Cosa Ŕ stato il medioevo. Contro le balle inventate da illuministi e marxismo

https://gloria.tv Di Agostino Nobile

Cosa è stato il medioevo. Contro le balle inventate da illuministi e marxismo



Vediamo brevissimamente i fatti storici.

Quando Alarico, re dei Visigoti, il 24 agosto 410 saccheggiò Roma, l’Impero crollò nella disorganizzazione e nella miseria, fu allora che le istituzioni della Chiesa si fecero carico di tutte le funzioni sociali.

Nel VI secolo san Benedetto, patrono d’Europa, creò quei monasteri che per secoli furono un sicuro rifugio per i bisognosi. I monaci non si limitavano all’accoglienza e alla preghiera, le loro invenzioni portarono sviluppo nei luoghi dove si insediavano.

La forma attuale del libro, il codex, nasce nel medioevo, negli scriptorium i monaci benedettini trascrissero Bibbie, ricopiarono i testi dei grandi scrittori greci e latini, gli scritti dei padri della Chiesa, opere di matematica, di medicina e di astronomia.

Se i nostri antenati avessero fatto una ricerca nelle biblioteche dei monaci, soprattutto nei monasteri irlandesi che non subirono le distruzioni dei barbari, non avrebbero aspettato l’arrivo degli arabi per scoprire alcuni testi dei maestri Greci.

Durante i “secoli bui” inventarono gli occhiali, che tra le altre cose allungarono la vita lavorativa degli artigiani, l’orologio, il mulino ad acqua, la carta realizzata meccanicamente, la tecnica di bonifica attraverso i mulini a vento, l’aratro con le ruote, che aumentarono notevolmente la produzione dei raccolti. Si costruirono bacini e laghi artificiali per l’allevamento dei pesci.

Attraverso l’invenzione del camino furono create le stufe e le fornaci. Alla bussola, inventata in Cina e utilizzata per i riti magici, in Europa aggiunsero il quadrante e il mirino utilizzandola per la navigazione; poco dopo crearono le carte nautiche. La notazione musicale, la polifonia e quindi l’armonia, il clavicordo, il clavicembalo e gli strumenti ad arco, la forma del romanzo, furono inventati nei “secoli bui”.

Nell’arte basterebbe ricordare l’architettura: le cattedrali romaniche e gotiche hanno arricchito di bellezza tutti gli angoli d’Europa. Nei “secoli bui” nacquero le prime Università, e se è vero che venivano gestite dai religiosi, è anche vero che chiunque poteva accedervi e rinunciare, eventualmente, alla vita religiosa. Oggi le università, gestite quasi tutte da laicisti, sono vere e proprie scuole ideologiche, senza dimenticare che le università più ambite se le può permettere solo chi ha un sostanzioso sostegno economico.

Dato che il cristianesimo proibisce l’aborto e l’abbandono dei neonati, nel medioevo furono creati i brefotrofi. Le “ruote degli esposti” poste all’esterno delle chiese e dei monasteri, servivano per lasciarvi quei neonati che altrimenti sarebbero stati uccisi o lasciati morire.

Oltre a provvedere ai poveri, alle vedove e agli stranieri, la Chiesa cattolica istituì gli ospedali, i ricoveri venivano ammessi anche nei monasteri e i monaci impararono a produrre medicinali a base di erbe.

La forza creativa, l’ingegno e la teologia medievale basata sulla razionalità e sull’uguaglianza morale, hanno prodotto il più straordinario sviluppo della storia. Le invenzioni e lo sviluppo che si ebbero in questi secoli dettero all’Europa l’impulso per divenire la prima potenza economica e scientifica mondiale.

Se nel basso evo avessero scoperto l’elettricità, probabilmente avremmo anticipato la tecnologica attuale di seicento anni (ma quando pensiamo ai guai che ha prodotto la TV, ringraziamo Dio che non sia stato così).

Anni fa, durante i primi viaggi nei paesi non cristiani mi sono chiesto come mai lo sviluppo ha avuto inizio in Europa e non, per esempio nella cultura induista, buddista o islamica? Leggendo i testi sacri di queste religioni ho avuto la risposta.

Per i cristiani, l’universo è creato da un Dio perfetto, e come tale non poteva creare un universo irrazionale o buttato lì con nonchalance, senza preoccuparsi dell’uomo. Se l’uomo è stato creato a immagine di Dio, significa che attraverso la razionalità può leggere l’opera del suo Creatore.

È per questo motivo che la Chiesa, fin dalla sua nascita, ha emarginato gli astrologi, gli alchimisti e i maghi, attività con le quali scientificamente e tecnologicamente l’uomo è rimasto al palo per migliaia di anni. Ha invece sovvenzionato e promosso la ricerca scientifica e la filosofia insegnandole nelle sue università. Ma sentiamo chi ne sa più di noi.

James Hannam
, dottore in Storia e Filosofia della Scienza presso l’Università di Cambridge, autore del saggio The Genesis of Science: How the Christian Middle Ages Launched the Scientific Revolution, selezionato per l’assegnazione del Royal Society Science Book Prize, afferma: «la Chiesa non ha mai insegnato che la Terra fosse piatta e, nel Medioevo, nessuno la pensava così, comunque. I Pontefici non hanno cercato di vietare nulla, né hanno scomunicato qualcuno per la cometa di Halley. Nessuno, sono lieto di dirlo, è stato mai bruciato sul rogo per le sue idee scientifiche. Eppure, tutte queste storie sono ancora regolarmente tirate fuori come esempio di intransigenza clericale nei confronti del progresso scientifico».

Fino alla Rivoluzione francese, continua lo storico «la Chiesa cattolica è stata lo sponsor principale della ricerca scientifica.

La Chiesa ha anche insistito sul fatto che la scienza e la matematica avrebbero dovuto essere obbligatorie nei programmi universitari. Nel XVII secolo, l’ordine dei Gesuiti era diventata la principale organizzazione scientifica in Europa, con la pubblicazione di migliaia di documenti e la diffusione di nuove scoperte in tutto il mondo. Le cattedrali sono state progettate anche come osservatori astronomici per la determinazione sempre più precisa del calendario».

Il fisico britannico Peter E. Hodgson (1928-2008), dell’University College London, afferma: «l’incarnazione di Cristo ha fornito ulteriori convinzioni per la scienza: ha spezzato l’idea che il tempo fosse ciclico, ha nobilitato la materia pensando che fosse adatta a formare il corpo e il sangue di Cristo; ha superato il panteismo, dichiarando che la materia è creata e non generata».

Tutte convinzioni «necessarie per lo sviluppo della scienza. […] i cristiani hanno sempre creduto che Dio ha creato l’universo e ordinato le leggi della natura. Studiare il mondo naturale significava ammirare l’opera di Dio. Questo “dovere religioso” ha ispirato la scienza quando c’erano pochi altri motivi per preoccuparsi di essa. È stata la fede che ha portato Copernico a respingere l’universo tolemaico, a spingere Keplero a scoprire la costituzione del sistema solare, e che convinse Maxwell dell’elettromagnetismo».

Albert Einstein (1879-1955): «La scienza contrariamente ad un’opinione diffusa, non elimina Dio. La fisica deve addirittura perseguitare finalità teologiche, poiché deve proporsi non solo di sapere com’è la natura, ma anche di sapere perché la natura è così e non in un’altra maniera, con l’intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sé altre scelte quando creò il mondo» (citato in Holdon, “The Advancemente of Science and Its Burdens”, Cambridge University Press 1986).

Non sono solo gli occidentali che la pensano così. Nel suo “La vittoria della ragione”, Rodney Stark (non cattolico, N.D.R.) conclude la sua straordinaria ricerca – che consigliamo vivamente – riportando la dichiarazione di uno dei più prestigiosi intellettuali cinesi:

«Una delle cose che ci è stato chiesto d’indagare è che cosa ha permesso il successo, o meglio, il primato dell’occidente su tutto il resto del mondo. Abbiamo studiato tutte le possibilità da un punto di vista storico, politico, economico e culturale. All’inizio abbiamo pensato che fosse perché voi avevate armi più potenti delle nostre. Poi abbiamo ritenuto che voi aveste un sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi venti anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Ecco perché l’occidente è così potente. Le basi morali cristiane della vita sociale e culturale sono state ciò che ha permesso l’emergere del capitalismo e poi la riuscita transizione verso le politiche democratiche. Non abbiamo alcun dubbio in proposito».

Dopo tutto quello che abbiamo ricordato, oggi gli esponenti di tutte le minoranze, femministe, omosessuali, terzomondisti, pacifisti, contestatori professionisti, scienziati repressi, umanisti, filosofi, ecologisti, animalisti e scontenti di ogni risma, sono contro la Chiesa e la sua storia.

Ma i moralisti laicisti cosa hanno fatto? Diamo un piccolo assaggio di quei “miracoli” realizzati da chi accusa la Chiesa.

Nel medioevo era vietato combattere le guerre nelle città e tra i civili, ma se i governanti volevano proprio scannarsi, potevano farlo nei “campi di battaglia”, fuori dalle città. Ancora oggi i luoghi di scontro si chiamano così, ma in modo inappropriato.

A partire dagli scismatici luterani e poi con la Rivoluzione francese, nei conflitti si è iniziato a sterminare donne, uomini e bambini indifesi.

Nel secolo scorso i figli delle ideologie atee hanno massacrato nelle forme più orrende milioni di esseri umani, hanno raso al suolo intere città, ospedali, scuole, strade e ponti, tutto ridotto in polvere dai bombardamenti indiscriminati.

La schiavitù, scomparsa quasi del tutto nel medioevo, è riapparsa dopo quel Rinascimento che pensava più all’uomo che a Dio. Oggi il traffico di schiavi e della prostituzione, ramificato su tutto il pianeta, è un mercato talmente redditizio che potrebbe essere quotato nelle borse internazionali.

A questo sommiamo le attuali e interminabili guerre e guerriglie, il traffico di organi umani, la droga che devasta la vita a milioni di esseri umani, l’aborto, l’eutanasia, l’omosessualizzazione dei bambini, etc.

Se il mondo dovesse progredire riaccogliendo i valori cristiani, molto probabilmente gli storici futuri utilizzeranno la definizione “secoli bui” per indicare la storia atea degli ultimi secoli.

[Ps. In questo articolo non menziono due giganti del medioevo come san Tommaso d’Aquino e il padre della lingua italiana Dante Alighieri, perché presenti in altri articoli del libro.]

Agostino Nobile


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