Ilva: Comunque Vada Costerà Miliardi (allo Stato Italiano)

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Ilva: Comunque Vada Costerà Miliardi (allo Stato Italiano)




Non sappiamo ancora quali sono le reali intenzioni di Accelor-Mittal ovvero:


  • Sedersi al tavolo con un bazooka carico e pronto a sparare in faccia al governo.
  • Andarsene e basta. (dopo una finta trattativa pro-forma per non fare perdere completamente la faccia a Conte)

In ogni caso una cosa è lampante, il costo della chiusura o della riconversione dell’impianto con relativi esuberi ( almeno 5000 lavoratori più l’indotto) li pagherà in tutto o in grande parte lo Stato Italiano.


In ogni caso per gestire Taranto cioè tutta la città che oggi nel bene e nel male è una appendice di Ilva è necessaria una visione di lungo periodo e un piano coerente, tutte cose di cui le amministrazioni pubbliche italiane sono sfornite da decenni e dunque l’esito di questa vicenda sarà come al solito appeso a singole persone o singoli episodi con una probabilità di fallimento caotico altissima.


Sul piano dello spettacolo politico si sono formate diverse curve di tifosi, in maggioranza per la “non chiusura” dell’acciaieria  e si capisce bene il perché: cazzo gliene frega al resto degli Italiani, l’Ilva produce e inquina a Taranto ma l’eventuale costo della chiusura impatta sulle tasche di tutti.


Io non saprei dire cosa “sarebbe” meglio, le variabili in realtà sono complesse e non si possono ridurre con la necessità di produrre acciaio italiano e di difendere questo specifico settore industriale dall’estinzione in Italia, una cosa la so per certo: è finito il tempo con cui un paese del G7 ( oggi G11) può vivere di rendita perché sostanzialmente produce con pochissima concorrenza in un mondo in rapida espansione. Ai limiti dello sviluppo (ovvero dove siamo tutti noi oggi in occidente), sul mercato ci rimani solo se ci sono le condizioni precise per essere competitivo, altrimenti non hai ragione si esistere. Il Sud Italia offre condizioni minime di competitività solo in specifici settori legati alla terra e al turismo e solo dove si è sviluppato un ecosistema sociale e politico adeguato. Per il resto è secondo mondo arretrato e bisognerebbe farci i conti.


p.s. Ilva costa 600 milioni di euro all’anno oggi, molto ma molto di più tra qualche mese se andrò verso la chiusura.


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