SALVINI, OSSIA IL TORTO DI AVER RAGIONE. Non sarà perdonato.

Maurizio Blondet

SALVINI, OSSIA IL TORTO DI AVER RAGIONE. Non sarà perdonato.



In Italia “le cose vanno selvaggiamente”  (Irlmaer)


Salvini si è messo nei guai veramente con la sua dichiarazione su Facebook. Non mi sembra se ne renda conto. Forse non conosce appieno il potere in mano alla casta giudiziaria, che ha così esplicitamente sfidato. Un potere di triturare un uomo fino  alla morte, di fronte al quale non c’è scudo. Non certo nel voto degli elettori.


Forse era troppo giovane ai tempi di Enzo  Tortora  e dei tanti “suicidi” in carcere al tempo di Mani Pulite. O   non ricorda  decenni in cui  hanno triturato Andreotti con un pentito,   che lo acusava di afer “baciato Riina”.


Salvini si è posto nella  classica  situazione di essersi messo dalla parte del torto pur avendo sostanzialmente, profondamente ragione.   Questa è la situazione preferita dalla magistratura quando ti ha scelto come nemico, perché la “legge” vive di forma e non  di sostanza.


Nel suo linguaggio da “giovane”, poco sottile  e poco articolato  nlla sfera leguleia, Salvini intendeva dire una cosa che i suoi seguaci hanno capito al volo: voi magistrati  avete dimostrato di non essere   “terzi”; avete ostentato il  vostro essere “di  parte”; insomma vi comportate contro la Lega e contro di me non come un ordine neutrale, ma  come un partito avverso. Ora, io vi dico:  visto che siete un partito, fatevi votare,  come   io sono stato votato. Combattete ad armi pari.


Che i magistrati –   almeno quelli che hanno perseguito Salvini – siano “di parte”,   è perfino  inutile farlo notare, tanto è evidente.   Il pm di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha incriminato Salvini per i “sequestrati” della Diciotti,  è stato fotografato  mentre partecipa a un incontro preseiduto da Matteo Renzi e dal suo ministro della Giustizia, Orlando (e dopo, Renzi profetizzò che Salvini sarebeb caduto “per via giudiziaria”). Niente di male, si sono subito affrettati a  dire  i media. Io sono abbastanza vecchio da ricordare un tempo in cui un magistrato, specie  in provincia, non partecipava a  feste  e  inviti di persone importanti, ancor meno politici, perché non si potesse sospettare che  era “amico” di gente che, magari, avrebbe dovuto inquisire.


Lo so, sembra impossibile, ma c’è stato un tempo in cui i magistrati sapevano che la loro funzione esigeva questo appartarsi ascetico:  per la salvaguardia dell’autorità,  che è cosa molto diversa dal potere, e della dignità dell’Ordine.  Era prima dell’avanzameno automatico nelle carriere .  Non a caso “Ordine” si  chiamava quello giudiziario, un ricordo di una laica investitura  sacerdotale.  I magistrati d’oggi   si sono conquistati la prerogativa di giocare su tutti i tavoli:  lasciare i tribunali per farsi eleggere in un partito, poi tornare  in aula come giudicanti o accusatori, fare comunella con  amici di  partito e anche  con avvocati, diventare addetti di un ministro e poi tornare procuratori. Ebbene: questo è patologico, ed è per questo che noi italiani   dei giudici abbiamo paura, non rispetto.


La  parzialità del  pm Patronaggio è dimostrata da altri fatti,  molto più gravi   a  mio giudizio ddella foto con Renzi.  Abbiamo visto che l’avviso che ha mandato a Salvini contiene una sola accusa, il sequestro di persona.


E’ una salutare diminuzione. Perché, secondo Repubblica, alla Procura di Palermo il Patronaggio aveva mandato  una memoria in cui aveva accumulato una dozzina di capi d’importazione contro Salvini.  Riporto:


Articolo 289 ter del codice penale. “Sequestro a scopo di coazione”.   Per “costringere” l’Unione Europea alla redistribuzione dei migranti contro la convenzione di Dublino.


Articolo 605. “Sequestro di persona”. Articolo 606, “Arresto illegale”.


articolo 328 .Articolo 323. Abuso d’ufficio.


Violazione, inoltre, dell’ “articolo 5 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. “Nessuno può essere privato della sua libertà”,  e quindi  dell’art. 13 della Costituzione (“La libertà personale è inviolabile”), e   dell’’articolo 10 comma tre della Costituzione, che prevede il diritto di asilo allo straniero “al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche”.


