2020: Esplosione Elettrica, cioè della Bolla dell'Auto Elettrica

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2020: Esplosione Elettrica, cioè della Bolla dell’Auto Elettrica


(ma seriamente: il problema sarebbe il vetro rotto e non quel cesso di camion li dietro)



Non pensavo che cominciasse così presto il botto legato all’auto elettrica, immaginavo che questo mercato sussidiato durasse un pochino di più tuttavia è probabile che la iperbolla finanziaria in cui viviamo abbia accelerato processi di boom-bust che normalmente ci mettono più tempo a arrivare alle inevitabili conclusioni.


Vi faccio una domanda: qualcuno di voi sta seriamente pianificando di comprare un auto elettrica? Ma davvero?


Le recenti esperienze del Nord Europa hanno ampiamente dimostrato che l’automobile elettrica non ha nessun reale mercato di massa, appena finiscono enormi incentivi pubblici nessuno è disposto a mettersi in garage un costoso, pesante e poco pratico catafalco (ma molto “cool”).


Il problema è che un parte rilevante di industria e finanza si sono buttate come se non ci fosse un domani a costruire fabbriche di batterie, cave di litio, linee di montaggio di auto elettriche, il che comunque ci lascerà notevoli nuove scoperte e applicazioni ma…. forse si è un “pochino” sovrastimato il potenziale di questa industria e si sta facendo un “pochino” troppo affidamento sui sussidi pubblici.


Mentre scrivo il prezzo del Litio ad esempio, sta letteralmente crollando tanta è la sovraproduzione rispetto a quanto “ci si sarebbe aspettato” a livello di consumi.



I costi di smaltimento delle batterie esauste si stanno rivelando un multiplo di quelli previsti ( eh già), e nessuno sa veramente come modificare la rete elettrica per portare in maniera diffusa altissime potenze fra le strade delle città.


Il marketing delle aziende, a partire dalla mitologica Tesla fa di tutto per nascondere quella stronza della realtà, ovvero che senza aiuti di stato o finanziamenti illimitati ( ovvero il modo con cui gli Usa danno aiuti di Stato tramite la Fed) produrre auto elettriche di massa è un affare in perdita secca e dal dubbio valore ecologico.


Recentemente è già emerso che una delle automobili elettriche più belle, la Audi e-Tron, dopo la consueta orgia di numeri a cazzo sulle “prenotazioni” (ma qualcuno ci ha mai creduto?) sta vendendo molto al di sotto delle aspettative: chi l’avrebbe mai detto eh?


Infine la ciliegina sulla torta, i cinesi, noti per essere gente pratica hanno capito come funziona e hanno deciso di smettere di sussidiare questa industria in perdita dal Sussidiario:


..I numeri della Caam (China Association of Automibiles Manifacturers) parlano chiaro: a ottobre le vendite di veicoli elettrici in Cina sono crollate del 45% “a causa dell’insufficiente domanda del mercato interno, dei tagli sostanziali ai sussidi statali e della pressione sui produttori affinché implementino la tecnologia”. Davvero è scoppiata la bolla, prima ancora che si formasse del tutto? Se così fosse, in Germania sarebbe un funerale. E i subfornitori italiani del comparto automotive si accoderebbero dolenti al feretro….


Ora mi aspetto che comincino le lamentele e le richieste di più soldi pubblici (ovviamente) per immettere sul mercato automobili che le persone non vogliono a quel prezzo altrimenti ci saranno “licenziamenti” e “leggerissimi problemi per chi ha prestato soldi”.


La questione che però mi intriga di più è rappresentata dalla velocità di questo ciclo, come dicevo all’inizio di questo post. Francamente mi sarei aspettato che il consueto giochino durasse un pelo di più.


p.s. in Danimarca dopo il fallimento degli incentivi vogliono passare alla fase due, vietare le auto a combustibile, quindi o hai “la crana” per permetterti il costoso catafalco oppure vai in bicicletta a pedalata assistita.


p.p.s. se magari ci si concentrasse su mezzi leggeri e “solo” urbani elettrici “forse” si scoprirebbe che un mercato, magari piccolo ma che sta in piedi da solo, c’è.


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