L'Auto Europea del Futuro

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L’Auto Europea del Futuro


Senza troppo clamore sui media italiani ( con molta più attenzione per ovvi motivi sui media tedeschi) l’Unione Europea ha fissato i limiti medi di emissione di CO2 per automobili e furgoni (Van), non c’è ancora un nome per le nuove normative ( facciamo Euro 7, 8, 9?) tuttavia esiste una regola generale.


In media le singole case automobilistiche devono produrre e vendere un parco auto nuovo che ha i seguenti limiti di emissione media (link):


  • dal 2021 95 gr./km di Co2
  • dal 2025 80gr./km di Co2
  • dal 2030 59gr./km di C02

Il tutto misurato con le nuove norme anti frode e in condizione reale WLTP (al banco) e RDE (su strada).


Per curiosità mi sono andato a guardare le emissioni di C02 della mia Volvo XC60 d4d (2000cc Turbodiersel) e ho trovato 142gr./km utilizzando la metodologia usata dal sito inglese Next Green Car il quale applica una rettifica ai dati ufficiali a seconda dell’anno di immatricolazione ( gli Euro 6 sono i più taroccati con discrepanza di circa il 39%)


I limiti generali Europei sulla CO2 possono essere inaspriti e integrati a livello locale con altri limiti magari sugli NOx dunque ci saranno zone che potrebbero interdire la circolazione a Diesel Euro 7,8,9.


Le case automobilistiche che sforano il limite medio sul parco auto venduto in Europa devono comprare diritti di emissione i cui proventi dovrebbero essere re-investiti in tecnologie di riduzione delle emissioni di C02.



Cosa significa per la più grande industria e ingegneria automobilistica del pianeta ( ovvero quella dell’Unione Europea) ?


Significa che:


  1. I motori Diesel sono destinati a sopravvivere  e dominare ancora anche se in forma sempre più evoluta e sofisticata ( ho parlato della tedesca MWI qui) insieme con sistemi di recupero elettrico dell’energia in frenata (sistemi ibridi magari in variante Plug-in per fare gli eco-fighetti)
  2. I motori a Benzina devono evolvere molto più dei motori Diesel per colmare il gap di emissione di CO2 ( interessante Mazda Skyactive X) e dunque faranno più fatica a mantenere il passo
  3. Le industrie Europee per stare dentro i limiti medi sull’intera gamma venduta dovranno sia vendere automobili di piccola taglia ( a bassa emissione per il basso peso) che cercare di spingere su qualche modello elettrico, ma senza troppa fretta. In questo senso la FCA potrebbe essere una preda appetibile per chi produce auto di media-grossa taglia.
  4. Quasi tutte le industrie automobilistiche non Europee avranno forti difficoltà di accesso al mercato dell’Unione perché non dispongono di tecnologia Diesel, il quadro cambierà con l’arrivo di modelli full-electric di massa tuttavia parliamo di un orizzonte di oltre 10 anni (probabilmente 15)

In termini pratici la mia prossima “automobile per fare i chilometri” (2020/21), in termini di meccanica e consumi sarà:


  • Di certo non elettrica
  • Sicuramente ibrida
  • Probabilmente Diesel
  • Più leggera di quella che ho oggi

Due parole d’obbligo sulla (PFB) Puffetta Frangiscroto Biodegradbile, dite che è un caso se proprio quando vengono definiti i nuovi standard Europei viene fuori la PFB?


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