Non basta ancora. Patronaggio voleva accusare Salvini anche di “violazione del Regolamento di Dublino del 2013, che stabilisce i criteri per le richieste di “protezione internazionale”.  Dell’articolo 10 ter del Testo unico sull’immigrazione: il quale prevede che i migranti vengano “tempestivamente informati” del diritto all’asilo. Dell’articolo 47 della legge 7 aprile 2017 (Legge Zampa), che prevede il rilascio del permesso di soggiorno ai minori non accompagnati.  Dell’articolo 60 della Convenzione di Istanbul e l’articolo 7 del decreto legislativo del 19/11/2007, numero 251: norme che prevedono la massima tutela per le donne che hanno subito violenza. Infine, il delitto di non aver indicato subito il porto di sbarco,  previsto da norme internazionali, come il “Safety of life” del 1974, ma anche dalla procedura di coordinamento fra Viminale e Guardia costiera (la “Sop 009/2015”).


Il codice usato come mitraglia


E’ evidente da questa serqua che il pm,  contro Salvini, ha voluto usare  il codice penale come un randello  in una rissa;  più precisamente come una mitragliatrice o – se vogliamo –  un  fucile a pallettoni:  gli sparo tutta la mitraglia, qualche spezzone lo beccherà.  La pretestuosità  della massima parte  di tali accuse è stata poi  comprovata dal fatto che i poveri profughi clandestinis enza documenti,   se la sono squagliata dal centro d’accoglienza, e la UE ha rimproverato l’Italia per questo dicendo che andavano detenuti in centri chiusi.  Patronaggio  poi, passata   la rabbia, ha contenuto   la mitraglia ad una sola accusa mirata. Bene così,ma è  stato evidente che ha agito  per animosità di fazione.  Impulsivamente, come ha agito Salvini: ma a un magistrato l’impulsività non produce danni, al politico sì.


La parzialità –  nel senso di essere di parte, politicamente aderente a fazione – del procuratore di Genova Francesco Cozzi, che “dà la caccia” ai 46 o 49 milioni della Lega  (che non sono mai esistiti)


https://www.liberoquotidiano.it/news/opinioni/13359092/franco-bechis-49-milioni-euro-della-lega-non-sono-mai-esistiti.html


non ha nemmeno bisogno di essere intuita, perché è scritta nella sua biografia: è stato direttore dell’ufficio dei rapporti con il Parlamento per un ministro del governo Prodi (1996-98),   l’allora ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick,   che dell’indipendenza dell’ordine giudiziaria fece strame quando fece ri-arrestare Eric Priebke nel 1996, dopo  che costui era stato assolto dal tribunale militare. Ed oggi Flick,  importante genovese, ha espresso un giudizio radicalmente negativo sul governo “del cambiamento”, con termini, usati da tutto   l’Establishment (da Amato, da Cacciari…) che  bollano questo governo come eversivo, illegittimo, da rovesciare  con ogni mezzo.


Procuratori da ricusare?


E’  un procuratore che i difensori della Lega potevano “ricusare”   – nella causa sui fondi della Lega    coin la motivazione che non appare credibilmente “terzo” ? Potevano invocare la”legittima suspicione”, ossia il  “legittimo sospetto che, nel corso di un processo, testimoni e giudici possano essere influenzati da circostanze ambientali”?  Non so abbastanza di legge per saperlo. Da cittadino, posso  attestare che ho avuto un “presentimento”  anche sulla causa che questo procuratore s’è trovato in mano, il collasso del ponte Morandi. Infatti dopo due settimane,  ha iscritto come indagati soprattutto dei dirigenti del Ministero Trasporti; e certo, alcuni singoli individui di Autostrade,  per omicidio”colposo”, reato comparabilmente lieve. Per Autostrade  (che  non ha nemmeno nominato) il pm  ha detto: «L’iscrizione avviene anche nei confronti di una società, c’è un’ipotesi di iscrizione per violazione delle legge 231»


Si tratta di “responsabilità amministrativa”,  una responsabilità secondo me minore  di quella  penale .  Mi pare un reato da Corte dei Conti.  Come ha detto lo stesso Cozzi, essa “ è ricollegata all’unico reato che può essere presupposto dalla 231, tra quelli per i quali c’è l’iscrizione, che èomicidio colposo con violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro».   Altri reati visibili ad occhio nudo, dalla segretezza del contratto di Concessione agli immensi profitti concessi da   governanti molto amici,  e alla riduzione all’osso   delle spese di manutenzione promesse e non adempiute, fino ai funzionari pubblici che vengono assunti con grossi stipendi da Atlantia –   su questi, cade l’amnesia.   I padroni se la cavano con  qualche risarcimento.


