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ANTIDOTI

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ANTIDOTI


RadioRadicale rischia di non vedere più un soldo governativo. Maurizio Gasparri, ForzaItalia, lamenta: «Atto sventurato». Boh.


HO

Ho studiato otto anni il latino, poi il Concilio lo ha abolito. Ho studiato otto anni il francese ché era la lingua internazionale e, quando ho finito, serviva l’inglese. Laureato, ho partecipato ai concorsi pubblici quando per dieci posti eravamo in cinquantamila. Ho cominciato a lavorare ed è partita la crisi, così che mi sono ritrovato a guadagnare meno di mio padre che aveva solo la terza media. Mi sono dirottato sul giornalismo ed è esploso internet, così che il settore è crollato. Mi sono messo a scrivere libri, ma è crollata anche l’editoria. Infine, mi sono convertito al cattolicesimo ed è andato a picco pure quello, surclassato dalla teologia della liberazione. Quale sarà la prossima sfiga?


OSTILITA’


“Un’ostilità certo diffusa anche in Italia un po’ per ragioni ideologiche e un po’ perchè la politica dei “porti chiusi” del ministro Matteo Salvini funziona così bene che il business delle coop e Caritas sta andando a rotoli dopo anni di vacche grasse garantite dai governi di centro-sinistra” (Gianandrea Gaiani, LaNuovaBussolaQuotidiana, 14.7.19).


FATIMA


Il 13 luglio 1917 la Madonna a Fatima mostrò ai pastorelli l’Inferno, poi, tra le altre cose, disse anche: «Ma se gli uomini non smetteranno di offendere Dio, sotto il regno di Pio XI comincerà una guerra ancora peggiore. Quando vedrete un cielo notturno illuminato da una luce sconosciuta sappiate che è il grande segno che Dio vi dà per avvertire che punirà il mondo per i suoi crimini attraverso la guerra, la carestia e le persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre». Le ultime parole mi hanno sempre lasciato perplesso. Se Dio intendeva punire il mondo per i suoi crimini, che c’entravano le persecuzioni alla Chiesa e al papa? Si puniscono i cattivi, mica i buoni. O no? Boh.


SVERSAMENTO


«La raffineria di Banyas si trova sulla costa mediterranea siriana in un’area iper controllata, una quarantina di chilometri a sud c’è la base navale russa di Tartus e a nord quella aerea di Latakia. È di proprietà dallo Stato ed è posta sotto sanzioni dall’Ue. Il 22 giugno la raffineria è stata luogo di un fatto misterioso: mentre un’altra petroliera iraniana, la “Stark I” (che il 12 maggio aveva caricato greggio sull’isola di Larak, distributore iraniano davanti a Hormuz, e poi ha risalito Suez col trasponder spento) era in fase di scarico, le condotte sottomarine che collegano il terminal siriano alle navi si sono rotte. Secondo le dichiarazioni dei funzionari locali si è trattato di un sabotaggio: ordigni esplosivi hanno spaccato le tubazioni e prodotto uno sversamento in mare del petrolio. Un’operazione che il vice capo della compagnia siriana per il trasporto del petrolio ha definito “professionale”. La rottura delle condotte ha prodotto un danno che ha portato la raffineria a bloccare le attività per diversi giorni successivi. Non ci sono colpevoli, e come nel caso delle petroliere colpite davanti all’Oman e agli Emirati, si tratta di missioni a plausible deniability. In quelle zone ci sono incursori di diversi attori in grado di compiere certe operazioni». (Emanuele Rossi, Formiche.net, 5.6.19). Qualcuno lo dica a Greta.



Politicalcorrect


L’unico partito che ha in parlamento un africano, il nigeriano Jwobi, è la Lega. L’unico partito che ha al suo vertice una donna, la Meloni, è Fratelli d’Italia.



Nella casa sul Lago Maggiore che ho da una decina d’anni il mio incubo peggiore sono gli artigiani. Se si rompe qualcosa, di qualsiasi natura, o non rispondono al telefono, o ti danno appuntamenti che non hanno alcuna intenzione di rispettare, né ti avvisano che non verranno. L’unico corretto è il giardiniere. Infatti, è l’unico che vedo sempre a messa. Gli altri, evidentemente, sono tutti ricchi. Li segnalo perciò al M5S: carichino loro di tasse, tanto i soldi li hanno.



Oggi, festa patronale. Chiesa stracolma. Bolla di calore. I più sono anziani. Il prete, imperterrito, saluta le autorità, fa la prefazione al vangelo, ad accorciare l’omelia non ci pensa proprio. Complesse canzoni a ogni passaggio. La processione coi «doni» è smisurata: prodotti locali, vasi di fiori, dolci, liquori (di ognuno di essi viene spiegato il «simbolo»). Come previsto, un anziano si accascia. Viene portato fuori. Nessun medico in sala. The show must go on. Esco e il poveraccio è disteso sull’asfalto, all’ombra, mentre alcuni attorno a lui si affannano col cellulare. A cento metri in linea d’aria c’è una sede della Croce Rossa, con ambulanza. Ma non può intervenire finché non ha il via dal «numero unico», 118. E’ il protocollo, bellezza. Dopo un po’ me ne vado, tanto non posso farci niente. Quello è sempre in terra.




«Ma per quello che ne so io sono ormai più di due secoli che la Chiesa ha abbandonato la pratica dell’esorcismo. Mi è stato insegnato che la meteorologia ha ormai preso il posto degli “spiriti e delle potenze dell’aria” e che la neurofisiologia ha sostituito egregiamente l’ossessione». Così parla il gesuita Ramon Ruiz-Sanchez in «Guerra al grande nulla» (fantascienza) di James Blish, 1960.



Chissà perché le rock-band sono, e sempre sono state, esclusivamente maschili. Altri ambienti analoghi sono quello delle corse auto e dei grandi chef. Ovviamente, si danno le eccezioni. Ma sono appunto tali. Si noti che non si tratta di ambiti in cui c’erano, prima, preclusioni. Come i carabinieri, per intenderci. Concerti heavy metal: tantissime donne in platea, nessuna sul palco. Mai. Boh.



«I giornali libanesi (…) hanno dato grande rilievo al finanziamento da parte ungherese della ristrutturazione di 38 chiese libanesi» (Formiche.net, 26.5.19). I giornali italiani, invece…


TOLKIEN

«Le difficoltà provengono spesso da dove meno ce le aspettiamo… perfino dal Signore degli Anelli! Non sai l’ultima? Ebbene: gli eredi del grande Maestro Tolkien ci hanno chiesto migliaia di euro di risarcimento per… aver citato una sola frase del Signore degli Anelli nel contesto del Congresso Mondiale delle Famiglie!» (Jacopo Coghe, newsletter ProVita&Famiglia 29.5.19).



«Eleonora d’Aquitania accompagna il marito re Luigi VII nella seconda crociata. Lo storico coevo Niceta Coniata annota come al seguito di questa “dama dagli speroni d’oro” vi siano nobildonne in abiti maschili, e per giunta abili nel maneggiare la lancia e l’ascia da guerra. Non basta, troviamo donne fin sui campi di battaglia, come nella battaglia di Dorileo, durante la prima crociata, dove rischiano la vita per portare l’acqua ai combattenti spossati dal caldo di giugno; i cronachisti arabi, soprattutto durante la terza crociata, riportano perfino di nobildonne a cavallo, rivestite della cotta di maglia, armate di tutto punto, che si gettano nella mischia, combattendo come uomini e a fianco di uomini» (cfr. F. Agnoli, M.C. Del Poggetto, «L’altra metà del cielo. Breve storia alternativa delle donne», La Vela, pp. 39-40).



“Palmiro Togliatti, segretario del Pci, era ancora a Mosca in esilio, dove si faceva chiamare Ercoli. In una serata fredda prenatalizia si intrattiene a discutere con la sua segretaria Nina Bocenina, che nelle sue memorie scrive, riferendosi a Togliatti: “Si è dilungato a spiegarmi le caratteristiche particolari della fede e l’organizzazione della Chiesa cattolica. Mi sono sentita smarrita nell’affrontare questi problemi, di cui so così poco. Ho domandato ad Ercoli quando finalmente sarebbero finite queste sciocchezze, e subito dopo mi sono pentita di averlo detto. Infatti il mio capo si è arrabbiato. ‘Non sono sciocchezze, cara compagna Nina! Il cattolicesimo in Italia non è semplicemente la Chiesa. È un modo di pensare, è un complesso intreccio tra la storia e la politica, tra la cultura e la filosofia. Chi non è capace di discutere alla pari con gli attivisti cattolici può essere paragonato ad un agente dei servizi segreti che va nelle retrovie del nemico senza conoscere la sua lingua e il suo regolamento’”
(Raffaele Reina, Formiche.net 11.5.19).



DELVALLE


«In tutti o quasi i Paesi arabi l’africano è visto male, quindi invece di colpevolizzare l’europeo per le cose che accadono lì, bisognerebbe responsabilizzare i Paesi arabi che hanno sempre diffuso una cultura di razzismo nei confronti degli ebrei e degli africani. Già nelle Mille e una notte l’africano veniva visto come un concorrente sessuale. La sorte degli africani negli Stati arabi è sempre stata terribile, però questo non si dice mai. Vogliono colpevolizzare il popolo europeo, l’Italia, la Francia, per un razzismo che colpisce soprattutto i “neri” nei paesi arabi-musulmani» (Alexandre Del Valle, politologo francese associato all’Ipag Business School di Parigi e ricercatore del Center of foreign and political affairs, intervistato da Francesco De Remigis per Il Sussidiario.net, 6.5.19).



