A casa del Principe è bandito il galateo

Marcello Veneziani - Sab, 13/10/2012 - IL GIORNALE

 

Non chiamateli forchettoni i burini della corruzione. La forchetta ha origini principesche.


La prima a usarla fu la principessa Maria e correva l'anno Milletre. Poi fu la principessa Caterina de' Medici a introdurla nel Trecento a corte a Parigi. Lo illustra una mostra aperta fino al 21 ottobre nel Castello di Blois.


Mille anni dopo da un Principe imparai a mangiare con le mani. Ve lo racconto per distrarvi un po'. Un amico mi chiama: vieni stasera dal Principe Saint Just? A due passi dalla famosa Capalbio dove ci sono i litorali della cultura. Di solito mi defilo ma ho un debole per i principi, anche se il suo cognome ricorda il fanatico sanguinario della Rivoluzione francese. Vesto casual, però. Ma certo, risponde Peter. Come aveva ragione: che dico casual, di più. Il Principe era nudo, scalzo, con un cencio di lino bianco intorno alla vita.


Non c'era luce elettrica e ci illuminava un trattore acceso puntato su di noi. Per barbecue ha usato una rete metallica. La cena all'aperto fu improvvisata, prepararono le ospiti, rastrellando i rimasugli in cucina. A tavola non c'erano posate, si mangiava la pasta con le mani, in piedi, come Totò in Miseria e Nobiltà.


Mi piacque, confesso, quel fregarsene principesco delle buone maniere e del galateo, quell'antisnobismo primitivo. Il contrario di un radical chic: un aristozotic country party. E poi per mangiare con le mani ci vuole classe, con le posate son buoni tutti. Altro che feste cafonal. Una serata selvatica, spartana e trasgressiva. Anche se i cani ci guardavano leggermente schifati.


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