Cos'è il PURGATORIO? Come e quanto di soffre? (lezione magistrale) - PARTE II

PARTE II


Cos'è il PURGATORIO? Come e quanto di soffre? (lezione magistrale)


LO STATO

Le anime ricordano tutto


Scrive Chollet: “La mente conserva tutta la sua attività in Purgatorio: l’intelligenza ha anzi un campo più aperto (…) anche nel Purgatorio si conserva la facoltà della memoria. Per qual ragione invero potrebbe essere soppressa? L’anima ha recata con sé, anzi mantiene in se stessa le tracce della sua vita terrena: ogni giorno è descritto sulla pagina della coscienza a caratteri incancellabili come sopra un foglio che non può perire; ogni pensiero, ogni volere, tutte le parole, tutte le azioni vivono nella memoria. Bisognerebbe che l’anima si separasse da se stessa e cambiasse la propria essenza, se dovesse distruggere ogni residuo di vita passata.”[20]

Le anime conoscono la durata delle pene

Certamente (è di fede!) che le anime del Purgatorio sanno che sono salve e che verrà il momento in cui saranno liberate per poter accedere in Paradiso.

Ma conoscono anche la durate delle loro pene? Su questo non c’è convergenza di opinione. Da molte rivelazioni private sarebbe da dedurre che la conoscano. Inoltre –come dice il Louvet- sembrerebbe strano che Dio giudicandole non le faccia conoscere la sentenza.[21]

Le anime conoscono ciò che accade nella vita terrena

Altra questione importante: le anime del Purgatorio conoscono ciò che avviene sulla terra? Il Chollet risponde: “Fra le fiamme o nella luce del Cielo, in Purgatorio o in Paradiso, l’anima possiede la stessa natura; mantiene con la terra gli stessi rapporti di conoscenza e se gli avvenimenti di questa vita possono essere noti agli abitatori del Cielo, lo sono ugualmente per gli eletti trattenuti in Purgatorio.”[22]

Dunque, conoscenza diretta? Per Chollet sì, ma per altri no, la conoscenza di ciò che avviene nella vita terrena sarebbe indiretta. Per esempio il Suarez dice che le anime purganti conoscono i fatti terreni attraverso i loro angeli custodi. [23]

Attenzione però: dire che le anime del Purgatorio conoscano cosa accade nella vita terrena non significa che possano sempre ed in egual modo intervenire a favore dei propria cari. Ciò dipende da tante cose: dalla preghiera, dallo stato di purificazione, dalla permissione di Dio.

Le anime conoscono ciò che accade nell’inferno

Leggiamo ancora cosa dice Chollet: “Nulla impedisce alle anime purganti di spingere l’occhio spaventato nelle profonde, eterne, disperate tenebre nell’Inferno. Anche i dannati e i demoni sono stanze immateriali, oggetto per conseguenza della cognizione di ogni intelligenza spirituale. Qualunque spirito può vederli, riconoscerli; essi nell’onta del proprio supplizio sono sempre uno spettacolo agli occhi degli abitatori del Purgatorio e del Cielo. L’anima purgante osserva dunque l’anima dannata e confrontando il proprio col supplizio di quella, attinge da tal considerazione un sentimento di sicurezza per se medesima, di riconoscenza verso Dio (…).”[24]

Le anime possono conoscere per volere di Dio i futuri contingenti

Vista questa grande conoscenza di cui beneficiano le anime del Purgatorio verrebbe da pensare che esse possano conoscere anche i futuri contingenti degli uomini che sono sulla terra. La risposta sì, ma alla condizione che Dio lo permetta. E questo lo si capisce facilmente, perché la conoscenza dei futuri contingenti è in funzione di un intervento di aiuto. Per esempio, si conosce il pericolo in cui può incorrere un proprio familiare e si interviene per scongiurarglielo. Si racconta che la regina Claudia, moglie di Francesco I di Francia, apparve alla beata Caterina di Racconigi annunziandole che i francesi, sotto la guida del loro Re, sarebbero scesi in Italia e che il re sarebbe stato vinto e fatto prigioniero a Pavia, cosa che avvenne di lì a pochi mesi.[25]

