#TgByoblu 9 – DAL VANGELO SECONDO SOROS. ENNESIMO APPELLO DEL PAPA IN DIFESA DEI MIGRANTI

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#TgByoblu 9 – DAL VANGELO SECONDO SOROS. ENNESIMO APPELLO DEL PAPA IN DIFESA DEI MIGRANTI




#TgByoblu 9 – Oggi parliamo della procedura di impeachment avviata contro Donald Trump, del nuovo leader dei Cinque Stelle Vito Crimi, della fine del vecchio ordine economico mondiale e dell’ennesimo appello di Papa Francesco in difesa dei migranti.


IMPEACHMENT Trump incassa la prima vittoria: bocciati 11 emendamenti democratici su testimoni e acquisizione di documenti.


La tensione fra democratici e repubblicani non è mai calata durante le interminabili tredici ore di discussioni e votazioni necessarie a far approvare all’aula le regole del dibattimento sull’impeachment. A passare, alla fine, è stata la risoluzione del leader della maggioranza repubblicana, Mitch McConnell.


I repubblicani hanno votato a maggioranza compatta contro gli 11 emendamenti proposti dai democratici, tra questi quello relativo alla richiesta di produrre dei testimoni. Così big come l’ex-consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton e il capo dello staff della Casa Bianca, Mike Mulvaney, non saranno per ora citati come testimoni al processo contro il Presidente Donald Trump che nel frattempo da Davos, rincara la dose: “Mi piacerebbe partecipare” al processo.

I Repubblicani hanno anche bloccato la proposta di acquisire alcuni documenti del Pentagono, del Dipartimento di Stato e dell’ufficio bilancio della Casa Bianca.


L’apertura della procedura di impeachment contro Trump è stata annunciata da Nancy Pelosi il 24 settembre 2019. Abuso di potere e ostruzione del Congresso sono le accuse mosse a all’inquilino della Casa Bianca .


Il calendario imposto dai repubblicani è molto serrato; l’obiettivo è quello di chiudere la partita entro il 4 febbraio, quando il presidente degli Stati Uniti si presenterà al Congresso per il discorso sullo Stato dell’Unione.


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IL DOPO DI MAIO Vito Crimi è il nuovo leader del movimento, e difende in toto il suo predecessore.


A Luigi Di Maio è subentrato il vice ministro dell’Interno Vito Crimi, già sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri durante il primo governo Conte e delegato all’editoria e alla ricostruzione post terremoto nell’Italia centrale.

Quarantasette anni, palermitano di nascita e bresciano d’adozione, una laurea mancata in matematica e un lavoro come assistente giudiziario alla Corte di Appello di Brescia, Vito Crimi è un grillino della prima ora, avvicinatosi al Movimento nel 2007 con il primo V-Day e considerato vicinissimo a Davide Casaleggio. È stato fra i primi parlamentari dei Cinque Stelle ad entrare in Parlamento e nel 2018 fu uno dei protagonisti, insieme alla collega Roberta Lombardi, dello storico diniego alla fiducia di un governo PD, comunicato direttamente all’allora capo della sua delegazione Pierluigi Bersani in diretta streaming. Confessa di aver votato, nel corso degli anni,


Rifondazione, Alleanza Nazionale, Verdi e Ulivo, ma mai Partito Democratico.


È stato uno Scout e scrisse: “Lo Scout considera suo onore il meritare fiducia: la legge Scout è il mio riferimento da sempre”.  Riguardo al suo nuovo incarico come neo reggente dei Cinque Stelle afferma, tramite Facebook, di assumere l’incarico con umiltà e con la consapevolezza di dover sostenere la grande responsabilità di un Movimento che deve essere accompagnato verso una nuova fase e verso nuovi obiettivi; rassicura che questo delicato passaggio non avrà alcun impatto sul Governo e ringrazia il suo predecessore Luigi Di Maio per i traguardi raggiunti dal Movimento, dal reddito di cittadinanza al taglio dei parlamentari, e difendendolo in toto anche riguardo alla difficile decisione di dimettersi, definita matura e consapevole, dichiarando testualmente: “È diventato presto il bersaglio naturale di chi voleva demolirci, eppure non si è mai tirato indietro”.


Chiude le sue prime dichiarazioni da leader con un esortazione di incoraggiamento ai suoi, senza rinunciare ad un dantesco “Coraggio. A riveder le stelle!”: ma solo il tempo ci dirà quante saranno…


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TENSIONE FRA USA ED EUROPA Il vecchio ordine economico non regge più. Trump minaccia di mettere i dazi e gli europei rispondono mettendo nel mirino i giganti americani del web.


Gli amanti della globalizzazione turbo-capitalistica difendono sempre a spada tratta il mito della libera circolazione di capitali, merci e uomini, in quest’ordine di importanza. Secondo i guru del liberalismo estremo l’attuale sistema economico è l’unico in grado di produrre ricchezza e diminuire le disuguaglianze.


Dentro un sistema fondato sul “libero commercio” c’è sempre però chi fa il furbo. La Germania ad esempio, continua imperterrita a registrare immensi surplus commerciali in barba a qualsiasi legge e trattato, deprimendo in questo modo le economie dei Paesi limitrofi. I tedeschi vendono ma non comprano, spiegando di continuo agli altri le virtù del sacrificio e della rinuncia.


Ora pare che il Presidente Trump si sia stancato della furbizia teutonica, minacciando di colpire il settore automobilistico tedesco nel caso in cui Merkel e soci non cambiassero rapidamente atteggiamento. Gli europei, con il francese La Maire, minacciano di applicare per ritorsione una Web Tax che metta nel mirino i colossi del big tech a stelle e strisce.


Per ora si tratta perlopiù di schermaglie e riposizionamenti tattici, ma da Davos viene fuori chiaramente come il vecchio ordine globale sia finito mentre uno nuovo non si vede ancora all’orizzonte. E non è detto che sia un male. Anzi…


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BERGOGLIO E L’IMPORTANZA DELL’OSPITALITÀ Il Papa esorta i governanti ad accogliere i migranti come fecero i maltesi con San Paolo.


È scritto negli Atti degli Apostoli che San Paolo e 260 compagni attraversarono il Mar Mediterraneo naufragando sulle coste di Malta. Lì furono accolti dagli abitanti con grande ospitalità.


Oggi quello stesso mare è ancora pericoloso, ma i naufraghi non sono più accolti così benevolmente. Papa Francesco crea una parallelismo tra queste due vicende per far capire ai cristiani, e soprattutto ad alcuni governanti, che dobbiamo vedere gli altri come nostri fratelli, indipendentemente dalla loro razza o dal credo religioso.


I migranti, dice Bergoglio, “sperimentano indifferenza e ostilità…sono sfruttati da trafficanti criminali; sono trattati come numeri e come una minaccia da alcuni governanti; a volte l’inospitalità li rigetta come un’onda verso la povertà o i pericoli da cui sono fuggiti”. La catechesi odierna è dedicata alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, intitolata “Ci trattarono con gentilezza”, la cui tematica quest’anno è appunto l’ospitalità, vista come segno dell’amore di Dio. Infatti solo la gentilezza verso il prossimo, che oggi sembra una virtù poco diffusa, può renderci davvero uniti e degli esseri umani migliori.


Al termine dell’udienza generale il Pontefice ha esortato le famiglie ad essere luoghi di educazione alla virtù dell’accoglienza, della saggezza, del rispetto per ogni persona e dell’armonia con il creato. Un invito infine a pregare per la pace, per il dialogo e per la solidarietà tra le nazioni, decisamente necessari in questo periodo di forti tensioni.


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