Leggo l’elenco dei GayPride programmati dall’11 maggio (Vercelli) al 14 settembre (Novara). Tutti i giorni, anche più d’uno al giorno (il 15 giugno, per esempio, ce ne sono otto), praticamente in tutte le città d’Italia. Leggo su GenderWatch (La Nuova Bussola Quotidiana dell’11 maggio 2019) che l’elenco è per giunta parziale, perché ancora in fieri (per ora sono quaranta). Cortei, più film, incontri, conferenze, spettacoli, dibattiti. Mi chiedo: ma quanti sono i marciatori in Italia? O si tratta di «villaggi Potemkin»? E chi paga? Boh.




A proposito di pregiudizi. Le donne votarono per la prima volta nel 1946. Alle elezioni amministrative di quell’anno la prima donna sindaco italiana era calabrese. Delle prime undici donne sindaco ben tre erano calabresi, tra cui la cosentina Lydia Toraldo Serra, prima calabrese laureata in giurisprudenza. Tutte e tre erano Dc. La prima calabrese eletta deputato, nel 1963, Jole Giugni Lattari, era del Msi. (cfr. Cnews24.it del 7.4.19).



A proposito di femminismo e di oscurantismo medievale, ricordiamo «Marta de Codevachi, una meretrix di fine Trecen¬to che si è molto arricchita, e che, una volta penti-tasi, si dedica a opere di beneficenza, come adotta¬re una bambina esposta, Venturina, o donare par¬te dei suoi averi per la costruzione della cattedra¬le: riceverà un funerale solenne, con tanto di pro¬cessione, degno di una nobildonna, e sarà immor¬talata sulla facciata del Duomo di Milano». Questa è solo una delle tantissime chicche storiche che si trovano nel libro «L’altra metà del cielo» (ed. La Vela, pp. 232, €. 15) di F. Agnoli e M.C. Del Poggetto.


AFRICA

«Ammesso e non concesso che il periodo del colonialismo sia stato soltanto una storia di furti di risorse, negli ultimi 50 anni sono stati versati ai paesi africani, per la lotta alla povertà, oltre mille miliardi di dollari. Mille miliardi di dollari. Per fare un confronto, il famoso «piano Marshall» che gli americani promossero per risollevare l’Europa dopo la Seconda guerra mondiale, consisteva in un investimento di 14 miliardi di dollari spalmati in 4 anni. L’Europa con 14 miliardi è ripartita in fretta, l’Africa con 1000 miliardi fa estremamente fatica a uscire dal sottosviluppo. Possibile che certo mondo cattolico non sia in grado di farsi qualche domanda seria sulla realtà dell’Africa e, più in generale, dei paesi in via di sviluppo?» (R. Cascioli, La Nuova Bussola Quotidiana, 3.5.19).


Il poligrafo ed eclettico Paolo Gulisano, già medico ed esperto di letteratura anglosassone con particolare predilezione per Chesterton e Tolkien, trovatosi in crisi di astinenza un giorno in cui per ben due ore non aveva scritto niente, ha escogitato I Crononauti (Elledici, pp. 168, €. 9,90), inaugurando il suo ingresso anche nella fiction. Si tratta di un romanzo d’avventure per ragazzi, ma pure per gli attempati che hanno letto i classici per la gioventù. Infatti, la miriade di riferimenti còlti & eruditi di cui sono disseminate le pagine potrà, temo, essere lucrata solo dai nati nel secolo scorso, e almeno nella seconda metà del medesimo. Sanno i ragazzi d’oggi chi era Giulio Verne? Hanno letto qualcosa di Sherlock Holmes e di James Bond? Ma non ha importanza, perché le strizzatine d’occhio dell’autore, novello Umberto Eco, troveranno sicuramente chi saprà lucrarle. Paul McGulisan ha immaginato un tempo ottocentesco in cui a un giovane Jules Verne (ma chi sia lo si capisce man mano) appaiono dei «crononauti» venuti con una macchina del tempo da un futuro remoto (20mila anni, notare il numero che si rivelerà ricorrente) per cercare di impedire la catastrofe che in un’epoca imprecisata si abbatterà sul mondo riportandolo all’età della pietra. Con costoro, sparsisi per il pianeta a causa di un incidente di percorso, il bretone Jules vivrà esattamente tutte le avventure che, poi, finita l’avventura coi crononauti, metterà per iscritto diventando un romanziere famosissimo. Insomma, il Nautilus, il capitano Nemo, le settimane in pallone, il viaggio al centro della terra e quello dalla terra alla luna sono state vere esperienze che Jules ha effettivamente vissuto. Anche il giro del mondo in ottanta giorni che, partendo dalla Londra vittoriana, fornisce l’occasione di far comparire il padre di Mycroft (al lettore indovinare il riferimento), che sarebbe l’«M» dei servizi segreti di allora (idem). C’è il fondato sospetto che Gulisano si sia divertito soprattutto lui, a scrivere questa storia zeppa di rimandi. In ogni caso, io mi sono senz’altro divertito a leggerla. I lettori mi scuseranno se, dato l’oggetto, non posso dire di più. In ogni modo, è un’opera che appassionerà i padri. E che potrà essere utilmente girata ai figli. Chissà che non ci prendano gusto e non nasca in loro la voglia di approfondire…


