Ultimi Rantoli

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L’Italia pare orientata ad aderire all’iniziativa cinese conosciuta come OBOR (One Belt Road) ovvero il sistema logistico che unisce Cina, Russia, Africa ed Europa.



Gli Stati Uniti sia direttamente sia politicamente richiamando all’ordine la Lega (attraverso Giorgetti) hanno fatto chiaramente intendere che non gradiscono questo tipo di intesa.


Ufficialmente le ragioni americane sono quelle tipiche di Hollywood, ovvero americani buoni e amici che non rubano i dati (si come no…), contratti, brevetti. Cinesi brutti e cattivi le nuove cavallette del millennio.


In gioco in realtà c’è come al solito sempre lo stesso problema: le valute di denominazione per l’enorme interscambio commerciale fra i paesi che aderiscono alla One Belt Road.


Se guardate le cartina e immaginate che in un futuro prossimo l’aumentare dell’interscambio e dei rapporti sociali fra i vari paesi toccati dall’infrastruttura, non ci vuole un genio per capire che a breve verrà richiesto e ottenuto dalla Cina un sempre maggiore peso dello Yuan come moneta di interscambio a discapito del dollaro. Oltre a questo gli americani hanno notato che ogni singolo paese su cui passano queste rotte commerciali “tende” ad appoggiare le politiche di potenza Cinesi nel mondo, ad esempio quando si deve votare all’Onu.


Non so bene come andrà a questo “giro” con l’Italia, tuttavia per certo la partita globale per contenere la Cina gli americani la hanno già persa tanto che non è più una questione di se ma solo di “quando” questa infrastruttura verrà completata e in seconda analisi “quando” avverrà una notevole riduzione del dollaro come valuta di interscambio globale dominante.


Stiamo assistendo agli ultimi rantoli di una potenza globale in declino, che comunque rimarrà importante anche in questo secolo ma dovrà accomodarsi al tavolo come potenza regionale. Il “New American Century” teorizzato dai NeoCon non avverrà. Punto.


Trump attraverso una ondata di protezionismo sta cercando di arginare un fatto: l’America non è competitiva. Ovunque esistano protocolli di libero scambio finisce che gli americani preferisco i prodotti (senza dazi) fatti all’estero rispetto a quelli fatti in casa loro.


Concludo facendo notare che una parte delle One Belt Road passa per la Germania e ci sono già trattative con Francia e Spagna. La differenza è che l’Italia ha deciso di ufficializzare, per prima, la necessità di spostare gli equilibri geopolitici verso la Cina a discapito degli anglosassoni.


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