SUPER EX: SI FA PRESTO A DIRE LEGA, MA SU QUALI VALORI?

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Marco Tosatti


Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Super Ex (Ex di movimento per la Vita, Ex di Avvenire e di altre robe cattoliche varie, ma non ex cattolico; anzi, più passa il tempo….) che conosce bene la realtà del Centro e del Nord, ci ha mandato una riflessione molto interessante sulle recenti tornate elettorali in Emilia Romagna e Calabria. Con qualche elemento che può spiegare – anche e forse – perché la Borgonzoni si è rivelata un candidato “debole” in una regione progressista forse, a slogan e parole, però poi…Buona lettura.

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Caro Tosatti,

sai bene che non sono un simpatizzante Pd, e che considero Salvini e Meloni il meglio che abbiamo politicamente, oggi, in Italia. Epperò, come cattolico attento ai principi non negoziabili, vorrei lanciare un grido: attenzione a non fidarsi troppo!

Che il PD e i 5 Stelle rappresentino l’ariete del nichilismo dominante, è di tutta evidenza: solo ciechi guide di ciechi, come i cardinali Zuppi e Bassetti, possono non accorgersene. Ma questo non deve significare neppure concedere il proprio voto ed impegno politico, a scatola chiusa, ai loro avversari.

Mi spiego meglio con un esempio: tra i governatori leghisti se ne distingue uno, Massimiliano Fedriga, del Friuli Venezia Giulia, per un sincero attaccamento ai valori della vita e della famiglia. Gli altri due, Attilio Fontana e Luca Zaia, rispettivamente della Lombardia e del Veneto, sono del tutto estranei se non addirittura ostili alle nostre posizioni.

Del primo basti ricordare la cancellazione della legge di Formigoni per la sepoltura dei feti abortiti.

Anche la candidata per l’Emilia Romagna, Lucia Borgonzoni, non ha una visione antropologica tanto diversa da quella radicale e piddina: cresciuta nei centri sociali e nella sinistra anticlericale bolognese, è stata per anni molto vicina agli ambienti LGBT della città felsinea e nella recente campagna elettorale si è distinta per assoluto disinteresse riguardo ai temi della vita e della famiglia (evitando accuratamente di firmare il manifesto proposto dal Comitato Difendiamo i nostri figli).

Un discorso in parte analogo si potrebbe fare per tanta parte del centro destra: che garanzie danno, sul tema principi non negoziabili, i candidati per la Puglia, Raffaele Fitto (Fratelli d’Italia) e per la Campania Stefano Caldoro (Forza Italia)?

Ben pochi!

E allora? Il modesto suggerimento che mi sento di dare è quello di identificare via via i candidati più affidabili, nell’area del centro destra, senza dimenticare aggregazioni più piccole, come il movimento di Quagliariello e Toti che per esempio in Emilia Romagna ha candidato persone di assoluto valore; questo senza rinunciare, dove possibile, a costruire piccole realtà civiche autonome, fortemente identitarie e capaci, con il tempo, di avere davvero voce in capitolo, almeno a livello locale.

Oggi che i vertici della Chiesa sono occupati dal Nemico, e che quindi la possibilità di agire all’interno della Chiesa sono sempre più ridotte, la battaglia politica è per i laici cattolici più che mai necessaria.


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