LA CITT└ DI ROMA ╚ ALLO SFACELO - PARTE II

Don Levi di Gualdo

PARTE II


LA CITTÀ DI ROMA È ALLO SFACELO E L’ITALIA SEGUE LE STESSE SORTI? NON È COLPA DEI POLITICI E DEGLI AMMINISTRATORI, BENSÌ DI QUEL POPOLO DI GRANDI IMMORALI CHE SONO GLI ITALIANI 


”Lieve entità” secondo i giudici l’offesa allo Stato


Pochi giorni fa, a Reggio nell’Emilia, un “fratello extracomunitario”, prima ha palpeggiato il seno a una donna-poliziotto, poi, non contento, in segno di sfregio e sfida si è messo a masturbarsi. Arrestato dai colleghi della donna-poliziotto, poco dopo è stato rimesso in libertà dal giudice che non ha convalidato l’arresto motivando che «si trattava di un fatto di lieve entità» (!?) [vedere servizi: QUI,QUI]. Questa volta, per quanto inutilmente e senza speranza alcuna di indurli alla ragione, una domanda alle “anime belle” la faccio: provate a immaginare che una scena del genere, anziché a Reggio nell’Emilia, si fosse svolta a Berlino, a Parigi, a Londra, a Vienna. Sapete, o pie “anime belle”, quali sarebbero state le conseguenze?


Chiunque conosca i Codici Penali di quei Paesi e il modo in cui le leggi penali sono applicate, vi può confermare che la pena alla carcerazione avrebbe oscillato da quattro a sei anni di reclusione, data l’aggravante costituitadall’oltraggio a un membro delle forze dell’ordine che non rappresenta certo se stesso, nell’esercizio delle proprie funzioni, ma rappresenta lo Stato. In Italia invece, palpeggiare il seno allo Stato e poi masturbarsi dinanzi a lui in segno di spregio, per i nostri magistrati «è un fatto di lieve entità» che non richiede la convalida dell’arresto effettuato dai colleghi della donna-poliziotto, oltraggiata come donna e come pubblico ufficiale delle forze di polizia della Repubblica Italiana, le quali si chiamano, tra l’altro e non certo a caso: Polizia di Stato.

.

La Sindaco di Roma Virginia Raggi, capace o incapace che sia, non è giunta nel Palazzo del Campidoglio sfondando le porte e occupando l’ufficio di Primo Cittadino: è stata votata da una larga maggioranza. E siccome gli italiani sono notoriamente intelligenti e giammai degli emotivi, bensì gente che soppesa con molta cura le cose, soprattutto sempre nel pubblico interesse della nazione e del suo popolo, hanno deciso di dare credito e fiducia a un comico, certo Beppe Grillo, che si è messo a giocare pericolosamente con la politica. E, per giocare in modo particolarmente pericoloso, egli ha fatto leva sugli umori, i malumori e le frustrazioni degli italiani, in questo caso dei romani. Ebbene, io non so, sinceramente, quali siano le responsabilità della Sindaco Virginia Raggi, però so una cosa: un comico che si è messo a giocare con gli umori della piazza, l’ha presentata attraverso il proprio Movimento come candidata, ed i romani, andando liberamente alle urne, per loro scelta e senza alcuna costrizione l’hanno votata.

.

La politica non si fa con la emotività, neppure con l’ignoranza. E se qualcuno vuole tastare il livello di ignoranza che ormai da tempo ha sfondato le colonnine di mercurio, basti andare in un bar e ascoltare i discorsi della gente, perché scopriremo che a parlare di politica, con una sicumera indicibile ed una ignoranza fuori del normale, suggerendo soluzioni che nella migliore delle ipotesi non stanno né in cielo né in terra, sono persone che non sanno neppure come si articola a linee generali la Costituzione della Repubblica Italiana. Proprio così: con le mie orecchie ho udito persone, profondamente convinte di ciò che dicevano, affermare che per risolvere i problemi del nostro Paese andavano — udite, udite! — abolite le due camere e sostituite con un parlamento formato da una trentina di persone scelte attraverso sondaggi di gradimento popolare fatti via internet (!?). E non aggiungo molte altre numerose bestialità udite da altrettante numerose persone titolari di un regolare certificato elettorale.

.

Affermare che bisogna togliere lo stipendio ai parlamentari, o affermare che se costoro vogliono fare i parlamentari devono andare a lavorare, denota anzitutto un’ignoranza davvero inaudita. Per non dire che sarebbe come affermare: se il primario del reparto di cardiochirurgia vuol fare il chirurgo, deve andare a lavorare, perché il medico è una missione ed i medici devono lavorare gratis (!?). E sorvoliamo del tutto sull’invidia sociale, altra grande piaga tipica del nostro Paese. Non solo, i parlamentari, debbono avere uno stipendio, ma devono anche avere uno stipendio elevato che possa consentire loro di esercitare con decoro e dignità il loro mandato di nostri rappresentanti.