Le anime partecipano alle Messe per il loro suffragio

Tra i fioretti della vita di padre Isaia Columbro, francescano morto in concetto di santità, si legge questo racconto fatto dal frate in persona: “Nella chiesa si era raccolto un folto gruppo di persone, quasi tutti parenti del defunto. Inizia la Messa con grande compunzione e con il desiderio profondo di offrire il sacrificio di Gesù per la liberazione di quell’anima. Alzando la testa alla preghiera iniziale intravidi nei primi banchi una mia fedele anziana di Foglianise inginocchiata e molto assorta nella preghiera. Con il suo velo nero sulla testa rimase così assorta fino al termine della Messa. Terminata la celebrazione raggiunsi la sagrestia dove salutai molte persone. Ritornato in chiesa non trovai la fedele di Foglianise per cui domandai agli altri se l’avessero vista andare via. Tutti però, con mia somma meraviglia, risposero che in quel banco non c’era stato nessuno. Feci ritorno a Foglianise e davanti al cimitero vidi il manifesto con l’annuncio della morte della signora in questione, la quale si era addormentata serenamente durante la notte. Allora capii che il Signore aveva concesso a questa anima benedetta, prima di salire in cielo, di partecipare ad una Messa di suffragio per la sua purificazione totale. Per questo da allora tutte le volte che celebro la messa, anche se non vedo con gli occhi, so che intorno all’altare oltre la Madonna, agli angeli ed ai santi, sono presenti le anime del Purgatorio che aspettano la nostra preghiera (…).”[26]

NON E’ UN’INVENZIONE DEL MEDIOEVO

Spesso sui testi scolastici si afferma che il Purgatorio sia una verità che non abbia alcun fondamento biblico e che sia una sorta di “invenzione” della Chiesa medievale, per incrementare indulgenze e Messe di suffragio…e i nostri figli frequentemente ci cascano.

E’ davvero così? Niente affatto.

Antico Testamento

Ne abbiamo già parlato prima, ma andiamo a riprendere più dettagliatamente questo discorso.

Prima di tutto va detto che la Sacra Scrittura fa riferimento al Purgatorio. Nell’Antico Testamento vi è l’episodio riguardante la morte di Aronne, allorquando vennero offerti sacrifici per trenta giorni. Ora, se è possibile offrire sacrifici per un defunto, vuol dire che il defunto può espiare anche dopo la morte.

Sempre restando all’Antico Testamento ancora più importante è il capitolo 12 del Secondo Libro dei Maccabei, dove si narra che Giuda Maccabeo, dopo che gli Ebrei ebbero vinto un’importante battaglia per la loro indipendenza, si recò sul campo di battaglia e si accorse che sotto la tunica di ciascun caduto vi erano oggetti idolatrici, fu così che decise di pregare lui stesso e fece pregare il popolo d’Israele affinché Dio perdonasse il peccato di quei soldati. Si legge ancora che Giuda Maccabeo fece fare una colletta e la inviò a Gerusalemme affinché fosse offerto un sacrificio espiatorio. Dunque, un sacrificio espiatorio per i defunti, il che vuol dire che vi era la convinzione che si potesse pregare per i defunti, il che vuol dire anche che si era convinti che nell’aldilà ci fosse un “luogo” di espiazione.

Nuovo Testamento


Passando al Nuovo Testamento importante è ciò che è scritto al capitolo 5 del vangelo di San Matteo: “Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo.”[27]

Ancora il vangelo di San Matteo: “Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.”[28] (12, 31-32).

Significativo è anche ciò che è scritto nella Prima Lettera ai Corinti: “Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l’opera finirà bruciata, sarà punito; tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco.”[29]

Primi secoli

Basterebbe questo per capire quanto la verità del Purgatorio abbia un fondamento biblico. Ma aggiungiamo qualcosa attingendo da altre fonti.

