LA NEOCHIESA SI FA' PARTITO

Maurizio Blondet

LA NEOCHIESA SI FA’ PARTITO






CARITA’ SELETTIVA – anzi, Caritas


Milano: 61 milioni di euro spartiti fra 5 enti, 24 milioni alla Carita$


Come scrive Chiara Campo sul Giornale, dal 2011 al 2015 la giunta Pisapia ha diviso oltre 61 milioni di euro di fondi pubblici (comunali o dello Stato) destinati alla gestione dell’emergenza profughi solo tra cinque associazioni. La parte maggiore è andata a Farsi Prossimo, promossa dalla Caritas (24,5 milioni alla cooperativa e 11,7 al consorzio). Oltre 18,5 milioni alla fondazione Progetto Arca, circa 4,7 alla Casa della Carità di don Virginio Colmegna (il suo braccio destro Maria Grazia Guida è stata anche vicesindaco nei primi due anni di mandato), 631.876 euro all’associazione Sviluppo e Promozione. Una quota minore ai City Angels (64mila euro) e altri 916.235 euro del Servizio politiche immigrazione divisi tra Fondazione fratelli di San Francesco, Fondazione Don Gnocchi e ancora City Angels.


Sono fondi per l’accoglienza distribuiti quasi sempre senza bando pubblico ma con la formula della procedura negoziata, in pratica con assegnazione diretta”.


Milano: 61 milioni di euro spartiti fra 5 enti, 24 milioni alla Carita$



Bergoglio e la CEI sono corresponsabili oggettivi anche di questo:


PORTATE IN ITALIA E POI UCCISE PER VENDERE GLI ORGANI: L’FBI INDAGA IN CAMPANIA SUL TRAFFICO DELLE GIOVANI NIGERIANE




C’ è chi parte piena di speranze dall’ Africa e ricompare nelle città del nord Europa o sulla via Domitiana e c’ è chi, invece, una volta lasciato il proprio villaggio, sparisce nel nulla. La tratta degli esseri umani gestita dalla mafia nigeriana ha due finalità. Entrambe mostruose. Lo sfruttamento delle schiave del sesso, per le ragazze, e il traffico di organi che coinvolge sia uomini che donne. È su questo che lavora una task force internazionale che, dal mese di luglio, vede impegnate l’ Fbi, la polizia italiana, con lo Sco a coordinare i lavori delle squadre mobili di Caserta, Roma, Palermo e Torino e che, a breve, potrebbe vedere coinvolta anche la polizia canadese.


A


50 italiani chiedono asilo in chiesa, Caritas sbarra le porte: “Noi aiutiamo solo immigrati”, al freddo da 5 notti


Ormai da cinque giorni, una quarantina di persone – adulti e bambini – italiani, vivono sul sagrato del Duomo di Catania. Persone, italiani, che sono lì per chiedere a gran voce «che vengano mantenute le promesse che il sindaco Bianco, PD, ci ha fatto ormai quattro anni e mezzo fa – ha spiegato uno di loro, Salvatore Cutrona – ovvero case, lavoro, la sistemazione delle famiglie disagiate e dei quartieri stessi. Bianco è stato eletto con i voti dei quartieri – ha proseguito Cutrona – infatti le 25 famiglie che protestano vengono da Librino, Pigno, Villaggio Sant’Agata, San Giorgio e San Cristoforo – promesse di cui abbiamo ancora le registrazioni, ma risultate fini a se stesse. Siamo qui da giorni senza mangiare né bere e siamo disperati: abbiamo chiesto più volte di essere ascoltati, ultima spiaggia era rivolgersi alla Chiesa, perché non abbiamo casa, tanto meno quelle promesse, e nessun posto dove andare».*


Ma anche la Chiesa li ha respinti


«Papa Giovanni aveva detto “aprite le porte, spalancate le porte di Dio”, monsignor Scionti le porte le ha chiuse – ha accusato Pietro Giglio – il parroco di Sant’Agata ha mostrato la sua diffidenza nei nostri confronti, ha negato le coperte ai bambini, ci ha buttato fuori, non ci ha neanche dato un bicchiere d’acqua per prendere le medicine».



(Siamo in mano ad elites criminali)




https://francais.rt.com/france/57519-climat-limiter-naissances-permettrait-mieux-accueillir-migrants-ex-depute-yves-cochet


Limiter nos naissances nous permettrait de mieux accueillir les migrants qui frappent à nos portes”




Il cardinale Sarah al congresso di Europa Christi ha ribadito “il diritto di ogni nazione di fare una distinzione fra un rifugiato politico” e “i migranti economici”. L’allarme: l’Europa ha reciso le sue radici cristiane e sta perdendo l’identità.


l cardinale guineano ha trattato del problema dei migranti, e dei rifugiati; e ha affermato che i leader mondiali non possono mettere in questione “Il diritto che ogni nazione ha di fare una distinzione fra un rifugiato politico o religioso”, che è obbligato a lasciare la sua terra, e “i migranti economici che vogliono cambiare il loro luogo di residenza” senza adattarsi alla nuova cultura in cui si trovano. “L’ideologia dell’individualismo liberale promuove una miscela che è destinata a erodere i confini naturali delle patrie e le culture, e conduce a un mondo post-nazionale e unidimensionale dove l’unica cosa che conta sono il consumo e la produzione. Ma questa direzione di sviluppo è inaccettabile”.


L’apostasia che l’Europa sta vivendo non può essere senza conseguenze


http://www.lanuovabq.it/it/sarah-denuncia-la-tranquilla-apostasia-delleuropa


L’alto clero che spregia  il soprannaturale,  disprezza  gli avvertimenti che   abbiamo ricevuto, e non si accorge  che sta facendo precipitare le conseguenze “viste” da Bruno Cornacchiola, il veggente delle Tre Fontane:



“Ho sognato che musulmani circondavano le chiese e chiudevano le porte e dai tetti gettavano benzina e davano fuoco, con dentro i fedeli in preghiera e tutto andava a fuoco” (21 luglio 1998)


“Mi trovo a San Pietro […] una folla di barbari correva dentro la basilica uccidendo chiunque incontrava. […]. Tutti i sacerdoti presenti erano con l’abito talare, ai lati del sagrato i vescovi erano a sinistra i cardinali a destra e pregavano in ginocchio col viso a terra” (10 febbraio 2000)

“Questa notte ho visto la basilica di San Pietro andare a fuoco” (26 gennaio 1996)


“Questa notte ho sofferto molto in sogno. C’era la guerra e gli stranieri invadevano l’Italia” (13 luglio 1998)


“Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio. Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta a un ammasso di rovine”.


Bruno Cornacchiola,  21 settembre 1988.


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