SUPER EX. 'CHI SONO IO PER GIUDICARE…' HA DATO IL VIA LIBERA ALL'OMOERESIA NELLA CHIESA.

Autore Marco Tosatti Fonte marcotosatti.com 20/08/2018 http://www.arcsanmichele.com


Potete crederci o non crederci, ma quando ho ricevuto questo articolo da Super Ex (Ex di Movimento per la vita, ex di Avvenire e anche d altre robe soi-disant cattoliche; ma ancora, grazie a Dio, cristiano e cattolico) sono rimasto sbalordito. Perché non ci siamo parlati da settimane, eppure queste sono righe che avrei potuto scrivere io, tranquillamente. Eccole.


“Chi sono io per giudicare?” Ricordate? L’entusiasmo per Bergoglio raggiunse l’apice in occasione di quella frase sibillina, ambigua, in perfetto stile gesuitico.


E in fondo Bergoglio è tutto lì: nell’invito a non giudicare, mai; a non distinguere il bene dal male; a tacere davanti al peccato; a inondare di melassosa misericordia ogni idea di giustizia; a derubricare ogni peccato, compreso l’adulterio, ad una questione soggettiva; a distruggere la tradizionale distinzione cattolica tra errore (da respingere sempre), ed errante (da amare, sempre) …


Da lì anche gli abbracci pubblici, clamorosi, ai nemici del cattolicesimo più incalliti (da Eugenio Scalfari ad Emma Bonino) e le frecciate velenose o persino le punizioni nei confronti degli ortodossi (Francescani dell’Immacolata, cardinal Burke…).


Ma oggi? Oggi che negli Usa i pupilli di Bergoglio sono finiti nell’occhio del ciclone? Oggi che è sempre più chiaro quale sia il vero problema morale nella Chiesa – non la pedofilia, ma l’omosessualità-, come la mettiamo con il “Chi sono io per giudicare?”.


Ricordate la Relatio intermedia al Sinodo della famiglia? C’era l’apertura persino alla benedizione per le unioni gay, promossa dagli uomini a lui più vicini (il cardinal Marx, Antonio Spadaro, Bruno Forte….)! Il “Chi sono io per giudicare?” era già diventato: giudichiamo positive le unioni gay “durature”.


Malizia? E allora come giustificare le nomine a cardinali dei pupilli del sodomita McCarrick, da Cupich a Tobin, a Farrell? Come il grande spazio lasciato a mons. Dario Edoardo Viganò, e tramite lui, ad una pletora di avvocati del mondo LGBT, compreso il gesuita James Martin, o quel monsignore, di cognome Galantino, che distorce persino la Bibbia riguardo a Sodoma e Gomorra?


E come giustificare il silenzio assordante di Bergoglio all’epoca del matrimonio gay in Irlanda e Germania, e della legge Cirinnà in Italia?


Non bisogna dimenticare che Bergoglio si rifiutò anche solo di salutare ben due Family Day, lui abituato per lungo tempo, finché era in auge, a plateali telefonate a chicchessia!


Adesso che la chiesa progressista americana, quella più vicina a Bergoglio, quella da lui premiata con varie berrette cardinalizie, appare vergognosamente colpevole di abusi omosessuali in serie, Bergoglio dirà ancora “Chi sono io per giudicare?”, o proverà ad invertire la rotta, quantomeno per salvarela faccia?


Staremo a vedere, ma è certo che stiamo vivendo la fase finale della tragedia: è un lento declino, quello del pontificato di Bergoglio, che lascerà morti e feriti sul campo, in numero altissimo. Ma avrà anche diviso i discepoli di Cristo e gli uomini fedeli alla vera Chiesa: da una parte coloro che sono nella Chiesa, ma non sono “della Chiesa”, come diceva sant’Agostino, dall’altra i Giuda di ogni genere.


Come Giuda sembrò vincitore, per qualche tempo, e Cristo apparve sconfitto, così la finta Chiesa è sembrata per qualche tempo inarrestabile. Ma forse, visto mil clima da disfatta, il buio più profondo sta per passare, e la Risurrezione si avvicina…


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