Albania batte VenezuItalia 7-0

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Albania batte VenezuItalia 7-0


Ve lo ricordate il film Lamerica di Gianni Amelio? Correva l'anno 1994 e gli Albanesi in massa arrivavano sui barconi in Italia, che per loro era come l'America per gli Italiani nel loro passato da migranti.


Nel 1991 la nave albanese Vlrora carica fino all'inverosimile di 20mila albanesi disperati - che fuggivano dalla "meraviglie" del (post)comunismo - sbarcò a Bari...ed oggi parliamo di invasione... ;-)

Sono passati circa 25 anni ed i ruoli man mano si sono invertiti: oggi sono tanti gli italiani costretti ad andare a cercare occasioni in Albania che da anni sta crescendo a stecca, mentre qui "sbiellati" (e pure popolarissimi) come Dibba&affini vi dicono che il PIL non conta nulla, quanto piuttosto conta la felicità (a spese degli altri). Al contrario il PIL conta eccome (pur essendo indicatore sintetico e dunque imperfetto) soprattutto sul lungo periodo: potete stare sicuri che con una crescita organica e sostenuta per svariati anni del Prodotto Interno Lordo, alla fin fine sono tutti più ricchi e si è creata una classe media diffusa con benessere diffuso.


E l'Albania da anni cresce anche del 4% o persino del 6% all'anno di PIL, mentre FallitaGlia da anni ............................ o è in Recessione o cresce da prefisso telefonico 0.x% (quest'anno 0.2% ovvero ultimi dell'area OCSE mentre persino la Grecia cresce del 2,5%)


vedi i miei post

GDP Annual Growth Rate in Albania averaged 4.05 percent from 1996 until 2019, reaching an all time high of 13.50 percent in the fourth quarter of 1999




In Albania ormai vanno molti ragazzi del meridione (ma non solo) a studiare all'università di Tirana, vanno un sacco di impreditori e liberi professionisti ad aprire le loro sedi per sfruttare la tassazione molto conveniente (soprattutto rispetto all'inferno fiscale italiano che ha un tax rate da record mondiale) e per sfruttare i costi molto bassi della vita rispetto all'Italia.


....Qui a Tirana, del resto, un' azienda la apri in 15 giorni e i fatturati inferiori a 36mila euro sono esenti da tasse, mentre fino a 60 mila c' è un' imposizione fiscale del 5% e per chi li supera c' è il 15%..........La tassazione sul reddito è pari a 0 fino a 50.000 euro, e non supera il 20% per i fatturati milionari....


Fate un po' voi i confronti sul costo della vita tra Milano e Tirana

,
considerando che la capitale dell'Albania è molto più "cara" rispetto al resto del Paese... ;-)



Come al solito in questo Blog io vi avevo già spiegato tutto con largo anticipo, e c'erano delle belle occasioni di investimento in Albania, per esempio case per studenti italiani in trasferta a Tirana e tanto altro.


vedi il mio post di quasi 6 anni fa: Sssst...non ditelo ad Electrolux (che tanto lo sa già) ma qui vicino c'è l'Albania che...


Tra parentesi nell'immaginario collettivo italiano l'Albania fa schifo: sarebbe un postaccio sporco, brutto, pieno di ladri/truffatori...quasi un terzo mondo. Questo è il frutto della disinformazione italiana che - in modo organico con le istituzioni e la politica - alimenta il radicato campanilismo snob provinciale italiano da orgoglioni in stile "noi siamo er mejo, noi siamo il centro del mondo, tutti gli altri non sono nessuno".


In realtà l'Albania in media ormai è molto ma molto meglio dell'Italia: è un posto pulito, efficiente, tranquillo e dove si vive bene. Ma le TV italiote ZUT! Che se no magari gli italiani prendono consapevolezza e poi sono caxxi... ;-) Onore allo Youtuber Influencer Lambrenedetto XVI che, con una serie di video fantastici, ha aperto gli occhi sulla NUOVA Albania di oggi, andando OLTRE all'immaginario collettivo italiota.