Ma torniamo al dunque. A Salvini che sfida questi magistrati dicendo, “io sono stato votato e  voi no”.  Intende dire: voi siete di parte, come sono di parte  io: ma io lo sono legittimamente, perché  mi sono esposto al suffragio popolare, voi no.


Ha ragione nella sostanza, ed è questo che suscita la sete disangue nella magistratura, che  sente come un delitto da punire.  Lesa maestà!  Ha smascherato la ipocrita finzione  di “terzietà”    della casta, ed  questo che essa non perdona, perché la colpisce nel potere indebito che ha conquistato da Mani Pulite: il  “potere ispettivo”  preventivo sulla società, gli agenti economici, la politica,  i governanti.


Che fa della magistratura il vero gruppo di governo:  deep state  improprio e indebito, “legale”  nella forma  e radicalmente anti-democratico, radicalmente ingiusto nella sostanza.


Quindi  Salvini è nei guai grossi. Perché  ha smascherato questa  finzione della magistratura “terza” e neutrale, significa averla controp con la rabbia che le ci fa’ paura, e  non aver più una difesa “legale” su cui contare e fidare.  Ha solo  la “legittimità” che gli viene dal voto.   Che non ha nessun potere reale, nel  senso di concreto.  I giudici possono intercettarlo, accusarlo di qualunque cosa, mandare la polizia ad arrestarlo in via preventiva, e lui non può  farci niente.   Nella pratica, per  mettersi contro un potere del genere,  capace di tali esorbitanze, un politico dovrebbe avere un partito armato  – perché qui si esce dalla “legalità” e   si entra in un’altra sfera  della politica, che non voglio evocare, e che se si vice viene chiamata “lotta di liberazione”). Inutile dire  che non ha un partito armato,  mentre le procure hanno la polizia giudiziaria ai loro   ordini.


Siamo in una  (caotica,all’italiana) situazione di   conflitto  fra poteri che scivola, non ce lo nascondiamo, nelle vie di fatto, ossia nella guerra civile.  A questo  punto, c’è solo una figura che può  attenuare il conflitto e incanalarlo; come capo supremo dei tre ordini, come presidente del Consiglio Superiore della magistratura, può  chiedere ai giudici di riconoscere che    sono venuti meno alla loro “terzietà”,  ed hanno parteggiato, e  dopo esigere da  Salvini qualche riparazione severa.


Guardate che un presidente della Repubblica lo ha fatto.  Quando Craxi, capo del governo, accolse una delegazione  che  gli espose   le violazioni   giudiziarie   che stavano triturando Enzo Tortora, accusato di delitti da cui risultò alla fine completamente estraneo (ma dopo anni di galera e  lo sviluppo del cancro),  “il Consiglio Superiore della Magistratura voleva votare una mozione di censura del presidente del consiglio Craxi. Il presidente della repubblica, Cossiga,  rilevano l’enormità di questa pretesa   del parlamentino della giustizia di sfiduciare il  governo, minacciò di far intervenire i Carabineri per sciogliere  la seduta manu militari, s e avessero osato insistere.


Perché il Consiglio “si è posto fuori dalla legge, ha gravemente compromesso i rapporti con altri organi dello Stato”, ha commesso una inaudita usurpazione di poteri e gravemente leso le prerogative del capo dello Stato”. ”


“Si piegarono.   Questo gesto di Cossiga  fu l’unico atto , in tanti anni, delle Istituzioni dello Stato per fronteggiare con la dovuta energia le esorbitanze  dell’ordine giudiziario e di chi pretendeva di rappresentarlo a quel modo” (Maurizio Mellini).http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/11/15/cossiga-csm-sei-fuorilegge.html


Orbene: vi pare che   l’attuale  abitante del Quirinale abbia la capacità di elevarsi “sopra le parti”,  e fare l’estremo garante nel conflitto  fra i poteri? Vi pare che abbia il senso dello Stato e i coglioni quadri del Gran Sardo? Giudicate voi.


Per questo ho citato Irmaer: “in Italia, “le cose vanno selvaggiamente”.


E  vado in vacanza per una  settimana.


Sperando che il Quirinale mi sorprenda.


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