146, €. 17).


SARS2


Si dice che l’Amazzonia appartiene a tutta l’umanità, tant’è che c’è chi vorrebbe affidarla all’Onu. Ma c’è un’area della Cina, di solito sempre la stessa, da dove a memoria d’uomo parte l’influenza annuale che da dicembre a febbraio stende l’Occidente con grave e quantificabile danno economico. Che ne dice l’Oms?


GENIALE


«Se stasera vincerete non usate questo palco per fare discorsi politici. Non siete nella posizione di impartire lezioncine al pubblico su nulla (…). La maggior parte di voi ha passato sui banchi di scuola meno tempo di Greta Thurnberg. Quindi, se vincete, venite qui sul palco, accettate il vostro premio, ringraziate il vostro agente e il vostro dio, and fuck off» (Ricky Gervais, comico inglese, ai Golden Globe 2020).


TAFIDA


Domanda: com’è che gli inglesi hanno ceduto sul trasferimento in Italia di Tafida e sui precedenti, Charlie, Alfie, no? Diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato…


MAMMALITURCHI


Erdogan sbarca in Libia? Così, oltre a quello per via di terra, avrà il rubinetto dell’immigrazione via mare.


LUTERO


Ermanno Pavesi su “Cultura & Identità” scrive: “Nella bolla Exsurge Domine del 1520, che minacciava la scomunica a Lutero, la trentaquattresima tesi condannata sosteneva che «Combattere contro i turchi è opporsi a Dio, che visita le nostre iniquità per mezzo loro». Lutero invece di ritrattare questa tesi la confermò, sostenendo che Dio si serve «[…] dei Turchi come verga per la nostra ingiustizia, e che i cristiani dovrebbero pregare piuttosto che opporsi alla punizione di Dio»”.


AUSTRALIA


L’Australia brucia? Colpa di Bolsonaro.


ORCHE


Il 28 dicembre 2019 tre orche marine islandesi sono state avvistate e filmate a Messina. Il famoso Mediterraneo tropicalizzato…


FICARRA&PICONE


Il film «Il primo Natale» di Ficarra&Picone record di incassi natalizi. Il che dimostra che la stragrande maggioranza degli italiani gradisce le storie senza turpiloquio, scene di sesso, gay e rispettose della loro religione nazionale. Vaglielo a spiegare ai cineasti nostrani usciti dalle «scuole di regia» dove si impara per prima cosa la fedeltà al partito…


CONCEZIONE


Per il 12 dicembre, ore 21, era stato organizzato a Bologna un “evento” dal titolo “Immacolata contraccezione”. All’appuntamento, in piazza, presenti? Nessuno. Nobody. Personne. Nadie. Proprio così. Buon Natale.


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