LA CITT└ DI ROMA ╚ ALLO SFACELO - PARTE I

Don Levi di Gualdo

PARTE I

LA CITTÀ DI ROMA È ALLO SFACELO E L’ITALIA SEGUE LE STESSE SORTI? NON È COLPA DEI POLITICI E DEGLI AMMINISTRATORI, BENSÌ DI QUEL POPOLO DI GRANDI IMMORALI CHE SONO GLI ITALIANI

(MB. Benché molto lungo, l’articolo di Don Levi di  Gualdo va letto perché coglie il punto: il degrado di Roma  è anzitutto, degrado morale e civile.  L’accumularsi di   immondizia  ed escrementi è il sintomo di sporcizie più profonde e  luridumi più   interiori.   E   ne hanno colpa tutti:   gli “accoglioni” irresponsabili come le orgnizzazioni a delinquere nelle municipalizzate,  quelli che “amano” gli immigrati e li mantengono spendendo i soldi che fanno mancare ai poveri itliani,   i parassiti  pubblici strapagati e gravemente inadempienti,    vatican-finocchi, i rom e  chi li assolve  o non li persegue ; anche i giudici, nel loro modo, pisciano sui muri dello Stato, della cui dignità non hanno il minimo  rispetto. Senza assolvere tutti noi, che tutti  cotribuiamo – chi poco o chi  – tanto   al degrado.)


Il Sommo Pontefice ci ha più volte ricordato che «anche gli italiani, sono stati un popolo di immigrati», ed è vero. Però con questa “piccola” differenza: gli immigrati italiani erano accolti a lavorare per quindici ore al giorno nelle miniere di carbone del Belgio, non erano accolti negli alberghi, non gettavano via i cibi della Caritas e non facevano i bagni nelle piscine degli hotel come i giovanottoni africani che, solo a livello fisico, tutto ricordano fuorché delle persone fuggite da guerre, carestie e fame. E mentre questo accade, i nostri anziani italiani indigenti cercano qualche cosa tra gli scarti dei mercati della frutta e verdura …

[…]

In questi giorni Il Messaggero, storico quotidiano della Capitale, pare aver dato avvio a una campagna giornalistica per indicare con vari servizi quelli che a loro dire sono i fallimenti della amministrazione della Sindaco Virginia Raggi, la cui amministrazione — dicono citando sondaggi effettuati — sarebbe bocciata dal 72% dei romani [vedere servizi QUIQUIQUI, ecc …]. Chi a Roma ci vive oggi come ci viveva ieri, non può negare che l’Urbe Quirite abbia avuto nel corso del tempo un progressivo declino.

.

Come prete frequento per varie ragioni tutte le zone limitrofe alla Città del Vaticano, che al di là di qualsiasi discorso di fede o di appartenenza religiosa, nessuno può negare sia una delle zone di maggior richiamo e di alta densità turistica. Dunque prendiamo la zona della Città del Vaticano e, sempre a prescindere da qualsiasi fede e appartenenza religiosa, domandiamoci: sino a pochi anni fa, lo stato di degrado in cui versa questa zona molto sensibile, sarebbe stato pensabile? Quale sia lo stato lo illustro prendendo come punto di partenza Piazza San Pietro, Alla destra e alla sinistra della quale sorgono due borghi che sono rispettivamente: Borgo Pio e Borgo Santo Spirito. Se vi passiamo il mattino poco prima delle ore 8, vedremo numerosi negozianti indaffarati a gettare sui muri e sul marciapiede antistante le loro botteghe secchiate d’acqua. I poveretti, per togliere l’odore fetido delle orine, si armano ogni mattino di varechina e acqua e gettano abbondanti secchiate.


Numerosi i filmati che documentano scene raccapriccianti: africani ripresi in video mentre orinano e defecano agli angoli di Via della Conciliazione, barboni che si fanno il bidet nelle fontanelle, turisti che camminano sconcertati zigzagando per strada tra gli escrementi umani, sacchi di spazzatura agli angoli, barboni sistemati sotto il colonnato del Bernini con cartoni e sacchi neri, Rom che gestiscono ilracket delle elemosine e che ti si appiccicano addosso come zanzare-tigre moleste, lattine e bottiglie di bibite abbandonate a terra, gabbiani che planano in ogni dove per raccogliere cibo tra la spazzatura, spesso spaccando i sacchi d’immondizia lasciati agli angoli delle strade che si snodato dal viale principale e via dicendo.


Non dico paia la Roma dopo il saccheggio dei lanzichenecchi del 1527assoldati dal tedesco Carlo V d’Asburgo, grande sostenitore del Protestantesimo, però rammenta vagamente qualche cosa di simile. Per inciso: l’ultima rituale richiesta di perdono ai protestanti risale all’ottobre 2016, ed è stata fatta in Svezia dall’Augusto Pontefice regnante, evidentemente circondato da “grandi conoscitori” delle scienze storiche. In effetti, l’esercito mercenario assoldato dai protestanti nel 1527, dopo avere stuprato anche bambine in età pre-puberale, dopo avere ingravidato tutte le monache dei monasteri romani non ancora entrate in menopausa, dopo avere ammazzato anche neonati e anziani, si limitarono solo a uccidere in totale ventimila romani circa. È giusto dunque chiedergli ecumenico perdono per non averne potuti ammazzare molti di più [vedere breve servizio dell’organo oggi ufficioso della Santa Sede, La Repubblica, QUI].


E, come tutti potete immaginare, ogni 6 maggio, nella data di ricorrenza di questo immane saccheggio realizzato attraverso una vera e propria orgia di sangue organizzata dai protestanti in sommo odio alla cattolicità e alla Città di Roma, i protestanti rinnovano la loro supplice richiesta di perdono al papato, ai cattolici, ed alla Città di Roma, o no?


.Ogni epoca storica ha i suoi diversi lanzichenecchi. Oggi le adiacenze di San Pietro sono divenute un centro privilegiato per i malavitosi di vari gruppi rom che gestiscono il racket delle elemosine ed i borseggi, con buona pace delle anime belle pronte a stracciarsi le vesti al grido «… tu non capisci: è una cultura, razzista!». Può essere che io sia retrò e che sbagliando pensi che il furto, il borseggio e lo stesso accattonaggio, non siano affatto «cultura» bensì reato. Infatti mi risulta che la Legge persegua le forme di «accattonaggio molesto», lo specifica il nostro Legislatore:

«La nuova disposizione penale, dopo la abrogazione dell’articolo 670 del codice penale sulla “Mendicità” ai sensi dell’art. 13, del Decreto legislativo del 13 luglio 1994, n. 480, ha disposto che si proceda a punire, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque eserciti l’accattonaggio con modalità vessatorie o simulando deformità o malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti per destare l’altrui pietà. Il trattamento sanzionatorio previsto prevede l’arresto da tre a sei mesi a cui si accompagna la previsione di un’ammenda da euro 3.000 a euro 6.000. In aggiunta, potrà essere sempre disposto il sequestro delle cose che sono servite o sono state destinate a commettere l’illecito o che ne costituiscono il provento».

.

Che la stessa Piazza San Pietro sia invasa da venditori di chincaglierie fin sotto le scale della pontificia arcibasilica, che il tratto di mura che conducono all’ingresso dei musei vaticani è tutto un pullulare di bagarini e di guide abusive prive di licenza che offrono visite guidate, non è una bella scena da vedersi, come non lo è quella delle ragazze, o anche delle donne non più tanto ragazze, che allo scoppio del primo caldo hanno incominciato a transitare mezze nude in quegli spazi ai quali sarebbe dovuto sacrale rispetto. Insomma: i dintorni di San Pietro sono stati mutati, nel corso degli ultimi sei anni, nella casba di Algeri degli anni Cinquanta del Novecento. Forse affinché qualcuno possa sentirsi a casa propria e possa beneficiare nelle immediate adiacenze di una villa de las miseria, la quale però, beninteso, è tutta quanta eretta sul territorio della Repubblica Italiana, perché nei giardini vaticani non ci sono campi Rom, né senegalesi che nella piazza del Palazzo del Governatorato hanno disposto a terra tappetini con merci contraffatte; e neppure ci sono Rom che nel piazzale di San Damaso chiedono l’elemosina agli officiale della Segreteria di Stato che entrano e che escono.

.

Ricorrendo a uno dei miei esempi concreti vi descriverò a quali livelli di degrado siamo, grazie in modo particolare a una specie protetta, ossia a quegli zingari, per i quali sono state derubricate le figure di reato per essere sostituite con quelle della «cultura etnica».

.

