BERGOGLIO DA GELLI A VILLA WANDA? (Tutto sarebbe più chiaro)

BERGOGLIO DA GELLI A VILLA WANDA? (Tutto sarebbe più chiaro)


A VITA DEL GRAN MAESTRO DIVENTA UN FILM “CON RYAN GOSLING E ORNELLA MUTI”, PAROLA DELLA ‘VENERABILE’ MICHELA SCOLARI, UNICA DEPOSITARIA DELLE SUE MEMORIE: “BERLUSCONI CACCIATO DALLA P2 PER COCA E MIGNOTTE. PAPA FRANCESCO È VENUTO QUI 6-7 ANNI FA” Il film uscirà nel 2015, “Ornella Muti sta già studiando la parte”. La Scolari racconta: “Sindona? Un complotto del Vaticano. Il piano Rinascita, un patto con il presidente Leone. Mussolini amico e maestro. A Berlusconi ancora nel 2011 gli scriveva i discorsi. Grillo? Non esiste. Renzi lo ritiene un cretino, un ignorante, un borgataro impreparato”…


“E’ consapevole della sua importanza e mi dice scherzando che deve morire per prendere il posto di quello lassù: “Fa troppi casini, ha bisogno del mio aiuto”. Ha più di 95 anni e si sente davvero “un burattinaio”, come disse a Costanzo, anche lui massone. Gli piace dominare dall’alto, ha un che di ariostesco. A Villa Wanda passano ancora tutti. Anche Francesco”.?


Francesco??

“Papa Bergoglio. Lui lo chiama “Francesco” e basta. Lo ha conosciuto nel ’73, quando il Maestro era Ministro Plenipotenziario argentino e grande amico di Peron. Francesco è stato a Villa Wanda anche sei-sette anni fa”.?


Berlusconi passa ancora??

Nel 2011, una delle prime volte in cui ero lì, Berlusconi chiamò. Era terrorizzato, doveva fare un discorso alla nazione e chiese a Licio di scriverglielo. Lui lo fece. Due giorni dopo ero a casa di mia madre e vidi in tivù Berlusconi: “Mamma, io questo discorso l’ho già sentito”. Era uguale a quello di Licio. Poco dopo nacque il governo Monti”.?


Berlusconi era iscritto alla P2.?

“Fu allontanato non per sua scelta, ma perché andava a mignotte e si faceva di coca. Inaccettabile per le regole della massoneria. Berlusconi ereditò le direttive sull’informazione scritte da Eugenio Carbone”.?


https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/odo-gelli-far-festa-vita-gran-maestro-diventa-film-ryan-84019.htm



CHIESA E MASSONERIA. UNA RIVELAZIONE CLAMOROSA.


Marco Tosatti


Vi ricordate lo storico incontro di Paolo VI e del Patriarca Atenagora, l’abbraccio che ha dato il via alla stagione dell’ecumenismo fra Roma e Costantinopoli, dopo secoli e secoli di contrasti? Beh, Les cahiers Villard de Honnecourt, Pubblicazione ufficiale della Grande Loggia Nazionale di Francia, in un articolo di Bertrand Heyraud, intitolato “Uno sguardo diverso sulla spiritualità”, danno una notizia che si può giudicare più o meno curiosa, più o meno significativa, a seconda dell’ottica dell’osservatore. Specialmente in questo momento così particolare della Chiesa cattolica.


Scrive Bertrand Heyraud, massone, interessato al cristianesimo, parlando del mondo ortodosso:


“L’unità di queste chiese è simboleggiata dal patriarca di Costantinopoli (Istanbul) la cui parola e le decisioni sono preponderanti perché è considerato e rispettato come Primus inter pares (primo fra tra uguali) ed è qui che troviamo una sorpresa notevole.


Coloro che stanno invecchiando ricorderanno un incontro straordinario. Era Gerusalemme, domenica 5 giugno 1964. La fragile sagoma bianca del papa di fronte all’imponente statura di Atenagora, patriarca dalla barba lussureggiante, patriarca di Costantinopoli, sembrava ancora più fragile e l’emozione era al massimo”.


Poi l’abbraccio storico, e anche se naturalmente tutte le divergenze e differenze non erano cancellate, “resta il fatto che il più alto esponente dell’autorità dell’ortodossia, il patriarca di Costantinopoli, si era riconciliato con il vescovo di Roma”.


E qui c’è il coup de theatre di Heyraud: “Ma sorpresa! Atenagora, non soltanto aveva ricevuto l’iniziazione massonica, ma in più ancora era stato insignito del 33° grado del rito massonico Antico Scozzese e Accettato… come, d’altronde, il suo predecessore Meletios Metaxakis. Per molto tempo questa realtà non venne gridata sui tetti e rimase, se non nascosta, almeno discreta, ma la visita alla sede della grande Loggia della Grecia solleva tutti i dubbi, perché fianco a fianco, possiamo scoprire le foto di Meletios e Atenagora”.


Commenta Heyraud:


Quindi se questi due personaggi hanno giudicato, al contrario della posizione del cardinale Ratzinger, che la Massoneria era conciliabile con la dottrina della Chiesa, al punto da farne parte e ricevere l’iniziazione, questo dovrebbe rispondere a certe domande, che a volte possono preoccupare alcuni dei nostri fratelli cristiani. Questo esempio non può che dare un esempio di tolleranza, di comprensione e di misericordia così care a papa Francesco”.


A questo proposito non possiamo non ricordare un articolo scritto su Stilum Curiae qualche tempo fa, e i cui contenuti non sono più stati aggiornati dall’autore, ma in cui l’articolo che abbiamo appena citato può inserirsi a buon diritto,


E sempre parlando di Chiesa, non si può non ricordare che Gioele Magaldi, Gran maestro e autore di “La scoperta delle Ur-Lodges” afferma che Angelo Roncalli, quando era a Istanbul, venne affiliato a una loggia massonica. Magaldi dedica un intero capitolo alla questione: “Il massone e rosacroce Angelo Roncalli alias papa Giovanni XXIII, il Concilio Vaticano II e il sogno di una moderna armonia tra essoterismo religioso ed esoterismo massonico in funzione di una rinnovata stagione di uguaglianza, fratellanza e libertà (1958-1968)”.


Sia su questo punto, che su molti altri, purtroppo l’autore afferma di disporre di prove documentali, ma si dice disposto a fornirle (sarebbe custodite da un notaio non Italia) solo a fronte di uno scontro di carattere giudiziario. Il che, naturalmente, non rafforza le sue tesi. Ma che a molti, e anche alti, livelli la Chiesa sia stata “infiltrata” dalla Massoneria credo che si possa credere senza problemi. Personalmente, so di persone, adesso scomparse, che facevano parte del Collegio cardinalizio, e che però non erano rimaste indifferenti al richiamo dei Liberi Muratori.


Quindi è un campo in cui ogni valutazione appare possibile. E i contatti fra le due sponde forse più frequenti di quanto si pensi. Non è mai stato smentito che l’arcivescovo Jorge Mario Bergoglio, quando veniva in Italia, sia stato a trovare Licio Gelli a Villa Wanda. Un fatto certamente non usuale.



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