OCONE

«A quanto mi consta è un neologismo: i cristiani mai erano stati definiti da un ex presidente degli Stati Uniti, e da una ancora aspirante tale, cioè da coloro che sono ancora oggi i maggiori esponenti dei democratici americani, come “easterworkshippers”. Lo hanno fatto, a poche ore di distanza l’uno dall’altro, Barack Obama e Hillary Clinton con due tweet a commento dell’atroce strage compiuta in Sri Lanka. “Adoratori della Pasqua” suona un po’ come “adoratori” di un culto primitivo, esotico, eccentrico, minoritario: come un insieme di persone da guardare con distacco misto a curiosità. Che la doppia uscita sia avvenuta quasi all’unisono non può essere un caso, e neppure un lapsus freudiano. Essa è il risultato di un progetto culturale-politico ben preciso di cui Obama e Hilary sono stati e sono, all’un tempo, espressione e autori eminenti». (Corrado Ocone, Formiche.net 22.4.19).




Leggo che l’arcivescovo di Milano il 25 aprile andrà a benedire le bandiere (rosse). Qualche tempo fa, nessun prete della diocesi fu mandato a dir messa al cimitero dei caduti della Rsi. Sant’Abbondio, prega per il clero. Precedente Antidoto: «Chi difenderà le pecore se, lasciandole alla loro sorte, i pastori si spaventano e fuggono di fronte ai lupi? Oggi la paura è la grande debolezza della Chiesa. (…) Alcuni vescovi temono le critiche perché sono centrati su loro stessi e diventano così troppo prudenti, non si esprimono chiaramente su nulla per non andare incontro all’opposizione o al martirio» (card. Sarah, intervistato da Aleteia.org, 8.4.19).



«Chi difenderà le pecore se, lasciandole alla loro sorte, i pastori si spaventano e fuggono di fronte ai lupi? Oggi la paura è la grande debolezza della Chiesa. (…) Alcuni vescovi temono le critiche perché sono centrati su loro stessi e diventano così troppo prudenti, non si esprimono chiaramente su nulla per non andare incontro all’opposizione o al martirio» (card. Sarah, intervistato da Aleteia.org, 8.4.19).



«Quanto alla caccia alle streghe, non vi fu mai una festa simile come sotto gli sforzi di tolleranza di Cromwell. Sessantuno streghe sono mandate a morte in una contea nello spazio di un anno, e precisamente nell’Inghilterra dell’est. Non abbiamo le cifre esatte, ma in quei brevi anni di potere puritano furono forse uccise più streghe che in tutto il resto del secolo» (cfr. Hilaire Belloc, “Cromwell il dittatore”, Fede&Cultura, p. 63).



«La maggior parte dei terroristi, condannati o sotto inchiesta da parte della magistratura italiana nei cosiddetti “anni di piombo” trovarono accoglienza oltralpe, grazie alla “dottrina Mitterrand” (1982), con cui l’allora presidente francese concedeva loro lo status di rifugiati politici. Questo riconoscimento li sottraeva alle indagini e bloccava ogni richiesta di estradizione. L’unica condizione era che i destinatari non fossero ricercati per atti diretti contro lo Stato francese e avessero rinunciato (almeno a parole) a ogni forma di violenza politica. L’ispiratore della “dottrina Mitterrand” fu un noto sacerdote francese, Henri Antoine Grouès, detto Abbé Pierre (1912-2007)» (Roberto De Mattei, Corrispondenza Romana 27.3..19).


FAMIGLIA

Per la sinistra e il suo braccio operativo sul territorio, i centri sociali, «la famiglia è un luogo opprimente (a meno che a convivere non siano due persone dello stesso sesso, allora diventa un luogo allegrissimo, e magicamente qualcosa per cui vale la pena combattere strenuamente), e i suoi difensori sono fascisti, omofobi e via dicendo» (Costanza Miriano).


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