Ma non conta nulla il buon governo?

Marcello Veneziani - Mer, 17/10/2012 - il giornale

Ma non conta proprio nulla aver governato bene per così tanti anni? Dobbiamo a forza volere l'unanimità anche nel malgoverno, dalle Alpi alla Sicilia?

È proprio irrilevante che la Regione Lombardia sia stata presa per anni a modello e paragone rispetto alle altre regioni spendaccione e inefficienti, dal numero dei dipendenti alla sanità?


C'era un sistema di potere forte, è vero, non si poteva far nulla se non eri dei loro: ma la stessa cosa si può dire per le regioni rosse e intoccabili, a partire dall'Emilia. A ognuno le sue coop. È vero, troppi gli inquisiti, i corrotti e le porcate al Pirellone, trotato e introiato; ma la colpa è più dei partiti, Lega inclusa, che del governatore. Il bilancio della Regione Lombardia è buongoverno condito da malaffare e malcostume.


Di questi tempi è quasi un bilancio invidiabile. O avreste preferito Penati alla guida del Pirellone? Non sorge il sospetto che la guerra a Formigoni sia stata ingaggiata da certi settori della finanza laica contro l'impresa cattolica per mettere le mani su grandi business come la sanità?


Il ciclo perfetto di un governo è dieci anni, due legislature consecutive per realizzare opere e progetti; dopo è meglio cambiare perché il potere tende a degenerare. Un Formigoni rientrato nella politica nazionale qualche anno prima, con un ruolo importante, sarebbe stata una gran risorsa per il centro-destra allo sbando. Sarà narciso e indisponente, soprattutto quando ripete «forte» arrotando la erre, ma è uno dei migliori.


Non mettetelo in croce, si monterebbe la testa.


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