ILVA: Perché, italiani, siete così?

Maurizio Blondet


ILVA: Perché, italiani, siete così?


(un lettore tedesco):


> Stimabile Signor Blondet,


> seguo con sconcerto la intricata vicenda della Acciaieria ILVA di  Taranto e mi sconforta, come persona che è in parte italiana, di  vedere sempre un inestricabile groviglio negli affari italiani che, mi  perdoni, sembra confermare i tremendi pregiudizi che l’ ideologia  nazionalsocialista aveva nei confronti dei popoli mediterranei, che  venivano così definiti nei testi di propaganda sulla presunta  superiorità germanica: ” i popoli mediterranei sono brachicefali,  caotici, anarchici, ingovernabili, proni alla corruzione”.


E’ un  crudo, drastico e generalizzato pregiudizio, sono certo che la maggior  parte degli Italiani non sono così ma vicende come quella di Taranto  danno motivo di diffidenza qui nel mio Paese nei confronti degli  Italiani anche se, certo, noi Tedeschi non abbiamo il diritto di  giudicare altri popoli, non siamo certo immuni da difetti e lo stigma  di quel che è accaduto nell’ ultimo Conflitto mondiale ci segna per  sempre. Non ho ancora capito di chi siano le responsabilità sul > disastro di Taranto e come si sia arrivati a tanto ma mi permetto di  notificarLe un esempio che viene da Linz, in Austria, ove c’è un  importante impianto produttivo del Gruppo VoestAlpine: senza clamori,  senza confusione, senza arrestare la produzione, che è vitale per l’ economia austriaca, si sono progressivamene risanato gli impianti che,  a ridosso della città, producono senza alterare l’aria e l’acqua.


> Viene spontaneo di chiedersi: perché non s’è fatto niente di analogo  a Taranto ? Non so se mai troverà il tempo per rispondere a me e a tutti quelli che hanno a cuore la vicenda, di seguito Le allego  comunque il collegamento alla Pagina di Rete di VoestAlpine, mi spiace  che sia in tedesco, se ha difficoltà La prego mi faccia sapere, Le  invierò la traduzione dei passaggi più importanti, dove si  descrivono le misure adottate sin dal 1958 per la depolverazione dei  fumi e la riduzione di composti nitrati e solforati.


> Cordialissimi saluti.                                                   

Manfred R.

:

> https://www.voestalpine.com/group/de/konzern/umwelt/


Come non concordare con il giudizio “nazionalsocialista”?  Purtroppo  – lo ho anche riconosciuto  in vari articoli – l’Italia non si sa dare una classe dirigente; e non da oggi, ma da secoli (se ne disperavano già Dante, Machiavelli…), e per questo è sempre stata occupata, sfruttata –  governata dagli stranieri. Spesso chiamati da italiani perché li aiutassero ad eliminare   altri italiani, i nemici interni.  Situazione che vediam anche oggi, dove il “partito francese” lavora per Macron, e “gli europeisti”   sono al servizio della Kommissione perché così sono più forti contro “populistie  sovranisti”..


Su  ILVA la vera assurda responsabilità    risale la nostra magistratura  che da anni persegue la chiusura dell’acciaieria, accusandola di inquinare:  la magistrata è arrivata a sequestrare l’intera produzione a caldo, compreso il prodotto finito  – l’acciaio – come “corpo del reato”.


Come ha scritto Vittorio Feltri:


“Il disastro cominciò anni fa quando la magistratura indagò la ditta accusata  di inquinare l’ ambiente provocando il cancro a numerose persone, in particolare i dipendenti. In pratica, per semplificare, i proprietari – i signori Riva – furono arrestati e il capofamiglia, un grande industriale, ci lasciò per disperazione le penne. Mentre la fabbrica fu paralizzata con grave danno per tutta la comunità, incluse le maestranze. La magistratura fu implacabile, i padroni delle ferriere passarono per gente cinica che non esitava a sacrificare vite umane ai fini del business. In realtà risulta che a Lecce, dove non esistono opifici, la percentuale di vittime di tumore era uguale a quella di Taranto. Evidentemente il problema che causava i decessi era un altro, non l’acciaio e le sue scorie. Non importa, lo stabilimento entrò in una crisi micidiale di cui, con la rinuncia indiana, seguitiamo a patire le conseguenze”


O Nicola Porro:


https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/lilva-lha-uccisa-la-magistratura/


Per questo la  Mittal ha chiesto una immunità legale, davanti a un simile comportamento della procura di  Taranto: perché l’impianto a caldo è ancora sotto sequestro legale, e quindi anche solo lavorarci rende passibile di arresti  – preventivi,  all’italiana.


Quanto all’esempio dell’acciaieria austriaca che mi porta, grazie,  anche noi abbiamo acciaierie modello con proprietari e dirigenti capacissimi e  all’altezza della migliore modernità tecnologica: esempio  fra tutti, il gruppo Arvedi, recente  vincitore di una gara in cui ha fornito  agli USA un’acciaieria a ciclo completo chiavi in mano.


https://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/221774/arvedi-negli-usa-colpo-da-un-miliardo-di-dollari.html


E’ che la “classe dirigente”  sta al disotto della modernità, non  solo ignorante, ma che vuole ignorare –  credendo di sapere già tutto  –  e adesso  governa la terza potenza industriale europea  segueno l’ultima ideologia  folle dettata da un comico, Beppe Grillo, la decrescita felice. La chiusura di ILVA è stato fin dall’inizio nel programma dei 5Stelle  – e con  l’aiuto  attivo  della magistratura, e senza la capacità di opporsi degli “alleati di governo”..


Nemmeno le voci delle migliaia di lavoratori presto disoccupati   li convincono.  Nemmeno le figure che fanno davcanti appunto agli stranieri come lei: uno dei misteri per me più impenetrabili, è che questo sedimento italiota, non prova vergogna della sua stupidità, ignoranza   criminale –   gli è estraneo quel sentimento onorevole che spesso è spinta delle persone a  migliorarsi.


Questo è  il mistero di cui non so darle ragione, per cui non abbiamo – da secoli – classe dirigente: mai chi temporaneamente “comanda” – o occupa il potere politico  –   nel cerca nella nazione coloro che sono i migliori , né ne  cerca la  collaborazione – ma li guarda con sospetto e li tiene lontani dal potere.


C’è una falla non dell’intelligenza,  ma del carattere: per cui devo constatare ogni volta che non solo comanda  la plebaglia , ma comanda in modo imperioso:  vuole essere obbedita, subito,   sorda e cieca  ad ogni ragionamento: vuole   subito chiudere l’ILVA, così come “non vuole inceneritori”  nella Roma che sta seppellendo sotto i suoi rifuti –  anche se inceneritori funzionano benissimo a Vienna come dovunque nei paesi del Nord, anche in Lombardia. Questa plebaglia imperiosa,   mentalmente arretrata,  è una specie di sedimento ineliminabile dell’essere  italiano. Ed  autorizza i  giudizi come quello da lei riportato.   Non so che dirle, se non: ha ragione.


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext