AI TEDESCHI (CIECHI) NON SPIACE LA LIQUIDAZIONE DI 'JUPITER'

Maurizio Blondet

AI TEDESCHI (CIECHI) NON SPIACE LA LIQUIDAZIONE DI “JUPITER”


Il che rivela un certo strano sollievo a Berlino: Macron avendo violato ancora una volta il  sacro  3%,  non dovremo più far finta di ascoltare le sue richieste di contribuire all’eurozona rendendo l’euro una vera moneta unica, ossia con i trasferimenti miliardari dalla Germania agli altri. La Francia ai nostri occhi è caduta nell’inferno  dei peccatori  senza voce in capitolo, i meridios che “spargono denaro” che non hanno per vivere sopra i propri mezzi.

Che poi non è  nemmeno vero, che Macron ha sparso soldi. Per esempio l’aumento di 100 euro al salario minimo non è  sostanzialmente  che un versamento anticipato di “aumenti già previsti del premio di attività, 30 euro per aprile 2019, 20 euro all’ottobre 2020, 20 euro l’ottobre 2021” (così FranceInfo), e il resto, defiscalizzazioni (cioè mancate detrazioni fiscali) sul premio di fine anno  e lo straordinario, e il non-aumento già in programma della contribuzione sociale sulle pensioni inferiori a 2000 euro.

Nozze coi fichi secchi per non superare il 3%, o almeno non di troppo, presenta dolo a Bruxelles come giustificato dallo “stato d’emergenza economica  e  sociale”.   In ogni caso,  le misure annunciate costerano fra 8 e 12 miliardi di euro; sforeranno? Dombrovskis  sibila un comunicato ufficioso : “La  commissione è vigile di fronte alle misure annunciate da Macron”.

Ciechi all’evidenza che  loro stessi, con questa durezza, segnano la condanna a morte di Jupiter.   Che i Gilet Gialli si contentino di quei quattro soldi è  ovviamente, altamente improbabile: quel che hanno gridato è “Macron Démission!”, un cambio di regime.  Qualcuno ha ricordato che anche Ceasescu, nel 1989, annunciò un misero aumenti dei salari, poco prima di essere rovesciato.

.


Petite devinette. Est-ce que vous savez ce que le dictateur Ceausescu à pris comme décision le 21 décembre 1989, quand la révolte populaire était déjà bien entamée? Je vous laisse le plaisir de regarder son dernier discours


Il politolo Eric Juillot  è rimasto colpito dal clima che ha respirato  nei crocicchi e nei rondò occupati da giorni dai Gilet Gialli: “Al di là della collera, la gioia che anima la gente, Come se il solo fatto di uscire da casa, occupare  lo spazio pubblico e attaccare conversazioni  di carattere politico con sconosciuti rappresentasse  già l’inizio di una rinascita. Questa esperienza è di un tipo in abituale: umana e vivente,  profonda per la sua manifestazione civica. Tutti i Gilet Gialli  sentono confusamente che   fanno di nuovo popolo  dopo decenni e decenni; ch un sistema da loro odiato, che credeva di averli vinti è di colpo delegittimato dalla loro comparsa; che da cittadini virtuali, chiamato ad esprimere la loro scelta prefabb

ricata in elezioni puntuali, adesso sono   ridiventati cittadini reali, atti a recitare la parte nella vita della città”. La protesta peri rincari del diesel non è che la causa occasione di “una collera vecchia di trent’anni. Trent’anni di frustrazione, risentimento e amarezza di fronte al declino della cosa  pubblica imposta a una Francia   reticente da governati conformisti a nome di un adattamento sena fine alla mondializzazione e alla sottomissione necessaria ad una costruzione europea che si è pretesa salvatrice”.

Ciò ricorda molto da vicino il “1788”  anno delle proteste per  i rincari del pane. Oggi come allora,  “un regime oligarchico sclerotico e cieco si  taglia fuori dal popolo senza nemmeno rendersene conto”.

Altra similitudine, un numero di  “intellectuels”  (una  figura a noi inesistente, pensate che per noi”intellettuale” è Saviano, o la Gruber) si schiera   con la sua cultura e le sue conoscenze rispettate, al popolo, e  ne scrive i ”cahiers de doléances”,  sottolineandone  ed alzandone  il livello politico  all’essenziale.

“L’euro, causa prima del Gilet Gialli” è uno di questi manifesti, firmato da una ventina di intellettuali.

“L’impoverimento del più gran numero,  proviene direttamente dal dalle politiche messe in tatto per tentare  di salvare questo progetto –  progetto patente e riconosciuto dalla maggior parte degli economisti competenti –  per salvare ad ogni costo la moneta. Si tratta delle politiche di bilancio ai rialzo delle imposte e di taglio degli investimenti pubblici imposto dalla Commissione di Bruxelles –  al prezzo  della “svalutazione interna”, ossia del  calo drastico dei redditi,  associato allo strangolamento della domanda interna.  Queste  misure hanno prodotto un collasso drammatico della produzione nei paesi dell’Europa del Sud e un tasso di disoccupazione che resta elevatissimo, nonostante l’esodo massiccio delle forze vive e giovani di questi paesi.

“La zona euro è ormai quella  dove la crescita economica è la più debole del mondo. Le divergenze tra i paesi membri, lungi dall’essersi ridotte, si sono largamente anticipate.  Invece di favorire la fioritura di un mercato europeo dei capitali, la moneta unica s’è accompagnata ad una crescita dell’indebitamento pubblico e privato della maggior parte delle  nazioni. E contemporaneamente, l’esistenza dell’euro è diventato un tabù assoluto – si  dipingono quadri apocalittici della situazione economica in caso di uscita,  allo scopo di far paura ai francesi  che non  hanno approfondito il tema”.

“Anche se lo  ignorano forse loro stessi, è contro Bruxelles   che i Gilet Gialli si sono rivoltati”.


Seguono le firme

https://www.les-crises.fr/lexistence-de-leuro-cause-premiere-des-gilets-jaunes-tribune-de-todd-sapir-gomez-rosa-hureaux-werrebrouck/


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I pi¨ letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext