Il Ministro alla Pubblica Ricreazione

MARCELLO VENEZIANI

Il Ministro alla Pubblica Ricreazione


Da quando è diventato Ministro, il grillino Lorenzo Fioramonti ha fatto una straordinaria rivoluzione virtuale: ha sostituito la Pubblica Istruzione con la Pubblica Ricreazione. Non lo dico perché è divenuto oggetto di ludibrio e di sollazzo al punto che lui stesso ha notato di essere divenuto “lo scemo del villaggio”.


Ma perché il vero core business del suo dicastero non è più il noioso, palloso, corso di studi e di lezioni, ma il clima e quel che si fa prima e dopo le ore scolastiche e magari durante l’intervallo. La sua prima, significativa azione ha riguardato cosa bevono e cosa mangiano i ragazzi durante l’intervallo, alla ricreazione, e si è scagliato contro le bibite gassate e le merendine, chiedendo di tassarle.


Ma essendo pindarico e volendo volare alto, Fioramonti ha puntato la sua tassa pure contro i voli, ingaggiando un’eroica battaglia aerea. Cosa c’entri il ministro dell’istruzione con le tasse e l’aeronautica lo sa solo Dio, interpretato da Beppe Grillo. Di seguito il sullodato Fioramonti si è occupato di plastica, prodotta e smaltita all’intervallo con le bottigliette degli studenti e ha proposto di tassarle, allo scopo di scoraggiarne l’uso e trovare soldi per la scuola. Venite a scuola con la borraccia, o col secchio se siete secchioni.


In un momento di pausa ricreativa, il Ministro climatico ha lasciato sovrapporre uno striscione verde sul ministero di Viale Trastevere, dimenticando di essere il ministro e non un manifestante; per lo striscione ministeriale la priorità per gli studenti non è andare a scuola ma scioperare per marciare nei cortei sul clima, con l’esenzione dalle lezioni firmata dal ministro in persona personalmente.


Il Ministero della Pubblica Ricreazione ha poi minacciato di togliere il crocifisso dalle aule e magari pure l’immagine di quel poverocristo di Mattarella affissa al muro e ha suggerito di mettere al suo posto un’anonima mappa del pianeta, perché lui è uomo di mondo, è global ed è gretoso (non dirò gretino). E come gli islamici non vuol vedere figure o icone. Quel che aggrava l’espulsione di Cristo dalle aule è che il Fioramonti ha estromesso il crocifisso trattandolo alla stessa stregua delle lattine di coca cola e delle bottigliette di plastica. Corpi estranei, non biodegradabili e inquinanti. Ha perciò ampiamente meritato il titolo di “ignoranza culturale di fondo” che gli ha rilasciato la Conferenza episcopale italiana.


Non contento, il prode Ettore Fioramonti ha chiesto di prolungare l’ora d’intervallo a scapito delle ore scolastiche per inserire un’ora d’insegnamento dedicata all’ambiente. Trentatré all’anno per la precisione. Perché, come dice il cognome, Fioramonti si occupa di fiori e di monti, mica di cultura e istruzione. Compito della scuola per il luminare grillino è formare qualificati operatori ecologici, che un tempo si chiamavano spazzini o netturbini.


Per stupirci con effetti speciali, il Ministro della Pubblica Distruzione si è inventato di far studiare la matematica, la fisica e la geografia in una prospettiva legata “allo sviluppo sostenibile”. Non riusciamo a capire il nesso tra la matematica e lo sviluppo sostenibile. Da Euclide a Greta. E da Ministro della Ricreazione ha promesso che vuol rendere “divertenti” la matematica e le altre materie. Pitagora facce ride.


Restando poi fedele all’idea che le cose migliori della scuola sono fuori della scuola, il Ministro della pubblica distrazione vuole introdurre le nuove tecnologie a scuola, che notoriamente i ragazzi apprendono meglio fuori dalle aule; in classe ne capirebbero più loro che i loro docenti.


Qualcuno si sarà chiesto da dove è spuntato questo fungo peloso dal volto umano, sotto quale pianta e in virtù di quale clima è cresciuto al punto da raggiungere la poltrona al vertice del Miur. Si conoscevano solo suoi violenti e volgari attacchi sui social. Ma Fioramonti brilla come un luminare non solo perché è un 5Stelle: è un cattedratico, insegna nientemeno che nel Sud Africa, a Pretoria, dopo essere stato in Italia assistente parlamentare di Tonino Di Pietro, docente al Cepu, che è notoriamente l’equivalente di Oxford e Cambridge in Italia.


Da Tonino, Fioramonti avrà imparato la passione per la sintassi, l’istruzione e l’erudizione che ha poi coltivato con la frequentazione assidua di Giggino Di Maio, suo sponsor al governo.


Fioramonti alla pubblica istruzione ci sta come il cavolo a merenda. Ma il cavolo a merenda è l’esatta sintesi del suo programma di ministro verde e antimerendine. Non avremmo avuto pace a pensare che laddove furono ministri della scuola Francesco De Sanctis, Ruggiero Bonghi, Quintino Sella, Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Giuseppe Bottai, Aldo Moro, ora c’è Fioramonti Lorenzo. Ma per fortuna di mezzo c’è stata altra gente alla guida del Ministero, come Valeria Fedeli, altra erudita venuta da sinistra, che ha preparato il terreno e il livello all’avvento del grillino Fioramonti. Non siamo dunque precipitati così in basso, ci siamo arrivati scivolando gradualmente. Il prossimo ministro sarà uno spacciatore, uno di quelli che già stanno fuori dalle scuole.


Particolarmente edificante,anzi istruttiva, è apparsa infine la scelta del ministro dell’istruzione pubblica di iscrivere suo figlio a una scuola privata inglese. È un genitore responsabile e premuroso. Da buon padre, Fioramonti ha voluto salvare suo figlio da una scuola pubblica nelle mani di un ministro del genere.


MV, Panorama n. 48 (2019)


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