SENZA PERDERSI D'ANIMO – di Alberto Micalizzi

– di Alberto Micalizzi

SENZA PERDERSI D’ANIMO



Gli sviluppi delle ultime ore inverano quello scenario di “errore politico” che anticipai nel post del 19 Luglio nel quale ammonivo che una crisi di Governo avrebbe reso assai improbabile il ritorno alle urne… In quell’analisi ricordavo che i temi fondamentali del Contratto di Governo sono ancora tutti da snocciolare affinché il “cambiamento” possa maturare.


A quell’analisi, che confermo integralmente, aggiungo oggi la constatazione che sia nella Lega che nel 5S hanno finito per prevalere le anime “frenanti”, minoritarie ma compatte, quelle pro-establishment che probabilmente non hanno mai reciso i propri legali ideali e politici con il Palazzo.


Se guardassi solo agli ultimi fotogrammi di questa pellicola ne trarrei una profonda amarezza, sia per l’incapacità di porre subito al centro i temi chiave che in tanti avevamo sollecitato da tempo (ricollocamento domestico dei titoli di Stato, banca pubblica per gli investimenti, moneta fiscale per la domanda interna etc.) sia per lo scarso spessore umano e politico emerso nelle rispettive leadership.


E non parlo di Di Maio e Salvini, quanto piuttosto dei rispettivi consiglieri che pure hanno avuto un ruolo determinante nella tragedia che si sta consumando. Fatto sta che queste “anime frenanti” hanno finito per mettere gli uni contro gli altri anziché consentire agli uni e agli altri di mettere alle corde l’unica componente promiscua di questa compagine di Governo: il Ministro Tria ed i suoi annessi.


In questo quadro ritengo che anche Salvini sia stato mal consigliato sia nella modalità che nella tempistica dell’apertura di questa crisi.


Eppure, nulla scuote le mie convinzioni.


Poco mi importa l’altalena dei consensi elettorali o la fine inelegante di questa esperienza governativa. Negli ultimi anni il Paese è stato attraversato da una grande presa di coscienza dello scontro che contrappone i popoli alle élite finanziarie, secondo due visioni del mondo che, semplificando, potremmo definire “populismo” contro “mondialismo”, badando a non confondere il primo termine con alcunché di anti-moderno né strettamente autarchico: si può e si devono cercare soluzioni moderne, aperte alla tecnologie, alla produttività, al giusto equilibrio negli scambi commerciali internazionali pur all’interno di una soluzione che distribuisca ai popoli il beneficio di questi sviluppi anziché lasciarlo accumulare nella poche mani che governano il settore finanziario.


Questa era e resta la grande sfida del cambiamento.


Questa ondata “populista” non si è fermata alle istanze politiche e sociali ma si è spinta oltre raggiungendo le Coscienze di tantissimi uomini e donne che ho personalmente incontrato girando in lungo e largo tra seminari, interviste, eventi, conferenze, tavole rotonde.


Potrei fare alcuni nomi ma inevitabilmente lascerei fuori qualcuno.


Basta girare un po’ in rete, scorrere i volti degli ultimi mesi di interviste di Byoblu, ascoltare gli appelli di Mauro Scardovelli e dei tanti “risvegliati” che non hanno mai smesso di lavorare politicamente e pre-politicamente anche nelle retrovie per il generare i presupposti del cambiamento.


Contando sulle sole forze personali, questo movimento popolare trasversale ha saputo conquistare avamposti strategici soprattutto nel campo della comunicazione ma anche della formazione, della divulgazione, degli ordini professionali, delle associazioni di imprese, della pubblica amministrazione, e può contare oggi su un vasto fronte di contatti e forze latenti che hanno saputo costruire le “munizioni” senza sprecarle inseguendo falsi obiettivi.


Ci siamo, dunque, e non stare a guardare. Chi mi segue da tempo sa che non ho mai posto la questione in termini di sigle di partito né di scuole di pensiero bensì di uomini e donne, sia dentro che fuori ai partiti perché per me il patto tra uomini viene prima di qualsiasi altra iniziativa o tattica di azione.


Il probabile errore politico nel quale Salvini è stato indotto non sminuisce il valore di alcuni esponenti della Lega che sento vicini idealmente al progetto di cui parlo da anni, così come resta int @MIUI|


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