Un esempio si può trarre dal diario di santa Perpetua, santa che fu martirizzata a Cartagine il 7 marzo del 203. Mentre si trovava in prigione, Perpetua ebbe una duplice visione. Nella prima vide suo fratello Dinocrate, “morto a sette anni per un cancro che gli aveva devastato la faccia” al punto che, scrisse la Santa, “la sua morte aveva fatto inorridire tutti.” Perpetua vide il suo fratellino uscire “da un luogo tenebroso dove vi era molta altra gente; era accaldato e assetato, sudicio e pallido. Il volto era sfigurato dalla piaga che l’aveva ucciso.” E, sempre in questa prima visione, santa Perpetua vide suo fratello che cercava, senza riuscirci, di bere ad una piscina e con ciò capì che Dinocrate stava soffrendo. Impietosita da questa visione, pregò per l’anima del suo fratellino. Il Signore ascoltò le sue preghiere e in una seconda visione poté vedere Dinocrate perfettamente guarito, in grado di bere, capace di giocare come fanno tutti i bambini. Interpretando questa seconda visione, Perpetua scrisse: “Mi svegliai e compresi che la pena (del Purgatorio) gli era stata rimessa.” Ebbene, questo diario è sicuramente prima del 203, anno di morte della Santa. Quindi, in un periodo molto precedente al medioevo. Indipendentemente dalla veridicità dell’apparizione, è significativo che santa Perpetua parlasse del Purgatorio, il che vuol dire che ella, cristiana dei primi tempi, credeva nell’esistenza di questo luogo di espiazione.

E’ del II secolo una famosa iscrizione tombale, quella di Abercio, forse vescovo di Ierapoli in Asia Minore. Fu proprio lui a comporre, prima di morire, il suo epitaffio, che dice: “Queste cose dettai direttamente io, Abercio, quando avevo precisamente settantadue anni di età. Vedendole e comprendendole, preghi per Abercio.” Dunque, Abercio invitava colui che fosse andato sulla sua tomba a pregare per lui, il che vuol dire che Abercio (II secolo) era convinto dell’esistenza del Purgatorio.

Un’altra preziosa testimonianza ci viene data da Tertulliano (155-222), che nel De Corona scrive: “Nel giorno anniversario facciamo preghiere per i defunti.” Ancora un’altra testimonianza da Tertulliano. Egli scrive nel De monogamia: “La moglie sopravvissuta al marito offre preghiere per la gioia di suo marito nei giorni anniversari della sua morte.”

Anche sant’Agostino ci è di aiuto. Nel De fide, spe et caritate scrive : « Non si può negare che le anime dei defunti possono essere aiutate dalla pietà dei loro cari ancora in vita, quando è offerto per loro il sacrificio del Mediatore (la Santa Messa), oppure mediante elemosine.” E sant’Agostino è vissuto tra il IV e il V secolo.

E per finire: sant’Efrem di Siro (306-373) scrive nel suo Testamentum: “Nel trigesimo della mia morte ricordatevi di me, fratelli, nella preghiera. I morti infatti ricevono aiuto dalla preghiera fatta dai vivi.”

Pensiamo che possa bastare per smontare la menzogna di un Purgatorio “inventato” nel medioevo.

IL PURGATORIO E’ CHIESA

Pregare vicendevolmente


Le anime del Purgatorio sono Chiesa Purgante. Sono unite a Cristo, quindi fanno parte della Chiesa.

Per aiutare le anime del Purgatorio sono importanti:

Il Sacrificio della Messa

Le orazioni

Le opere buone

Le indulgenze

Importante è anche chiedere preghiere a queste anime.