Seguite il link ed aprite gli occhi


https://www.youtube.com/results?search_query=lambrenedetto+albania



Insomma, come vi ripeto alla nausea da un Paese sempre più VenezuItalia  che si avvita su se stesso sempre più nel Declino Irreversibile e nella terzomondizzazione visto che la maggioranza è formata da una massa italopiteca assistenzialista, fuori dal Mondo ed in totale negazione della realtà = il che porta ad una Politica che fa l'esatto contrario del necessario beh... stanno fuggendo tutti (che poi non è fuga ma scelta razionale): giovani, imprese, multinazionali, investimenti esteri, liberi professionisti e persino pensionati che possono vivere molto meglio con la loro pensione dove prendono "il netto" come per es. in Portogallo e/o dove la vita costa infinitamente meno rispetto all'Italia.


Che in Democrazia a suffragio universale se la maggioranza è italopiteca NON PUOI FARE NULLA per invertire il Trend del Declino, se NON adottare una via di salvezza individuale.


vedi il mio post: Quando un sistema non più sostenibile va in CRISI la via di "salvezza" è Individuale


Insomma aprite gli occhi su nuove prospettive che in VenezuItalia andrà molto peggio prima di NON andare meglio.

Vi lascio con due interessanti approfondimenti sull'Albania che vi danno tante altre utili informazioni. Uno arriva dai soliti giornali che vi fanno sempre informazione "a babbo morto" ovvero quando spesso è troppo tardi... non come me ed altri analisti indipendenti che vi informano in anticipo di anni ovvero quando ancora si possono cogliere al meglio i nuovi trend e salvarsi da situazione perdenti. Il secondo invece è un ottimo e preciso articolo, pieno di spunti/di dati, del Movimento Libertario. MI RACCOMANDO: LEGGETE TUTTO FINO IN FONDO.

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2 Novembre 2019
Tasse, il nuovo paradiso fiscale per gli italiani è l'Albania


Atterri a Tirana e ti accorgi subito che gli albanesi siamo noi.  Non capiamo una parola della loro lingua, ma loro parlano con disinvoltura la nostra.  «Sono andata a scuola da Mediaset - mi spiega ridendo Baluke, 26 anni - e Maria De Filippi resta la mia insegnante preferita. Adoro "C'è posta per te", l' italiano l' ho imparato guardando i programmi di Canale 5».


Il volto dell' Albania, e di Tirana in particolare, si è capovolto dagli anni '90 ad oggi. L' immagine della nave mercantile Vlora che l' 8 agosto 1991 attraccò al porto di Bari con il carico disperato e stremato di 20mila profughi albanesi è il passato.
Oggi, invece, 20 mila sono gli italiani giunti in Albania alla ricerca di un presente e di un futuro. Anche se Mitil, autista del pullman che mi porta in centro, mi squadra: «Tu vieni da Milano, sei ricca. Lì si sta bene». Ha fatto il muratore vicino a Catania, ma «dopo 10 mesi sono tornato a Tirana. Prendevo 35 euro al giorno, ma il vostro costo della vita mi ammazzava. Qui ne prendo 20, ma a fine mese ci arrivo senza batticuore».

Rifugio di pensionati - 

In Albania l' affitto medio di un largo monolocale in centro è di 274 euro (437 euro in meno rispetto a quello italiano), in periferia te la cavi con la metà.
Un chilo di pane costa un euro, un chilo di patate 25 centesimi, una birra al tavolino 80 centesimi, il cinema 4 euro, un buon pasto al ristorante non più di 7, un pacchetto di sigarette 2,50....
Insomma, ci stai dentro anche con i vizi.
Anche per questo l' Albania sta diventando un paradiso per i pensionati Inps che si vedono defiscalizzato il mensile solo richiedendo la residenza in Albania, ovvero vivendoci almeno 184 giorni (anche non consecutivi) all' anno.

Se giri per Tirana ti senti subito a casa: supermercati Conad e filiali di Banca Intesa, le nuove Fiat 500 come taxi, un traffico caotico come a Roma e a Napoli, centri commerciali con le grandi firme, la parrocchia Sant' Antonio, la vetrata con Papa Giovanni nella cattedrale di San Paolo...

Ma, a differenza delle nostre città, non vedi vagare un ubriaco, un senzatetto dormire tra i cartoni o un extracomunitario tampinarti con vendite abusive.
Però ci sono scugnizzi sorridenti che chiedono monetine, contadine con borse di ortaggi, uova e spezie che vendono il poco che hanno direttamente sulla strada, uomini di ogni età che cercano di piazzarti smartphone di dubbia provenienza.
Intuisci che non tutto è limpido e che per molti c' è un modo alternativo di camminare nel tempo, ma se tiri dritto nessuno ti importuna.

