Sallusti, la Dama Bianca e Silvio Pellico

Marcello Veneziani - Mer, 10/10/2012 -

 

Alessandro Sallusti rischia di finire come la Dama Bianca di Fausto Coppi, l'unica donna incarcerata per adulterio.

 Con la beffa che lui non ha nemmeno «goduto» del reato ma è solo colpevole di omesso controllo; è come se avessero arrestato la mamma della Da­ma Bianca per non aver fermato l'adultera...


 Solo attraverso il grottesco è possibile parlare del caso Sallusti: non è pensabile che in una società libera e civile si finisca in carcere per una legge sulla stampa non fascista, come si ripete, ma promul­gata nel 1948. So per esperienza personale e profes­sionale che con i magistrati si perde sem­pre in tribunale. In trent'anni di giornali­sm­o sono stato condannato solo due vol­te a pagare, in entrambi i casi per articoli non miei, ma in veste di direttore - pro­prio come Sallusti - e in entrambi i casi le controparti erano magistrati.


Uno era un caso di omonimia tra magistrati e in un Paese civile sarebbe bastata la rettifica; l'altro chiedeva una bella cifra per ritira­re la querela perché l'onore è biodegra­dabile, si lava con i liquidi. Per uno mi piombarono in casa sei agenti, manco fossi un terrorista, a pigno­rare i mobili. Per l'altra pignorarono gli stipendi.Pa­gai in tempi brevi alcune decine di miglia­ia d'euro per due pezzulli fessi e anoni­mi, neanche articoli che, confesso, io non avevo letto. In quel tempo avevo fi­ducia nella magistratura.


Perciò temo per Sallusti, i giorni passa­no; fate presto col provvedimento. In quest'Italia così poco risorgimenta­le sarebbe assurdo che un giornalista fi­nisse come Silvio Pellico.


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