O qualcuno brama forse vedere per davvero i più alti rappresentanti istituzionali del nostro Paese andarsene in giro a rappresentarci con le pezze al culo? Gli ignoranti abissali che fanno simili affermazioni, forse non sanno che quando l’Italia era un regno più o meno liberal-democratico, al Senato e alla Camera dei Deputati, potevano giungere solamente i membri delle più ricche e altolocate famiglie italiane, perché a senatori e deputati non erano neppure rimborsate le spese di viaggio. Potevano dunque assurgere a certe cariche politiche solo coloro che provenivano, neppure dal ceto medio, ma solo dal ceto dell’alta borghesia. Ebbene: tutto questo, quale genere di rappresentanza democratica poteva dare? Ne sanno qualche cosa i contadini di fine Ottocento inizi Novecento: potevano forse, i grandi latifondisti che sedevano negli scranni di questo genere di Parlamento, varare delle leggi a favore dei braccianti a scapito dei propri interessi personali? Ecco perché fu riconosciuto a un certo punto un congruo stipendio ai parlamentari, affinché tutti potessero essere eletti a certe cariche, nell’interesse di tutte le classi sociali.

.

Nella storia del nostro come in quella di altri Paesi, a un certo punto si è deciso che il diritto di voto doveva essere dato e riconosciuto a tutti, indistintamente. In precedenza, nei Paesi liberal-democratici, questo diritto era riconosciuto a quanti erano dotati dei requisiti minimi richiesti per poterlo esercitare; dare infatti il diritto di voto a persone non in grado di esercitarlo, equivale a dare una pistola carica in mano ad un bambino. Quindi, in tempi affatto remoti, nei Paesi liberal-democratici non potevano esercitare il diritto di voto gli analfabeti e le persone affette da profonda ignoranza. Siccome però, il diritto di voto, non poteva essere prerogativa della cosiddetta élite, al momento che è stato esteso anche agli analfabeti e alle persone affette da profonda ignoranza, quando queste hanno raggiunto certi numeri di maggioranza, hanno mandato nei parlamenti dei politici relativamente raccomandabili: dagli imbonitori popolari ai giovani senza arte né parte selezionati da un comico tramite una società dimarketing di Milano.

.

Merita ricordare che negli anni Ottanta del Novecento, l’immancabile Partito Radicale in vena di provocazioni, candidò per le elezioni alla Camera dei Deputati la pornostar Ilona Staller, in arte Cicciolina. La cosa fu talmente eclatante che ci facemmo ridere dietro persino da quei Paesi dell’America Latina dove in quegli anni c’era un colpo di stato ogni cinque o sei mesi; perché neppure loro avrebbero mai fatta una cosa del genere. Infatti, fare un colpo di stato dietro l’altro, può avere anche una sua dignità, ma far eleggere un soggetto del genere alla Camera dei Deputati di un antico Paese come l’Italia, denotò il nostro spirito ridicolo e la nostra propensione di offrirci come barzellette dinanzi al mondo. Ebbene, furono forse Marco Pannella e Emma Bonino a imporre al Parlamento questa pornostar? No, loro la presentarono, ma poi, chi corse a votarla, pensando che le votazioni fossero una via di mezzo tra una provocazione e uno scherzo, furono gli analfabeti italiani affetti da profonda ignoranza e privi del senso della dignità del proprio Paese. Se questi elettori in bilico tra incoscienza e demenza, avessero letto, in quegli anni, quel che scrivevano e commentavano gli organi della stampa internazionale, ed in particolare quelli francesi, tedeschi e britannici, forse si sarebbero resi conto, perlomeno anche in modo vago, a che cosa avevano esposto la dignità del proprio Paese. Scrisse in quei tempi un editorialista del Times di Londra: «Italy elects a porn star to the parliament of a brothel» [L’Italia elegge una pornostar al parlamento di un bordello].

.

Con Beppe Grillo è accaduta la stessa cosa: un alto tasso di analfabeti affetti da profonda ignoranza, hanno votato per protesta i candidati presentati da un comico che si è messo a offrire per il nostro Paese soluzioni politiche e ricette magiche, molte delle quali non stanno né in cielo né in terra. Detto questo ritengo doveroso precisare che Il Messaggero non può scrivere che la Sindaco Virginia Raggi ha fallito, perché chi ha veramente fallito, sono coloro che si sono messi a votare un Movimento di ragazzotti che prendevano ordini da un comico e da una società di marketing di Milano diretta da Casaleggio&Associati.

.

