I dimenticati della Germania: i senzatetto di Berlino

https://it.insideover.com/ Andrea Muratore

I dimenticati della Germania: i senzatetto di Berlino


La Germania è Paese ricco e diseguale, che a trent’anni dalla riunificazione non sconta solo le asimmetrie di un modello economico fondato sulle esportazioni ma anche le problematiche di unire al suo interno le contraddizioni di due modelli diversi come quello capitalista dell’Ovest e il vecchio apparato socialista dell’Est. Con l’integrazione delle vestigia del secondo nel primo che, a trent’anni di distanza, si è rivelata faccenda complessa, tanto che nel Paese continua a esistere un “muro” immateriale che divide l’ex Ddr e l’Ovest per tenore di vita, opportunità economiche, prospettive sociali e demografiche.


C’è una città che, per contesto sociale, dinamiche economiche e retaggi storici, queste contraddizioni le assomma contemporaneamente nella loro interezza: la capitale Berlino. Berlino mira a proporsi al mondo come centro dell’economia dei servizi, capitale universitaria, meta d’attrazione turistica, città globale e arrembante.


Ma nemmeno a Monaco o Francoforte, cuori pulsanti dell’economia tedesca, si percepisce tanto il divario tra “coloro che stanno di sopra” e tutti gli altri, tra i vincitori del modello economico e gli ultimi, gli emarginati. Forgotten men alla tedesca penalizzati dalla precarizzazione del lavoro, dall’aumento dei tassi di povertà, dalla riduzione del welfare. La cui massa è rappresentata dalle decine di migliaia di famiglie delle periferie berlinesi che sopravvivono con i minijob delle riforme Hartz, la “povertà per legge” che ha istituito il precariato continuo come condizione di lavoro, e le cui avanguardie sono i senzatetto, sempre più numerosi nel cuore politico ed economico dell’Europa.


All’ombra della Porta di Brandeburgo il fenomeno degli obdachlosen (letteralmente “i senza casa”) coinvolge quasi 8mila persone. Il problema è di notevole importanza se si pensa che soprattutto d’inverno Berlino è città fredda, che mette a repentaglio la salute di chi dorme all’addiaccio. Die Zeit lo scorso anno ha riportato che 300 barboni sono morti di freddo negli inverni berlinesi dalla riunificazione a oggi. 16 i morti assassinati nel 2017 e 17 lo scorso anno: le violenze nelle comunità dei clochard sono un altro riflesso della disperazione e della precarietà a cui tale condizione costringe.


Circa il 60% dei senzatetto sono stranieri. Molti, soprattutto rumeni e bulgari, “migrano” d’inverno per sfuggire alle rigide condizioni delle notti di burian delle loro stagioni fredde. Il gelo di Berlino, comunque, è sopportabile rispetto a quello di Sofia o Bucarest.


Mense per i poveri, strutture di ospitalità, fondazioni religiose e organizzazioni caritatevoli fanno il possibile per assistere queste persone disperate. Come sottolinea Italia Oggi, molto spesso l’assistenza si sostanzia nel pagamento di affitti per alloggi personali ai senzatetto: “nel 2012 venivano assistite 222 famiglie, oggi sono quasi 600. E si aggiungono i single, a loro volta in rapida crescita. In media, il municipio paga 30 euro a notte e a testa, e l’ anno scorso il conto totale è ammontato a 56 milioni e 400 mila euro”.


Il problema dei senzatetto spalanca la più ampia questione irrisolta dei “senza dimora” (wohnunglose), ovvero di coloro che non possono permettersi case proprie o affitti e devono quindi far riferimento a strutture d’assistenza e entrare in lista per alloggi pubblici in case popolari. Sono oltre 1,2 milioni di persone i cittadini che vivono in tale condizione, che coinvolge sia i 440mila rifugiati, ospitati in centri specifici, che cittadini tedeschi colpiti dal problema della gentryfication, la trasformazione di quartieri urbani popolari in zone esclusive e, ovviamente, costose. 


Berlino in questo contesto è esempio negativo, come denunciato dal presidente dell’Autorità federale per i senzatetto, Thomas Specht, che ha accusato i governi di Angela Merkel per aver trascurato programmi decisivi come l’edilizia popolare (servirebbero almeno 200mila unità in tutta la Germania) e non aver impedito che i nuclei esistenti venissero presi d’assalto dalla gentrificazione. Berlino corre con le altre metropoli europee e lascia indietro i suoi cittadini più deboli:  il prezzo medio degli affitti in città si aggira intorno ai 20 euro al metro quadrato per casa. Cifra inarrivabile per i senzatetto coinvolti nel piano di assistenza sociale. La faglia centro-periferia arriva dentro le capitali, e assieme ai senzatetto di Berlino si materializza anche in Germania il fantasma della povertà estrema.


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