Il piano energetico svizzero spiega il disastro energetico italiano

29/9/2012 di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI lindipendenza.com

Sul Corriere del Ticino del 25settembre scorso, ho letto, in un articolo a firma Marco Bigatto, Direttore  Generale AIL, presidente ESI le ipotesi fatte da un nutrito Comitato di studi onde verificare la possibilità di sostituire il 40% di energia prodotta in Svizzera dalle centrali nucleari. Questo per verificare i risultati di una (forse un po' troppo avventata ) decisione politica.


Il primo scenario prevede di realizzare, entro il 2050, quanto segue:  600 centrali eoliche, 5 centrali idroelettriche, pannelli solari per una superficie pari a 700 stadi di calcio (4.900.000 mq escluse le tribune), oltre a 8 centrali termoelettriche a gas (accettandone le emissioni nocive residue a valle dei filtri). Costo totale dell'operazione 118 MLD di franchi (98 MLD di euro) e un prezzo della corrente elettrica, per l'utente finale, maggiorato del 30% (circa 22 €/KWh). Lo scenario più estremo prevede un radicale cambiamento di abitudini dei consumi elettrici (radicali vuol dire ad esempio che la massaia dovrà tornare a lavare i panni a mano ed i cittadini dovranno scordarsi ventilatori, e aria condizionata), la realizzazione di 1250 centrali eoliche, 10 centrali idroelettriche e pannelli Fotovoltaici pari a 11.000 stadi di calcio. Nessuna centrale a gas! Quindi niente inquinamento aggiuntivo. Spesa totale 150 MLD di franchi con un "piccolo" aumento del prezzo dell'energia pari al 75%  (31 €/KWh).


Su questi dati si dovrebbe lungamente ragionare:

1- In Italia si  blatera senza costrutto: nucleare sì, nucleare no e FV sì Fv no, ma nessuno, dico nessuno studia un qualcosa di scientificamente e tecnicamente fondato per risolvere, almeno in parte l'annoso problema energetico italiano. Continuano a chiudere aziende a causa dell'elevato costo dell'energia e se ne fa un problema puramente sindacale. Produzione di leghe ferrose, alluminio primario hanno già chiuso, e presto a seguire la stessa sorte toccherà al settore del trattamento di filati e tessuti.


2- Alcuni punti del piano elvetico dovrebbero essere oggetto di profonda meditazione. Per queste ragioni:

a- Il piano studia la realizzazione possibile entro il 2050 sottolineo "entro il 2050″, mentre in Italia si pensa al più  alle elezioni della prossima primavera;

b-  La situazione generale è la seguente:

Energia da fonti petrolifereEnergia da fonti idroelettricheEnergia da fonti rinnovabiliEnergia da fonte nucleare
SVIZZERA50%10%40%
ITALIA80%15%5%

Il piano elvetico si occupa di valutare la possibilità di sostituzione del 40% dell'energia prodotta,ossia quella relativa al settore nucleare,  mentre l'Italia si dovrebbe occupare di quale settore, dato che idroelettriche e rinnovabili offrono piccolissimo spazio di espansione?

Evidentemente di rilevante parte dell'80% di energia da fonti petrolifere tenuto tra l'altro conto del fatto che gli ineffabili ambientalisti italici negano e osteggiano l'utilizzo di fonti petrolifere locali;

c- Il consumo totale di energia della Svizzera ammonta a 44.570 GWh/anno. Il consumo italiano, per la parte prodotta con combustibili petroliferi è di circa  200.000 GWh , ossia poco meno di  5 volte tanto.

d- Utilizzando i dati ineccepibili sopra forniti, lascio a voi valutare i futuri costi energetici per l'Italia.


Ma la cosa più importante sono le ostriche e le tette delle principesse e delle attrici, nonché, more solito, il campionato di calcio, che ormai non è nemmeno più il più bello del mondo...


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