Non molto tempo fa esco dal Vaticano per Porta Angelica e mi immetto nella omonima via per recarmi oltre la Piazza San Pietro in Borgo Santo Spirito. A pochi metri dall’uscita del Vaticano una zingara, più brutta di una strega e con uno sguardo che stillava davvero cattiveria, più che chiedermi l’elemosina tenta di estorcermi dei soldi in modo molto insistente. In tono scherzoso la allontano dicendole: «Vai a farti dare i soldi da quelli del Clan dei Casamonica». E tiro di lungo. Alle mie spalle la zingara mi strilla: «Frocio pedofilo, frocio pedofilo!». Mi volto molto arrabbiato, faccio due passi verso di lei e digrignando i denti le dico: «Che cosa hai detto?». E lei, in tono di beffarda sfida: «Dai, dai … alza le mani: provaci! Qui intorno è pieno di telecamere: frocio pedofilo!». Volle la grazia di Dio che quel giorno c’era assieme a me Jorge Facio Lince, il presidente delle nostre Edizioni L’Isola di Patmos. Se non era per lui che mi ha tirato via sarebbe accaduto che la zingara, con tutta quanta la sua «cultura etnica», quindi con buona pace di tutte le “anime belle” di cui invero non può interessarmi di meno, finiva azzoppata con un calcio dato di rovescio, incurante da parte mia sia delle telecamere sia dei due soldati che si trovavano ad una trentina di metri di distanza sotto il muro del Passetto ad osservare tutta la scena.

.

Non rivolgo quesiti alle “anime belle”, perché sarebbe come dire ad un agonizzante che sta per morire: “Non preoccuparti, ce la farai, tra poco ti riprenderai e tra una settimana sarai a fare le escursioni in alta montagna ed a lanciarti da duemila metri col parapendio”. Il quesito lo rivolgo invece ai romani: scene come quelle dipinte, dagli escrementi umani alla sporcizia in Via della Conciliazione, fino alle “sorelle zingare” che insultano i preti all’uscita dal Vaticano, sei o sette anni fa, sarebbero state delle cose pensabili, prima che giungesse qualcuno dall’altra parte del mondo per fare cose dell’altro mondo?


E se qualcuno, sei o sette anni fa, avesse ipotizzato cose del genere in un vicino futuro, quanti sarebbero stati i romani che ci avrebbero creduto? Infatti i romani, detta molto commercialmente, possono anche non andare alla Santa Messa per Natale e per Pasqua, possono pure non conoscere l’Ave Maria e il Padre Nostro, ma i loro preti non oserebbero mai insultarli, perché sanno perfettamente che se da Roma togli i preti e tutto ciò che ai preti è legato, sarebbero tolti alla Città milioni di turisti e un’intera economia finirebbe più che dimezzata. E i romani, che sono un popolo veramente straordinario e aperto, perché su di loro rimane l’impronta storica dellaCaput Mundi, che è la negazione di qualsiasi forma di provincialismo, hanno un’intelligenza raffinata e antica di ventisette secoli, mentre invece i Rom no, né perdono occasione per dimostrare di non averla proprio, questa intelligenza. E se qualcuno reca per primo avanti a tutti disagi e problemi al mercato del turismo, è proprio la specie super-protetta dei Rom, con tutta quanta la bella «cultura» di accattonaggio e di borseggio testé descritta, sempre con buona pace delle sinistre “anime belle”.

.

Chiunque avesse dubbi a tal proposito,vada all’Agenzia delle Entrate e verifichi quanto lo Stato riscuote da queste persone in tasse e tributi vari. Anche in questo caso ricorriamo a un esempio legato a un membro della “cultura nomade”: «Un residente nel campo nomade di Castel Romano è risultato intestatario di 166 automobili e dedito da anni al commercio delle stesse con i pregiudicati» [cf. vedere QUI]. Pronto il coro delle “anime belle”: «Avrebbe potuto essere anche un italiano!». Certo, però in tal caso, all’italiano, si conferisce immediatamente il meritato titolo di “delinquente” e di “truffatore”, non quello di appartenente a una «cultura», ecco in che cosa consiste la grande differenza: l’italiano dedito a furti, truffe, ricettazioni e via dicendo, è giustamente e meritoriamente definito delinquente; il Rom o il nomade dedito a furti, truffe, ricettazioni e via dicendo, appartiene invece a una «cultura».

[….]

.

Chi ha mai visto in Germania, Paese membro nonché fondatore dell’Unione Europea: accattoni, questuanti fuori dalle chiese, lavavetri ai semafori, venditori abusivi di merci contraffatte per le pubbliche strade … Ma soprattutto: chi ha mai visto barboni dormire davanti alla cattedrale metropolitana di Monaco della Baviera, defecare agli angoli, urinare sopra i muri o farsi il bidet alle pubbliche fontanelle? Se quella zingara, o come qualsivoglia Rom, è una cultura, dovrebbe esserlo non solo in Italia ma anche in Germania, Paese membro dell’Unione Europea, o no? O per caso forse, i tedeschi, sono a tal punto barbari da non riconoscere le grandi ricchezze culturali di quanti vivono principalmente di accattonaggio, furti, borseggi, ricettazione e via dicendo a seguire? Se infatti domandiamo alla Polizia di Stato italiana, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza, quali e quanti refurtive hanno puntualmente trovato nei campi Rom, dalle auto di grossa cilindrata sino alle opere d’arte per passare attraverso oro e preziosi provenienti da furti in appartamenti, scopriremo che questa cultura è veramente molto ingegnosa e operosa. Come mai invece: austriaci, tedeschi e Paesi del nord, che sono tutti quanti membri dell’Unione Europea, questa cultura non la favoriscono come facciamo noi col nostro sinistro esercito di “anime belle”? Forse perché risentono del loro spirito barbarico e non sono sensibili alla cultura come noi italiani?

.

Dalle zone limitrofe al Vaticano spostiamoci in un altro angolo della Capitale dove si trova un monumento di rara bellezza e preziosità: la Ara Pacis, dove pochi giorni fa un gruppo di ragazzi romani si sono messi a saltare sui muri con gli skateboard [vedere QUI]. Ecco, proviamo a immaginare una scena del genere nella piazza dell’ex palazzo reale di Vienna, accanto alla piramide di cristallo del museo del Louvre, sui muri di un monumento di Stoccarda, o anche e solo su quelli marmorei moderni, lindi e puliti, di qualche grande banca nel centro della Capitale del Granducato di Lussemburgo. O forse qualcuno riesce a immaginare un “fratello barbone” o un “fratello nordafricano” che defeca e che orina all’angolo di un palazzo di marmo e cristalli di una banca lussemburghese? Sono quesiti, questi, rivolti unicamente agli uomini di buona volontà, non certo alle “anime belle”, capaci senza pena di ridicolo a rispondere che l’orina sui marmi del colonnato del Bernini che circondano la Piazza San Pietro, favorisce la loro migliore conservazione perché è un acido sbiancante naturale privo di sostanze chimiche artificiali e inquinanti.

.

Da un punto di vista sociale per molti, il degrado di Roma, è un problema di carattere politico, legato in particolare a vari partiti giunti alla maggioranza nel corso delle ultime elezioni amministrative, politiche ed europee. In questa gran tazza di latte inzuppano biscotti a non finire riviste telematiche e blog cattolici per i quali, l’essere cattolici, pare solo un pretesto per fare pura politica con lo spirito dei democristiani nostalgici redivivi.

[…]

.

Il passaggio fondamentale che sfugge agli italiani è che quella nazionale è una comunità. Tutti i consociati formano infatti quella entità nazionale, storica, culturale e politica che si chiama Repubblica Italiana. Per formare una qualsiasi società o comunità nazionale, si richiede uno spirito perlomeno minimo di responsabilità da parte di tutti i consociati.

.

Di battute più o meno ironiche su francesi, tedeschi e inglesi, per quanto mi riguarda non sono stato mai avaro.  [….]   mai però negherò che costoro siano dei grandi popoli animati da profondo senso civico e da grande spirito di identità nazionale, di grande dignità individuale e collettiva.

.

Ricorriamo di nuovo a un esempio: in Germania e in Inghilterra in modo del tutto particolare, per debiti si va in carcere a scontare una pena proporzionata al debito contratto e non pagato. In Italia, il non-pagatore professionista, non solo in galera non ci va’, perché, a meno che non vi sia una truffa o una bancarotta fraudolenta, quello che a vario titolo ti deve dei soldi, con vari artifici studiati a “norma di legge” può avere anche la villa con piscina e passarti davanti con l’ultimo modello della Porsche, perché in ogni caso lui risulta nullatenente e tutti i beni di cui beneficia non sono suoi ma di proprietà d’altre persone; e non sempre è facile individuare che si tratti di prestanome, perché chiunque può liberamente decidere di mettere a disposizione una villa di sua proprietà a un amico caduto in disgrazia e prestargli per i suoi usi personali una Porsche o un motoscafo, nessuna legge lo vieta né può vietarlo.

.

L’azienda fallisce ed è costituita una nuova azienda di cui l’imprenditore fallito risulta presidente o amministratore? Vallo a dimostrare che l’azienda è fallita a tasche piene e che sotto altra denominazione è stata ricostituita da un nuovo imprenditore che è solo il prestanome del precedente. Questi può infatti rispondere e dimostrare di avere rilevato l’azienda in fallimento e di avere deciso di avvalersi, come amministratore del precedente proprietario, che al di là del suo fallimento è però persona di grande esperienza e capacità di gestione.

.

Quello Italiano è un popolo di fondo immorale,formato da persone tendenzialmente egoiste e dotate di scarso senso civico; il tutto fatta eccezione per piccoli nuclei o paesi molto legati alle proprie tradizioni, ai loro territori ed alle ricchezze naturali del luogo. Scendendo poi da Roma in giù, questo spirito egoista caratterizzato da mancanza di senso civico, risulterà ancòra più accentuato e lo spirito anarcoide spesso elevato alla massima potenza.

.

A un amabile napoletano teatrante, di quelli che si pongono anzitutto come vittime dell’intero universo cosmico, mentre tra un lamento e l’altro sui disservizi e gli abusi della antica Città intervallava la giaculatoria «perché qui manca lo Stato!», a un certo punto dissi: «Vedi quelle due strade all’inizio delle quali sono esposti due cartelli stradali, belli e visibili, che indicano il divieto di accesso? Bene: mi spieghi come mai persone in due o tre sugli scooters, senza casco in testa e rigorosamente contromano, ci entrano dentro? Perché, qualora non ti fosse chiaro, quei due cartelli di divieto di accesso, sono lo Stato che, come puoi ben vedere, è presente e visibile». Mentre lui non sapeva che cosa rispondere io proseguii dicendo: «Evidentemente, con queste persone che lamentano come te la mancanza di uno Stato astratto e non meglio precisato, assieme ai cartelli bisognerebbe piazzare sotto ciascuno di essi due poliziotti formato gorilla con delle mazze di ferro in mano, ed il primo che si dovesse azzardare a varcare il divieto di accesso, tramortirlo a mazzate». Questo amico, molto sagace e intelligente, mi sorrise e mi rispose: «… praticamente quello che avveniva sotto il Regno dei Borboni, quando questa città era una grande, ricca ed elegante capitale d’Europa; un autentico gioiello frequentato dall’aristocrazia internazionale e dalla più ricca e alta borghesia». Detto questo conclude ammettendo: «Quando poi si è sostituita alla mazza ferrata un civile cartello di divieto d’accesso che implica il senso civico e la responsabilità delle persone, ecco accadere ciò che tu stai vedendo». Quindi, un napoletano da generazioni e generazioni, di antica e nobile famiglia partenopea, concluse dandomi ragione.

.

Nelle metropolitane tedesche, perché non ci sono le sbarre che si aprono con l’inserimento del biglietto? Semplice: avete idea di che cosa vorrebbe dire, a livello di profonda vergogna sociale, per un tedesco, essere sorpreso a bordo di una metropolitana senza biglietto durante un controllo? E risulta per caso a qualcuno che in Germania, bande di nigeriani violenti, abbiano tramortito di botte i controllori dei treni ed i conducenti dei pullman come ripetutamente accaduto in Italia? È forse necessario spiegare che cosa accadrebbe, in Germania, ad aggredire un controllore di bordo, l’autista di un pullman o peggio ancora: i poliziotti? Aggredire un poliziotto, in Germania, comporta anni e anni di galera; se poi l’aggressore è uno straniero, la pena è anche aumentata. Altro che la buona donna magistrato di Sinistra Democratica che rimette in libertà seduta stante gli aggressori dei poliziotti o dei carabinieri, mentre i membri delle forze dell’ordine sono ricoverati feriti in ospedale! [vedere precedente articolo, QUI].


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I pi¨ letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext