Guai seri per chi discute sul riscaldamento globale

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Guai seri per chi discute sul riscaldamento globale


Il clima (politico) si scalda ancora una volta per il dibattito sul riscaldamento globale antropico. A Lodi il vicesindaco Lorenzo Maggi condivide su Facebook un articolo di Franco Battaglia sul riscaldamento globale e subito scatta un'interpellanza. Adesso Maggi è chiamato a rispondere in Consiglio per diffusione di "fake news".


Il clima (politico) si scalda ancora una volta per il dibattito sul riscaldamento globale antropico (provocato dall’uomo).


E si scalda ancora una volta nel Comune di Lodi, che ormai sembra abbonato alle polemiche, dopo la vicenda delle mense scolastiche “chiuse agli stranieri”.


Questa volta è stato l’assessore alla Cultura, nonché vicesindaco della cittadina lombarda, Lorenzo Maggi, a condividere sulla sua pagina Facebook un articolo di Franco Battaglia, dove si fa presente che la teoria del riscaldamento globale antropico, ora condivisa dalla maggioranza degli scienziati non è comunque un dogma di fede.


E’ e resta una teoria scientifica e come tale può essere falsificata da prove contrarie. Già che c’è, il professor Battaglia elenca le prove contrarie che confutano la teoria. Il solo fatto di aver condiviso sulla sua pagina Facebook questo articolo, pubblicato sul blog del giornalista Nicola Porro e su Il Giornale, ha innescato una polemica politica e ha fatto partire un’interpellanza. Perché si può discutere su qualsiasi cosa, ma non sul riscaldamento globale.


L’interpellanza è del consigliere comunale di opposizione Stefano Caserini (di 110&Lodi), del 14 maggio. E’ interessante esaminare il linguaggio con cui è stata formulata. Prima di tutto, nelle condizioni elencate per motivare l’interpellanza si legge che riguarda il “rilancio da parte dell’Assessore alla Cultura del Comune di Lodi di tesi palesemente infondate che negano il cambiamento climatico e le responsabilità delle attività umane”.


Sul contenuto del pezzo del professor Battaglia, il consiglieri non ha remore nel dire: “Detto articolo contiene palesi stupidaggini inerenti la scienza del clima e in generale il metodo scientifico, nonché dati sbagliati e tesi false, facilmente verificabili con un minimo di approfondimento della materia”. Sul suo autore: “l’autore di questa tesi è un docente universitario senza alcuna pubblicazione scientifica in campo climatico o anche solo ambientale, nonché con una produzione scientifica complessiva estremamente scarsa, e che in passato è stato autore di tante altre tesi infondate ed errori clamorosi sul tema del cambiamento climatico”.


Interessante notare anche che Battaglia ha scritto il suo pezzo proprio per contraddire la “democraticità” della scienza: anche se una tesi è sostenuta dalla maggioranza dei climatologi, non è detto che sia giusta. A stabilire cosa sia giusto e cosa no, nella scienza, sono i fatti, non la maggioranza. Eppure il consigliere Caserini, per attaccare Battaglia, si rifà ancora al criterio della maggioranza (anzi, in questo caso, dell’unanimità): “le Accademie delle Scienze di tutto il mondo hanno riconosciuto l’esistenza delle responsabilità umane sui cambiamenti climatici, sulla base di decine di migliaia di studi, analisi e misurazioni che si accumulano ormai da più di 70 anni, controllati e accettati dagli scienziati esperti di questi temi”.


Per questi motivi, viene invocata esplicitamente la censura: “è necessario contrastare la disinformazione e la circolazione di ‘fake-news’ su una questione di così grande rilevanza ambientale, politica e sociale, definita in una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Lodi ‘la più grande emergenza ambientale di questo secolo, con conseguenze anche per decine di generazioni future’”. E si condanna l’operato del vicesindaco (una condivisione su Facebook, in un profilo in cui vengono condivisi mediamente 4, 5 articoli al giorno): “la propaganda di tesi infondate e risibili sulla questione climatica da parte dell’assessore alla Cultura della città di Lodi è un motivo di imbarazzo se non vergogna per chi ha cuore la credibilità delle istituzioni lodigiane”.


Per questo si chiede una sorta di pubblica abiura in aula. Si chiede, fra le altre cose: “Se l‘Assessore non ritenga necessario informarsi o studiare i temi di rilevanza per la comunità al fine di evitare di diffondere disinformazione su una questione di grande importanza, e su cui il Consiglio comunale di Lodi ha impegnato la Giunta ad agire”. E “se l’Assessore ritenga corretto dare spazio e invitare a leggere anche gli articoli che sostengono che i vaccini provochino l’autismo o che la Terra sia piatta”.


Informato sui fatti di Lodi, Franco Battaglia ha scritto una sua risposta, una lettera che ha inviato al sindaco di Lodi e all’assessore alla Cultura. “Trovo curioso che nel vostro Comune un Assessore non possa segnalare ai propri amici quel che gli pare”, sostiene Battaglia, prima di tutto. Sull’attacco a testa bassa del consigliere d’opposizione: “Caserini afferma che il mio articolo conterrebbe ‘stupidaggini’, dati sbagliati e tesi false. Ma non dice quali”. “È bene essere consapevoli che il metodo scientifico impone che ciò che promuove una congettura a rango di teoria scientifica consolidata non è né il numero né la qualità di chi quella congettura promuove, ma, ripeto, i fatti.


Ciò che dicono le Accademie scientifiche di tutto il mondo non ha alcun rilievo. O meglio: il metodo scientifico impone che è illegittimo addurre a ‘prova’ della validità scientifica di una congettura la circostanza che essa è sostenuta dalla maggioranza, o anche dalla totalità degli scienziati o da tutti i premi Nobel. Ai tempi di Galileo la quasi totalità della comunità scientifica sosteneva la congettura della Terra ferma al centro dell’universo, e ai tempi di Einstein la totalità della comunità scientifica sosteneva l’assolutezza dello scandire del tempo”. Se il criterio della maggioranza non è sufficiente a validare una teoria, nel caso del riscaldamento globale antropico (Rga) non c’è unanimità:


“Si dà il caso che nel 2007 il fisico F. Seitz, presidente della National Academy of Sciences americana, fu promotore e primo firmatario di una petizione, poi firmata da migliaia di scienziati studiosi del clima, che denunciava l’inconsistenza della congettura Rga”.


Il problema, però, è che non se ne può proprio discutere. La reazione politica ad un pezzo condiviso su un social network è lì a dimostrarlo. Questo succede, quando la scienza diventa una fede e una teoria è assunta come dogma.


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