DAVVERO NE VALEVA LA PENA?

Francesco Lamendola https://gloria.tv

DAVVERO NE VALEVA LA PENA?


Riflessioni sulla morte: cosa diranno Mons. Braz de Aviz e colui che si fa chiamare "papa" quando dovranno lasciare le loro ambizioni mondane e presentarsi nudi al cospetto di Dio? Ciò che stanno facendo grida vendetta al Cielo di Francesco Lamendola

Davvero ne valeva la pena?

La vita umana è un soffio: oggi c’è, domani si spegnerà in un attimo. Oggi noi ci siamo, coi nostri desideri, le nostre ambizioni, le nostre vanità; domani non ci saremo più e nel giro di qualche anno saremo dimenticati. Quando se ne andranno, a loro volta, quelli che ci hanno conosciuti, e subentrerà una nuova generazioni, sarà quasi come se non fossimo mai esistiti. I nostri nomi, sulla tomba, saranno solamente nomi; le nostre immagini non diranno più niente a nessuno.

Passeranno ancora degli anni, e le concessioni cimiteriali scadranno, e non verranno rinnovate; allora anche le nostre tombe verranno rimosse per fare posto ad altre, e i nostri resti finiranno mescolati a quelli di tanti altri: non ci sarà più neanche un luogo fisico a ricordare il nostro passaggio sulla terra. Nessun compiacimento macabro, nessun gusto romantico per la malinconia: questa è la realtà della condizione terrena. Aggrapparsi ad essa è come costruire una casa sulla sabbia, fatta di sabbia: il primo acquazzone la scioglierà e se la porterà via.

La vita umana è un soffio: oggi c’è, domani si spegnerà in un attimo!


Queste considerazioni, non pessimistiche, ma semplicemente realistiche, ci sorgono spontanee osservando l’accanimento, sempre più maligno, col quale i falsi pastori che si sono impossessati della Chiesa cattolica e la stanno pervertendo nella sinagoga di Satana, proseguono imperterriti nella loro opera infernale.


L’ultimo colpo – l’ultimo, ma domani ne verrà un altro, e dopodomani un altro ancora - viene dal cardinale Braz de Aviz, presidente della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, il quale ha dichiarato che un certo modo di pregare, un certo modo di vestire, nei conventi, devono cambiare. I media, complici o distratti, non sembrano aver colto l’enormità di quest’affermazione.


Il cardinale Braz de Aviz, presidente della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata ha dichiarato: 'Un certo modo di pregare, un certo modo di vestire, nei conventi, devono cambiare?'. Anche di questo dovranno renderne conto a Dio!


Voler cambiare il modo di pregare dei religiosi equivale a dire che per millenovecento anni essi hanno pregato in maniera sbagliata: è esattamente lo stesso che dire di voler fondare una nuova religione.


La religione si basa sulla preghiera, che è il rapporto spirituale fra l’uomo e Dio: il come si prega non è un fatto esteriore e secondario, è la sostanza stessa della fede. Si prega in base a ciò che si pensa dell’uomo e di Dio; in base a ciò che si pensa della relazione che lega le creature al loro Creatore. Inoltre, significa gettare nella più totale confusione decine di migliaia di religiosi e, in prospettiva, decine di milioni di fedeli. Significa mettere in crisi la loro fede e la loro vocazione, e spingerne molti a lasciare il convento.


È già successo coi Francescani dell’Immacolata e poi con le Piccole Suore di Maria Madre del Redentore. Del resto, è difficile sfuggire all’impressione che fosse proprio questo l’obiettivo della “riforma”: costringere ad andarsene quelli che non ci stanno. Ma per ognuna di queste anime che sono turbate e spinte a lasciare l’abito religioso, il cardinale Braz de Aviz dovrà rendere conto a Dio. Gesù Cristo in Persona gli chiederà di rendere conto di quel che sta facendo, così come lo chiederà a colui che si fa chiamare papa Francesco, e che intanto si diverte a fare giochi di magia davanti alla stampa.


Gli domanderà di rispondere di quanto ha fatto ai Francescani dell’Immacolata; e perché non ha risposto ai quattro cardinali; e perché non li ha voluti neppur ricevere privatamente; e infine perché, mentendo, ha dichiarato di non aver mai ricevuto la loro lettera. Gli chiederà perché ha coperto il cardinale McCarrick e perché si è rifiutato di rispondere alle circostanziate accuse di monsignor Viganò.


Bergoglio, Sosa Abascal, Paglia, Galantino, Bassetti, Ravasi, Braz de Aviz, Maradiaga, Kasper, Bianchi: ciò che stanno facendo grida vendetta al Cielo...


Ma soprattutto gli chiederà di rendere conto di tutte le anime che ha gettato nell’angoscia, nella disperazione e nella perdita delle fede: che non sono poche, come noi periostalmente possiamo testimoniare. E così per tutti gli altri. Bergoglio, Sosa Abascal, Paglia, Galantino, Bassetti, Ravasi, Braz de Aviz, Maradiaga, Kasper, Bianchi: sono tutte persone anziane. Nel giro di qualche anno non ci saranno più.


Questo non è gettare il malocchio, è la normale previsione in base alla durata della vita media. Entro dieci anni, probabilmente nessuno di loro sarà più in vita. Dovranno lasciare le loro ambizioni mondane, le stanze del potere, la pubblicità mediatica, i pubblici onori, tutto ciò che gratifica l’ego, e presentarsi, nudi, al cospetto di Dio, giusto Giudice: come noi tutti, del resto. E allora che cosa diranno? Come si giustificheranno?


Ciò che stanno facendo grida vendetta al Cielo...



Del 22 Luglio 2019
accademianuovaitalia.it


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