Una moschea in cambio del Ponte

Marcello Veneziani - Mar, 09/10/2012 - il giornale

 

Non prendetemi per islamico o per venduto, ma io la moschea a Palermo per due miliardi di euro la farei.

 


La proposta che ha fatto lo Sceicco del Bahrain, Zamil al Zamil, io la prenderei al volo. Per la prima volta la Sicilia incassa un vagone di soldi anziché sperperarli.


Per la prima volta si fa una moschea non con i soldi nostri o col suolo pubblico gratis, come hanno fatto altre città italiane, ma pagata a peso d'oro. E per la prima volta c'è compatibilità ambientale, perché la Sicilia è anche figlia degli arabi, oltre che dei normanni, dei greci, dei fenici e degli spagnoli. La Sicilia è piazza del Mediterraneo dove hanno fatto lo struscio quasi tutti i mediterranei e pure i nordici. In Sicilia l'influenza araba si avverte fin dentro le cattedrali.


Sul piano religioso il nemico della fede oggi è la finanza, forse l'outlet, il nichilismo, non la fede altrui. Certo, vigilando e rispettando i luoghi (già c'è una moschea piccola). Magari se gli sceicchi si comprassero tante altre cose d'Italia, caro Presidente Banki-Moon-ti; sono i meno invasivi, mettono capitali e non colonizzano il Paese e l'economia. In Sicilia farei un'eccezione: niente soldi agli enti locali, ma petrolio, prodotti o opere pubbliche, così evitiamo pizzi, ritardi e infiltrazioni mafiose.


Quante cose si potrebbero fare in Sicilia con i mezzi del Bahrain (e non fate gli schizzinosi sul regime, traffichiamo con la Cina e con tanti Stati canaglia). Anche se a me non piace, pensate che baratto: una moschea in cambio del Ponte sullo Stretto. Però fatto da loro.


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