L' italiano è rispettato: porta soldi, affari (il 60% dell' export è verso il nostro Paese), turismo, apre attività (circa 600 secondo la Camera di Commercio) di ogni genere. Cliniche dentali e call center, innanzitutto.
Ma anche mobilieri, ristoratori, albergatori (c' è pure l' Hotel Rimini) e persino distillerie di liquori.

Qui, del resto, un' azienda la apri in 15 giorni e i fatturati inferiori a 36mila euro sono esenti da tasse, mentre fino a 60 mila c' è un' imposizione fiscale del 5% e per chi li supera c' è il 15%.

Una tentazione facile per vecchi e nuovi imprenditori, ma anche per molti giovani, pronti ad accettare un drastico cambio dell' esistenza per 600 euro mensili (ma anche 400) in un call center.
E poi odontoiatri, chirurghi estetici e plastici, professori e architetti che qui, come Cristoforo Colombo, hanno scoperto una nuova America, una terra per molti versi arretrata (ad esempio succede che l' acqua calda manchi per ore o che salti la corrente elettrica) ma straordinariamente aperta al cambiamento e al progresso.

Tirana è un infinito cantiere che punta a costruzioni sempre più alte e moderne, capaci di oscurare le numerose palazzine degradate, con i mattoni smangiati e senza intonaco.

Che l' edilizia fosse un ottimo business lo ha capito in fretta Stefano Boeri che, in un concorso internazionale, si è aggiudicato il nuovo piano regolatore che entro il 2030 "ridisegnerà" la città.
«Un piano di riconquista del paesaggio» lo ha definito l' architetto che a maggio ha inaugurato uno studio a Tirana «per restituire - come ha dichiarato - a giovani architetti albanesi le opportunità di crescità che questa straordinaria città ci ha offerto e continua a offrirci».
Tra i tanti progetti c' è anche il Bosco Verticale, una torre di 21 piani fuori terra, 4 interrati, 105 appartamenti e oltre 3.200 piante per radicare la sua idea «di una progressiva forestazione urbana delle metropoli del mondo».
Sorgerà nel quartiere di Blloku, quello più alla moda, ricco di ristoranti, caffè, gallerie d' arte, boutique e discoteche.

Seconda chance - Qui c' è anche la gintoneria di Stefania Nobile, sostenuta dalla mamma Wanna Marchi.
Ambiente elegante, pregiate bottiglie di champagne e cocktail di ogni tipo: il locale va talmente bene da essere stato replicato nella vicina Durazzo.
«In Italia eravamo marchiate - hanno spiegato più volte -, nessuno ci faceva più lavorare e noi ne avevamo bisogno. Siamo arrivate in Albania per caso, trovando una terra ospitale che ci ha permesso di essere quello che siamo: brave imprenditrici».
Prima l' Albania era terra di fuga, ora è un punto di arrivo per chi insegue una seconda possibilità.

È stato così per Stefania e Wanna, ma è così anche per centinaia di studenti italiani che, "bocciati" ai nostri test di ammissione a Medicina, ci riprovano in discesa a Tirana.

Già, nei test dell' Università cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio mancano le domande trappola di cultura generale e logica.

Se li passi, non faticherai con lingue ostiche: tutto è in italiano. Test, libri, professori (spesso pendolari tra Tirana e l' Università di Tor Vergata), lezioni.  Paghi intorno ai 10mila euro, ma dopo un anno (meglio due, così ti sbarazzi pure dell' esame di Anatomia) puoi scegliere di continuare gli studi in Italia.  Se ti laurei a Tirana, il titolo varrà comunque anche da noi senza bisogno di alcun esame o pratica burocratica.

Hai un problema?  Tirana te lo risolve. Ci è riuscita anche con la pesante emergenza dello smaltimento rifiuti.  Hanno tolto la gestione ai privati e l' hanno affidata per il 49% alla veronese Agsm Spa, lasciando il 51% al proprio Comune. È nata così, nel settembre 2016, l' Eco Tirana.  Funziona, e bene. Sindaca Raggi, suvvia...  Ci è riuscita anche Tirana!

di Paola Pellai - Libero.it

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UNO SGUARDO ALL’ALBANIA, PIU’ MERCATO E MENO TASSE
DI GABRIELE BARELLO - 5 Dicembre 2019

C’è un paese dell’ex blocco sovietico in cui il libero mercato ha giovato non poco alla crescita dell’economia del paese, l’Albania.  Non è mai stato un paese dalla storia facile, difatti quasi sempre fu sottomesso a qualche occupazione straniera.
Prima subì l’occupazione greco-antica poi quella romana, quella ottomana ed infine quella comunista. Nel 1914 arriva l’indipendenza.  Però è solo dal 1989, anno della caduta del Muro di Berlino che qualcosa è cambiato veramente, l’Albania è finalmente diventato uno stato libero dalla tirannia, dal 1998 è diventata una Repubblica Parlamentare e la sua economia si è impennata a dismisura e a parlare sono i numeri.

Verso il libero mercato…


Dal 2009, il governo albanese ha messo in campo una serie di riforme pro libero mercato, che hanno aperto il paese agli investimenti stranieri, in particolare nello sviluppo di infrastrutture energetiche e di trasporto.
La tragedia del regime comunista durato dal 1949 al 1990, fu particolarmente feroce in Albania e di stampo estremamente isolazionistastalinista e questo deve essere rimasto ben impresso nella popolazione e nel paese tanto da evitare successive derive stataliste ed interventiste come avvenuto invece nel blocco occidentale.


Come la Polonia, l’Albania è tra i paesi UE con il più alto tasso di crescita annuale ormai prossimo al 4% del PIL in crescita costante dal 1992.
Vi basti pensare che dal 1960 al 1989 il valore reale del PIL era diminuito di oltre il 50%, il potere d’acquisto diminuito di oltre il 75% e i consumi contratti di oltre il 42%.

Ovviamente era vietato possedere mezzi di trasporto privati (gli unici ad averli erano i gerarchi comunisti cioè limousine russe o rumene), avere più di un’abitazione ed uscire dal paese.


Miracoli del Socialismo reale.
Nel 1980 c’erano solo 43 autovetture, nel 2000 115.000 e nel 2019 oltre 400.000.  Nel 1980 c’erano 0 aziende private, nel 2000 81 e nel 2019 oltre 2000 tra nazionali ed estere.  Per un territorio di soli 28 748 km² si può parlare di vero e proprio miracolo in questo caso del Capitalismo e del libero mercato.


L’Albania è diventata a tutti gli effetti un mini hub della componentistica per auto e della manodopera qualificata.
Nel paese ci sono numerose aziende che fabbricano componenti di alta tecnologia e cablaggi per auto moderne come Mercedes e Bmw da parte di un’azienda tedesca la Forschner (gli ultimi componenti dei rispettivi sistemi di navigazione ed aiuto alla guida sono prodotti lì a Tirana da oltre 350 addetti dal 2015) oppure Yura azienda coreana con sede a Fier e 600 operai a produrre cablaggi e sistemi elettronici per i gruppi Audi, FCA e Renault.


Sia Forschner che Yura prevedono ulteriori investimenti fino a 1 mld di euro nei prossimi 5 anni ed espandere le rispettive attività a Durazzo e Valona creando oltre 1.500 posti di lavoro.
Ma come è possibile tutto ciò?


E’ semplice, le parole d’ordine del governo albanese sono state sempre due (nonostante paradossalmente ci sia al potere il Partito Socialista del premier Edi Rama dal 2017): investimenti esteri e privatizzazioni di massa.
Oltre a tutto ciò come detto c’è pure una manodopera altamente qualificata composta da ingegneri ben formati, una posizione geografica molto favorevole, porti ben attrezzati per il trasporto merci e non per ultimo burocrazia e tassazione veramente ridicole.


La tassazione sul reddito è pari a 0 fino a 50.000 euro, e non supera il 20% per i fatturati milionari.

N.d.R. Naturalmente secoli fa provai anche io a parlare per FallitaGlia di NO TAX AREA fino almeno a 15-20mila euro ma naturalmente uno Stato Fallito assistenzialista sta andando persino nella direzione opposta
vedi il mio post:E dopo la tassa forfettaria per "Paperoni"... facciamo la "no tax area" per "Paperini"

Mentre da noi si continua con le panzane stataliste, si nazionalizza a più non posso e si raccontano bugie sul Riscaldamento Globale, proprio a pochi passi da noi, oltre il Mar Adriatico c’è un paese che cresce il doppio dell’Italia.
Vale la pena riflettere.


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