Il culmine della immoralità del nostro Popolo sta nel fatto che prima, gli italiani, creano situazione ingestibili e insostenibili, poi, atteggiandosi ad anime candide, ma soprattutto a vittime prive di qualsiasi genere di colpa e di responsabilità — perché colpe e responsabilità sono sempre e di rigore solo degli altri — pretendono di prendersela con coloro che loro stessi hanno eletto. Pertanto: quali colpe può avere la Sindaco di Roma? Forse una sola: non avere fatto i conti con i propri limiti ed avere pensato di poter gestire la Città più complessa e più delicata d’Italia grazie al carrozzone del Grillo comicante sopra al quale strillavano, nella migliore delle ipotesi, giovani totalmente privi di qualsiasi genere di esperienza lavorativa, professionale, giuridica e politica; e sorvoliamo, per carità e per pudore, sul loro livello culturale, sorvoliamo. Resta però il fatto che in ogni caso, la colpa, rimane di chi ha deciso di dare fiducia a un comico ed al suo circo equestre fatto di persone che, lungi dall’essere capaci a stare in equilibrio a dieci metri di altezza sopra una corda, hanno mostrato di non saper camminare in equilibrio neppure sulla striscia continua disegnata sull’asfalto di una strada.

.

Ecco, dov’è la radice del problema: la insita e connaturata immoralità del nostro Popolo, che non agisce usando la testa, ma usando l’egoismo e gli umori; e dopo che l’egoismo e gli umori tradotti in voto hanno dato i loro risultati, gli immorali italiani se la prendono con tutto e con tutti, perché a loro dire hanno sbagliato gli altri, non hanno certo sbagliato loro giocando al suicidio di massa dentro le urne elettorali.


.Anche alla politica possiamo applicare l’esortazione che il Beato Apostolo Paolo rivolge al discepolo Timoteo:

.«Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero» [II Tm 4, 1-5].


.Gli italiani hanno deciso di volgersi alle favole dei cantastorie, in modo egoista e anche molto stupido. Non è quindi colpa dei cantastorie, è solo colpa degli italiani e della loro connaturata immoralità.


Che la stessa Piazza San Pietro sia invasa da venditori di chincaglierie fin sotto le scale della pontificia arcibasilica, che il tratto di mura che conducono all’ingresso dei musei vaticani è tutto un pullulare di bagarini e di guide abusive prive di licenza che offrono visite guidate, non è una bella scena da vedersi, come non lo è quella delle ragazze, o anche delle donne non più tanto ragazze, che allo scoppio del primo caldo hanno incominciato a transitare mezze nude in quegli spazi ai quali sarebbe dovuto sacrale rispetto. Insomma: i dintorni di San Pietro sono stati mutati, nel corso degli ultimi sei anni, nella casba di Algeri degli anni Cinquanta del Novecento.


Forse affinché qualcuno possa sentirsi a casa propria e possa beneficiare nelle immediate adiacenze di una villa de las miseria, la quale però, beninteso, è tutta quanta eretta sul territorio della Repubblica Italiana, perché nei giardini vaticani non ci sono campi Rom, né senegalesi che nella piazza del Palazzo del Governatorato hanno disposto a terra tappetini con merci contraffatte; e neppure ci sono Rom che nel piazzale di San Damaso chiedono l’elemosina agli officiale della Segreteria di Stato che entrano e che escono.

.

Ricorrendo a uno dei miei esempi concreti vi descriverò a quali livelli di degrado siamo, grazie in modo particolare a una specie protetta, ossia a quegli zingari, per i quali sono state derubricate le figure di reato per essere sostituite con quelle della «cultura etnica».

.

Non molto tempo fa esco dal Vaticano per Porta Angelica e mi immetto nella omonima via per recarmi oltre la Piazza San Pietro in Borgo Santo Spirito. A pochi metri dall’uscita del Vaticano una zingara, più brutta di una strega e con uno sguardo che stillava davvero cattiveria, più che chiedermi l’elemosina tenta di estorcermi dei soldi in modo molto insistente. In tono scherzoso la allontano dicendole: «Vai a farti dare i soldi da quelli del Clan dei Casamonica». E tiro di lungo. Alle mie spalle la zingara mi strilla: «Frocio pedofilo, frocio pedofilo!». Mi volto molto arrabbiato, faccio due passi verso di lei e digrignando i denti le dico: «Che cosa hai detto?». E lei, in tono di beffarda sfida: «Dai, dai … alza le mani: provaci! Qui intorno è pieno di telecamere: frocio pedofilo!». Volle la grazia di Dio che quel giorno c’era assieme a me Jorge Facio Lince, il presidente delle nostre Edizioni L’Isola di Patmos. Se non era per lui che mi ha tirato via sarebbe accaduto che la zingara, con tutta quanta la sua «cultura etnica», quindi con buona pace di tutte le “anime belle” di cui invero non può interessarmi di meno, finiva azzoppata con un calcio dato di rovescio, incurante da parte mia sia delle telecamere sia dei due soldati che si trovavano ad una trentina di metri di distanza sotto il muro del Passetto ad osservare tutta la scena.

.

Non rivolgo quesiti alle “anime belle”, perché sarebbe come dire ad un agonizzante che sta per morire: “Non preoccuparti, ce la farai, tra poco ti riprenderai e tra una settimana sarai a fare le escursioni in alta montagna ed a lanciarti da duemila metri col parapendio”. Il quesito lo rivolgo invece ai romani: scene come quelle dipinte, dagli escrementi umani alla sporcizia in Via della Conciliazione, fino alle “sorelle zingare” che insultano i preti all’uscita dal Vaticano, sei o sette anni fa, sarebbero state delle cose pensabili, prima che giungesse qualcuno dall’altra parte del mondo per fare cose dell’altro mondo?


E se qualcuno, sei o sette anni fa, avesse ipotizzato cose del genere in un vicino futuro, quanti sarebbero stati i romani che ci avrebbero creduto? Infatti i romani, detta molto commercialmente, possono anche non andare alla Santa Messa per Natale e per Pasqua, possono pure non conoscere l’Ave Maria e il Padre Nostro, ma i loro preti non oserebbero mai insultarli, perché sanno perfettamente che se da Roma togli i preti e tutto ciò che ai preti è legato, sarebbero tolti alla Città milioni di turisti e un’intera economia finirebbe più che dimezzata. E i romani, che sono un popolo veramente straordinario e aperto, perché su di loro rimane l’impronta storica dellaCaput Mundi, che è la negazione di qualsiasi forma di provincialismo, hanno un’intelligenza raffinata e antica di ventisette secoli, mentre invece i Rom no, né perdono occasione per dimostrare di non averla proprio, questa intelligenza. E se qualcuno reca per primo avanti a tutti disagi e problemi al mercato del turismo, è proprio la specie super-protetta dei Rom, con tutta quanta la bella «cultura» di accattonaggio e di borseggio testé descritta, sempre con buona pace delle sinistre “anime belle”.

.

Chiunque avesse dubbi a tal proposito,vada all’Agenzia delle Entrate e verifichi quanto lo Stato riscuote da queste persone in tasse e tributi vari. Anche in questo caso ricorriamo a un esempio legato a un membro della “cultura nomade”: «Un residente nel campo nomade di Castel Romano è risultato intestatario di 166 automobili e dedito da anni al commercio delle stesse con i pregiudicati» [cf. vedere QUI]. Pronto il coro delle “anime belle”: «Avrebbe potuto essere anche un italiano!». Certo, però in tal caso, all’italiano, si conferisce immediatamente il meritato titolo di “delinquente” e di “truffatore”, non quello di appartenente a una «cultura», ecco in che cosa consiste la grande differenza: l’italiano dedito a furti, truffe, ricettazioni e via dicendo, è giustamente e meritoriamente definito delinquente; il Rom o il nomade dedito a furti, truffe, ricettazioni e via dicendo, appartiene invece a una «cultura».

.

Soggiornando in varie località della Germania nel corso del 2010, ricordo sempre con stupore il giorno in cui una ragazza, vedendomi seduto al tavolo di una caffetteria con un mio confratello australiano, intenti a fumarci una sigaretta dopo la colazione, si avvicinò e mi chiese se avevo una sigaretta dicendomi: «kannst du mir eine Zigarette verkaufen?» [può vendermi una sigaretta?]. Le sorrisi offrendole il pacchetto e rispondendo: «Bitte, kann auch zwei oder drei Zigaretten nehmen» [prego può prendere anche due o tre sigarette].


Lei prese una sigaretta, mi appoggiò venti centesimi di euro sul tavolo, ringraziò e se ne andò. Inutile a dirsi: sul momento non compresi e reputai la cosa stravagante. Però compresi il tutto poco dopo: la richiesta avrebbe potuto rientrare nella fattispecie del reato di accattonaggio, proibito dal Codice Penale tedesco anche con l’arresto. Per questo, la ragazza fece uso del verbo «verkaufen», che significa «vendere». Successivamente, narrando l’episodio a un mio confratello tedesco della Diocesi di Passau che mi aveva invitato a visitarlo durante il mio soggiorno, dissi in tono scherzoso: «… speriamo che io non sia perseguito dal vostro fisco, perché a questa ragazza non ho rilasciata la ricevuta fiscale per venti centesimi di euro. Sai, da voi tedeschi c’è da aspettarsi di tutto!».

.



Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I pi¨ letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext