GRETINI FATTI A MAGLIE

Riceviamo e pubblichiamo da Maria Giovanna Maglie: dagospia.com

GRETINI FATTI A MAGLIE -  PAPA FRANCESCO: GRETA “VAI AVANTI” -  “CHE A ME ME VIE’ DA RIDE'”


Riceviamo e pubblichiamo da Maria Giovanna Maglie:


Caro Dago, Greta io l'adoro.


Desidero tranquillizzare te e I tuoi numerosissimi lettori che non ho intenzione di investire qualcuno con l'automobile nei prossimi tre giorni, e che per evitare qualsiasi tentazione ho consegnato le chiavi al mio consorte.


Come sai, perché hai pubblicato la notizia, anzi il vero e proprio scoop di Pietrangelo Buttafuoco per il Fatto Quotidiano, sono in predicato di essere nominata ambasciatore a Washington, nella prospettiva, come da richiesta e desiderata del Presidente degli Stati Uniti, di diventare in seguito governatore del libero stato sovranista di New York.


Non posso in questa fase quindi commettere errori di intemperanza qualsivoglia, come quelli ai quali mi sono abbandonata in passato, commentando malignamente sul vincitore di Sanremo ed anche e soprattutto su Greta Thunberg.


Il primo commento mi è costato la mitologica striscia post TG1, così mi hanno spiegato, il secondo non vorrei che mi costasse Villa Firenze, sontuosa dimora dell'ambasciatore italiano attualmente occupata da sua eccellenza Varricchio, che un po' la gestisce come un bunker di Rignano sull'Arno.


Prendo percio’ lezioni di galateo diplomatico da Buttafuoco, mio mentore e sodale dai tempi del Foglio che fu e non è più.


Egli mi ha messo sull'avviso di non illudermi che la raccomandazione forte di Donald Trump sia sufficiente a salvarmi degli obblighi convenzionali.


E’ vero che la giovane Greta non vuole avere niente a che fare col presidente degli Stati Uniti, che ha dichiarato di non avere tempo né voglia di incontrare, e pazienza se qualcuno dovrà spiegarle che costui corre il rischio di essere rieletto nel 2020 per altri 4 anni.


È vero anche che le regole delle feluche restano ferree, in testa c'e’ “ Mai dire la verità quando si può ricorrere a una graziosa bugia”, seguita da “Mai dire una cosa di significato chiaro quando se ne può dire una che tutti possono interpretare a modo loro”. Sono concetti duri ma mi devono entrare in testa.


 Sosterrò quindi che l'intero movimento di Greta e intorno a Greta e’ del tutto spontaneo e non a scopo di lucro. Che è una pura coincidenza che la sua mamma e nota cantante, Malena Ernman, abbia quattro giorni dopo la prima protesta organizzata della figlia pubblicato un libro che si chiama “scene dal cuore” sulla scelta ecologista. Come è una casualità che a breve distanza sia arrivato il libro di Greta medesima, ovvero “la nostra casa è in fiamme”.


Dirò di essere stata febbricitante quando ho sostenuto che dietro Greta c’'è il signor: Ingmar Rentzhog, proprietario della startup We Do not Have Time,( che e’ poi l'abituale slogan spaventoso e spaventato utilizzato dalla ragazza,” non abbiamo tempo”), nel cui board compare anche Greta, e che in pochi giorni ha raccolto 2,8 milioni di euro, e fornisce servizi sui cambiamenti climatici. Non è vero niente.


Come non è vero che lo stesso .Rentzhog sia pure il presidente del think tank Global Utmaning, fondato da Kristina Persson, ex ministro socialdemocratico svedese dello Sviluppo, con lo scopo di contrastare nazionalismo e sovranismo intervenendo nella campagna elettorale per le prossime europee del 26 maggio.


 Perciò Greta a parlare a Strasburgo sotto l'occhio umido del presidente Antonio Tajani mica ci è andata per fare campagna elettorale, mi era venuto in mente non si sa come prima di avviare il mio personale processo di redenzione. Com'è lo slogan? Piangete per Notre Dame, che si ricostruisce, e non vi preoccupate per la nostra casa che sta crollando, che è sempre il titolo del libro, sempre per puro caso. Che lezione per i parlamentari europei!


greta thunberg in treno col suo pranzo per niente eco-friendly
È stato bello osservare l'afflato tra Greta e il presidente Tajani. Lui ha detto che “Greta ha mobilitato milioni di persone per difendere l'ambiente. Le ho raccontato tutto quello che l'Unione Europea sta facendo” e qui si capisce quanto sono diventati amichetti, che fa piacere. Poi ha precisato: “Mentre altre grandi potenze si defilano da questa battaglia cruciale, l'Unione Europea mantiene la barra dritta”, e qui si capisce che anche lui a Trump non saprebbe cosa dire semmai lo incontrasse.


 Più sobria ma bella la frase che a Greta in udienza, con un giovanotto che le reggeva il parasole, ha dedicato Papa Francesco, che le ha detto “Vai avanti”. Se non avessi avviato il mio percorso diplomatico, mi sarebbe venuto in mente di aggiungere “che a me me vie’ da ride'”, come si usa in maniera irriverente a Roma. Nunca mas!


 Sono anche molto lieta che Greta domani sia ricevuta per un convegno al Senato della presidente Elisabetta Alberti Casellati, che una lunga militanza in Forza Italia ha convinto del sostegno all'ecologia, all’ ambientalismo, credo anche alla decrescita felice.


Infine mi congratulo per il grande incontro di venerdì con gli ambientalisti italiani in piazza del Popolo per «Fridays for future».


Sarà mia cura accorrere per avere l'occasione di guardare lo straordinario spettacolo offerto dalle strumentazioni elettriche del palco, allestito dalla Cgil, che saranno alimentate a pedalate, con 128 biciclette collegate a una dinamo. Straordinario, futurista, evocativo del futuro pulito e laborioso che ci attende. Il fisico purtroppo non mi assiste nel pedalare a lungo anch'io, ma sono certa che Pietrangelo Buttafuoco vorrà contribuire alla causa.


 Poi io espatrio, sia pur in obbediente rappresentanza, vado dal palazzinaro. Al mio mentore Pietrangelo l'America non è mai piaciuta, lo lascio con Greta.


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