L’importanza dei suffragi

Racconta monsignor Max Caron: “Nella primavera del 1887 era in fin di vita a Gerusalemme il padre Mattia Lecomte, religioso domenicano. Una suora vegliava al suo capezzale. Il sacerdote, vedendosi spegnere sempre più, si rivolse alla suora dicendo: Figlia mia, quando sarò morto, pregate, pregate molto per me. La suora glielo promise e ingenuamente soggiunse: Se avrete bisogno di preghiere mi verrete ad avvisare, ed io raddoppierò i miei suffragi. Poco tempo dopo il sacerdote morì. La religiosa pregò, fedele alla sua promessa per alcune settimane, poi piano piano andò dimenticando il suo ammalato di un tempo. Un giorno, mentre stava lavorando in camera sua, udì un tremendo frastuono accompagnato da un odore acre e sgradevole di zolfo e fumo. Risuonò allora una voce supplichevole che ella subito riconobbe: ‘Figlia mia, soffro orribilmente, pregate per me…’. Poi, a poco a poco, tutto si dileguò. Quindici giorni dopo ricomparvero i medesimi fenomeni. Era il defunto che tornava a ringraziarla per i suoi suffragi e per i suoi sacrifici. Le vostre preghiere, faceva saper il padre Mattia, hanno mitigato le mie sofferenze come una rugiada tempera l’ardore delle fiamme. Andate ora dal superiore del convento e implorate, da parte mia, una novena di Messe. La suora si affrettò a trasmettere il messaggio. Il Padre Meunier che la ricevette ascoltò il racconto, e, per quanto incredulo, decise di celebrare nove Messe per la pace dell’anima del confratello. L’indomani mattina, senza parlarne ad anima viva, iniziò la novena. Alla fine del nono giorno i religiosi si erano ritirati nelle loro celle, e un bravo fratello converso, quanto mai attivo e positivo, sentì bussare alla porta. ‘Avanti! –disse, e quale non fu il suo stupore quando gli comparve dinanzi radioso di felicità il Padre Lecomte che ringraziava per le preghiere e le Sante Messe celebrate! Si precipitò allora dal Superiore e gli raccontò il prodigioso avvenimento. Questi, confrontando le date, così perfettamente concordanti delle sue apparizioni e le affermazioni dei due testimoni che non si erano mai visti tra di loro, si convinse della realtà dei fatti.”[30]

LA DEVOZIONE ALLE ANIME DEL PURGATORIO

La ragione della devozione


Ma qual è la ragione della devozione delle anime del Purgatorio?

Il Purgatorio è parte integrante della Chiesa, la quale –per l’appunto- si divide in chiesa militante, la chiesa formata dalle anime che sulla terra stanno combattendo (o dovrebbero combattere) per conquistarsi il paradiso, chiesa trionfante, formata dalle anime che già trionfano in Paradiso e chiesa purgante, formata dalle anime che si stanno purificando in Purgatorio. Ovviamente non esiste una chiesa infernale, perché le anime dannate sono ormai completamente separate da Cristo.

Ebbene, mentre per le anime della chiesa trionfante il rapporto è univoco, nel senso che solo noi possiamo chiedere preghiere a loro, perché esse non hanno più bisogno delle nostre preghiere, per le anime della chiesa purgante il rapporto è biunivoco: loro possono pregare per noi e noi dobbiamo pregare per loro.

Aiuto per loro

C’è stato un santo, san Pompilio Pirrotti (1710-1766), che, in pieno Illuminismo, era talmente devoto delle anime del Purgatorio da recitare molti rosari al giorno in loro suffragio. Le anime gli erano così riconoscenti che non pochi testimoni udirono che esse recitavano la seconda parte dell’Ave quando san Pompilio soleva pregare la Corona in chiesa.

