GLI 007: FRANCIA VERSO LA GUERRA CIVILE

Mauro Zanon per ''Libero Quotidiano'' dagospia.com

GLI 007: FRANCIA VERSO LA GUERRA CIVILE



Bei tempi quando le terrazze dei caffè parigini erano frequentati da famiglie «gioiose», «spesso di origini italiane», perché oggi, i dehors della capitale, specialmente nei quartieri popolari, «sono occupati dalla mattina alla sera () solamente da uomini oziosi, dagli sguardi indifferenti e incattiviti, che è meglio non incrociare», «la maggior parte di essi tiene interminabili conversazioni in lingua straniera durante le ore di lavoro abituali» e «la sola attività si concentra attorno al vasto supermercato di alimentazione halal».


Bei tempi quando la classe politica francese si batteva per proteggere i valori della République, perché oggi si distingue esclusivamente per il "clientelismo", negoziando con "gli islamisti" il rinnovo del proprio mandato e la difesa del proprio feudo elettorale.


Non è l' analisi di un "pericoloso reazionario", come la sinistra definisce tutti coloro che mettono in discussione il multiculturalismo, ma quella dell' ex capo dei servizi segreti esterni francesi, Pierre Brochand, in un seminario intitolato "Immigrazione e integrazione", i cui contenuti sono disponibili sul sito della fondazione ResPublica.


RIVOLTA DELLE BANLIEUE


Da capo della Dgse (Diréction générale de la Sécurité extérieure) durante il secondo mandato presidenziale di Jacques Chirac (2002 - 2008), ha visto da vicino la mutazione etno-culturale della Francia, ha maneggiato i dossier più sensibili sull' immigrazione e sull' islam, e ha vissuto, nel 2005, la tristemente celebre rivolta delle banlieue, che infuocò il Paese.


Oggi, a causa dell' immigrazione di massa e dell' islamizzazione, si stanno creando «potenziali situazioni di anarchia», afferma Brochand, che potrebbero sfociare in guerra civile. «Per la prima volta in mille anni di storia di Francia, il "multi" si riferisce a una componente non europea, con la presenza di una forte minoranza convinta del primato della religione su qualsiasi altra considerazione», osserva Brochand.


 L' ex capo della Dgse denuncia il «segreto di Stato» attorno alla questione migratoria, la banalizzazione degli attentati jihadisti «per incoraggiare l' accecamento volontario», «l' incompatibilità del "vivre-ensemble" e "lo sguardo pudico" dei media, che tentano di "occultare i fatti più scomodi, sperando che i social network non rivelino nulla».


La constatazione dell' ex boss dell' intelligence esterna parigina è spietata, ma non è isolata. Anche Patrick Calvar, ex capo dei servizi segreti interni francesi, si era detto preoccupato, nell' estate 2016, per la situazione del Paese, «sull' orlo della guerra civile». Soltanto la gauche continua a far finta di non vedere.



Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext