CONTROSTORIA 12 - Luci sul Medioevo - Giovanna D'Arco

Di Stefano Paci e Rino Cammilleri da laltrastoria


 

"Se l'età di mezzo fu una lunga notte tra l'antica e la moderna, in quella notte brillarono le stelle". 



Stefano PACI
Biografia di una Santa (s. Giovanna d'Arco)
tratto da: Tracce. Litterae Communionis, anno XX, giugno 1994, p. 48.

Francia, novembre 1428. Il Paese è in gran parte sotto l'occupazione inglese. Il duca di Bedford, fratello del defunto Enrico V, ha da sei anni assunto il titolo di reggente di Francia aspettando di passare il potere al nipote. Il legittimo pretendente al trono, Carlo VII, è impaurito e indeciso sul da farsi. Ad uno dei suoi sostenitori, il capitano Robert de Baudricourt si presenta una giovane contadina di 16 anni, Giovanna, figlia di Isabelle e Jacques d'Arco. Giovanna, che non sa né leggere né scrivere, gli racconta una storia singolare: «È da quando ho circa 13 anni - dice - che sento una voce mandata da Dio. La voce mi ha detto che devo intervenire in soccorso del re di Francia, che porrò l'assedio davanti alla città di Orléans, e che dovevo venire da voi, che mi avreste dato della gente per seguirmi». La città di Orléans è assediata da ottobre, e, se gli inglesi la conquistano, potranno facilmente impadronirsi del resto della Francia. Dopo varie esitazioni, il capitano de Baudricourt dà a Giovanna una scorta per accompagnarla da Carlo.

Il piccolo gruppo arriva a Chinon, dove risiede il delfino di Francia. Altri due giorni di attesa e Giovanna viene ricevuta da Carlo. «Ti dico da parte di Dio che tu sei il vero erede di Francia e figlio di re», gli dice senza preamboli. Superando le resistenze, Giovanna riesce a convincere il delfino ad affidarle una piccola armata. L'8 maggio 1429 (Giovanna ha 17 anni), dopo sette mesi di assedio inglese e otto giorni di battaglia, Orlèans è liberata. Ma Giovanna non è paga. Insiste con Carlo per condurlo a Reims, dove, come chiedeva la tradizione, sarebbe stato ufficialmente incoronato re. Dal punto di vista strategico è una follia, perché si deve attraversare il territorio nemico. Ma, ancora una volta, Giovanna riesce a convincere Carlo.

Le città si arrendono senza combattere. Il 17 luglio, con una grande cerimonia nella cattedrale di Reims, Carlo VII viene consacrato re. Il re vuole ora condurre da solo la propria politica. E stipula, all'insaputa di Giovanna, un accordo con il duca di Borgogna. Per oltre due settimane le truppe francesi sono condannate all'ozio, mentre agli inglesi giungono i rinforzi: 3500 tra cavalieri e arcieri sbarcano a Calais. E, mentre Giovanna è impaziente di liberare Parigi, Carlo VII inizia una lunga serie di trattative diplomatiche. Alcuni mesi dopo, l'8 settembre, Giovanna viene ferita alle porte di Parigi. Il re ordina di sciogliere l'armata, obbligando Giovanna a operazioni militari di scarsa importanza. Iniziano le sconfitte. E, il 23 maggio 1430, a Margny, Giovanna d'Arco viene presa prigioniera. Gli inglesi la trasferiscono a Rouen, dove la fanno giudicare da un tribunale ecclesiastico sotto l'accusa di stregoneria. Il processo è condotto dal vescovo di Beauvais, Pierre Cauchon. Dopo un anno di prigionia e oltre quattro mesi di processo, trascorsi senza che re Carlo si sia mai interessato di lei, Giovanna viene condannata come eretica. Il 30 maggio 1431 è bruciata viva sulla piazza del mercato di Rouen. Le sue ceneri vengono gettate nella Senna. Quasi 500 anni dopo, nel 1920, la Chiesa riconosce solennemente la santità di Giovanna d'Arco. E la nomina patrona di Francia.


Rino CAMMILLERI
La pulzella d'Orléans: Giovanna d'Arco
tratto da: CAMMILLERI Rino, I Santi militari, Piemme, Casale Monferrato 1992, p. 49-51.

Nata a Domrémy nel 1412, era figlia di poveri contadini. Verso i tredici anni ebbe una serie di apparizioni. San Michele Arcangelo, Santa Caterina e Santa Margherita le rivelarono «da parte del Re del Cielo» che era sua missione liberare la Francia dagli Inglesi e consacrarne il re.

Perché il Re del Cielo aveva deciso di soccorrere la Francia, "primogenita" della Chiesa?
Orléans era assediata dagli Inglesi mentre era priva del suo signore, prigioniero in Inghilterra. Nel Medioevo si credeva che una città in tali condizioni sarebbe stata difesa da Dio stesso contro la fellonia di chi osava attaccarla a tradimento. Non si intende bene questa credenza se non si conosce la mentalità medioevale, fortemente attaccata al concetto di "parola data". I medioevali non si legavano tanto a un'istituzione, quanto all'uomo che la rappresentava (da qui il patto feudale con l'omaggio, che è come dire «io sono uomo tuo»). Ecco perché un regno senza re e una città senza signore cadevano facile preda della demoralizzazione, ed era considerato grave insulto al diritto divino un proditorio attacco in assenza di questi capi. Dio, nel caso di Giovanna d'Arco, mostrava di intervenire nel modo a Lui consueto: servendosi di ciò che è umile per confondere i potenti e mostrare che è solo a Lui che si deve il trionfo della giustizia.
Molto, comunque, si è favoleggiato su Giovanna D'Arco e ancora gli storici si stupiscono del credito che le riuscì di ottenere, dimenticando che il Medioevo non conosceva radicali distinzioni tra uomini e donne: semplicemente le cose le faceva chi si mostrava in grado di farle, a prescindere dal sesso o dall'età. Nelle Crociate, infatti, non erano poche le donne-crociato che combattevano a fianco degli uomini e se ne trova traccia anche in opere letterarie come "La Gerusalemme Liberata" e l' "Orlando Furioso".

Qual era la situazione in Francia in quella che poi sarebbe stata chiamata la Guerra dei Cent'anni? Al tempo di Giovanna tutto il nord del paese era in mano agli Inglesi e ai loro alleati borgognoni. Resisteva Orléans, ma da anni era cinta d'assedio. Nel 1429 Giovanna riuscì a convincere il capitano Roberto de Baudricourt a scortarla dal re, Carlo VII, a Chinon.

Enrico V d'Inghilterra, alleato del Duca di Borgogna, aveva sposato la figlia del re di Francia, Carlo VI. Questi era quasi completamente infermo di mente e si era lasciato convincere a firmare il trattato di Troyes (1420) che assicurava la corona di Francia a Enrico d'Inghilterra, a danno del legittimo erede Carlo VII. Tutta la storia d'Inghilterra è contrassegnata dalla sua determinazione nel non permettere ad alcuna potenza europea di divenire troppo forte sul continente per non essere minacciata (e, in seguito, per non perdere la supremazia navale).

Il re, nella sua residenza di Chinon, aveva sentito parlare della "Pulzella" e voleva metterla alla prova. Così si travestì e si confuse tra la gente che affollava la Corte. Ma Giovanna miracolosamente lo riconobbe e gli si inginocchiò davanti. Per tre settimane fu sottoposta a teologi e medici, ma questi dovettero emettere responsi favorevoli. Ottenuto allora un esercito, la fanciulla lo guidò a Orléans, riuscendo a liberarla dopo due terribili battaglie. Dopo una terza vittoria a Patay, condusse il re a Reims e ve lo fece incoronare.
La consacrazione di Carlo VII galvanizzò i Francesi e diede loro animo per riprendere una guerra che tutti consideravano ormai persa.

Tuttavia il mal consigliato Carlo VII cominciò a seguire una politica diversa da quella d'azione suggerita da Giovanna, e questa decise di agire per conto proprio. Ferita in battaglia davanti a Parigi, si ritirò per qualche tempo, poi cercò nel 1430 di liberare Compiègne, ma venne catturata dai borgognoni e venduta agli Inglesi. Questi, che la temevano più di ogni altra cosa, la rinchiusero a Rouen e le imbastirono contro un processo per «eresia». Il 30 maggio la fanciulla fu arsa viva come strega nella piazza del mercato.
Sarà riabilitata subito dopo, appena liberato il paese. È compatrona della Francia con S. Teresa di Lisieux e la sua festa è festa nazionale. Ancora oggi a Orléans si celebra l'8 maggio, giorno in cui la città venne liberata da Jeanne D'Arc, la Pucelle.


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