Aiuto per noi

Devozione a favore delle anime del Purgatorio ma anche aiuto che si riceve da parte di queste anime. San Contardo Ferrini (1859-1902) diceva: “Ogni giorno ascolto la Santa Messa per le anime sante del Purgatorio: a questa pia consuetudine debbo tante grazie che continuamente ricevo per me e per i miei amici”. E santa Caterina da Bologna (1413-1463): “Quando voglio ottenere qualche grazia da Dio ricorro alle anime del Purgatorio e sento di essere esaudita per la loro intercessione”. E ancora Santa Caterina da Genova (1447-1510): “Non ho mai chiesto grazie alle anime purganti senza essere esaudita, anzi, quelle che non ho potuto ottenere dagli spiriti celesti l’ho ottenuto per intercessione delle anime del Purgatorio”. Il beato Angelo d’Acri (1669-1739): “Le anime dei Purgatorio ti aiutano. La mia vocazione religiosa e sacerdotale è una grazia immensa che attribuisco alla mia quotidiana preghiera per le anime del Purgatorio, che ancora bambino imparai da mia madre”.

DOV’E’ IL PURGATORIO?

Deve essere anche un “luogo”


Il Purgatorio dove sta? E’ solo uno stato?

Se nel Purgatorio c’è il “fuoco” (tra virgolette, ma il fuoco), il fuoco implica un certo spazio. E’ sempre Chollet a parlare: “Fuor di dubbio il Purgatorio è luogo di prigionia e può dirsi pure che l’anima vi è in un certo modo incatenata. Difatti il Purgatorio è un castigo fatto di fuoco probabilmente materiale; ed ogni materia occupa un certo spazio.”[31]

LA RAGIONEVOLEZZA DEL PURGATORIO

Il Purgatorio ha una sua ragionevolezza. Dio è infinitamente misericordioso per cui è disposto ad accogliere un pentimento anche in fin di vita. Ebbene, può la giustizia di Dio (che è altrettanto infinita ed assoluta quanto la misericordia) permettere che vengano trattate allo stesso modo l’anima di colui che ha sempre vissuto nell’amore di Dio e l’anima di colui che si è pentito solo in punto di morte?

I peccatori pentiti non possono essere trattati tutti allo stesso modo

Scrive padre Giovanni Parisi: “Che questo luogo di purificazione o Purgatorio realmente esista, ce lo dice la stessa ragione umana appoggiata alla Scrittura. Dall’Apocalisse (21, 27) sappiamo infatti che nella celeste Gerusalemme ‘nulla di men che puro può entrare’: lo richiede la giustizia di Dio prima di conferire il premio dell’eterna felicità. Ora sta di fatto che molti muoiono improvvisamente. Questi tali, se sono in peccato mortale ma hanno avuto il tempo di pentirsi, all’inferno non ci andranno più: il Signore misericordioso accoglie sempre il peccatore che si pente. Ma è anche vero che questi tali non hanno potuto in nessun modo far penitenza per i peccati commessi; come è anche vero che chi muore improvvisamente, anche se in grazia di Dio, non ha modo di pentirsi e di espiare per i peccati veniali; qualora ne abbia. Neppure per questo però egli andrà all’inferno.”[32]

IL PURGATORIO E LA MADONNA

Le anime del Purgatorio pregano la Madonna


Il Purgatorio è un “luogo” di grande devozione mariana. Le anime purganti pregano la Madonna e le sono devote. [33]

La devozione alla Madonna abbrevia le pene

Va ricordato che le anime che furono particolarmente devote della Madonna godono di abbreviazione di pene. Basterebbe pensare al cosiddetto Privilegio Sabatino.[34]

Le feste mariane sono molto sentite in Purgatorio

Il sabato è un giorno di festa in Purgatorio. Scrive il Louvet: “Leggiamo nelle rivelazione dei Santi che il sabato, giorno dedicato alla vergine, è giorno di festa speciale nel Purgatorio, perché in esso la Madre di Misericordia scende in quel carcere penoso a visitare e a consolare i suoi servi devoti.”[35]

Una festa particolare sentita dalle anime purganti è l’Assunzione, allorquando la Vergine libera migliaia di anime. San Pier Damiani racconta di una nobildonna romana che proprio in quel giorno ebbe l’apparizione di una sua conoscente defunta che le comunicava ch’era stata liberata dal Purgatorio in coincidenza della festa dell’Incarnazione.[36]


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