La musica nel cuore August Rush

La musica nel cuore August Rush





Una storia d'amore interrotta sul nascere che poi si ritrova, un figlio perso e poi ritrovato, una favola a lieto fine apparentemente scontata e banale, in realtà risulta essere uno dei film più carichi di spiritualità degli ultimi anni.

Forse val la pena dire innanzitutto cosa non c'è in questo film, in modo da capire la differenza con la filmografia imperante a Hollywood:



- non c'è violenza; anche quando il bambino è solo per le strade di New York, non c'è mai l'angoscia, il senso di disperazione;
- non c'è volgarità, non ci sono parolacce, nè allusioni, nessuna scena di sesso; il concepimento del figlio è solo lasciato capire, sullo sfondo, l'amore fra i due protagonisti è talmente casto da far dubitare quasi che sia successo qualcosa;
- non c'è il classico prete scemo o la classica suora cattiva per far fare brutta figura alla Chiesa;



chissà perchè, anche in storie che non lo richiederebbero minimanente, a Hollywood riescono sempre - o quasi - a infilarceli dentro; forse per aumentare i finanziamenti?
- non c'è il gay o la lesbica di turno che, anche quando la storia non lo richiede, vengono messi in mezzo di solito come le persone più sagge, equilibrate, delicate e sensibili di tutto il cast;
- non c'è la solita cerimonia col kippà (funerale, matrimonio, ecc.) che, anche qui inspiegabilmente (o forse per compiacere i finanziatori delle pellicole) vengono spesso inseriti nelle storie.

Quello che c'è, invece, è una fortissima carica di spiritualità che pervade tutto il film: nascosta (neanche troppo bene, per fortuna) dietro al simbolo-paravento della musica, ma con frequenti e ripetute allusioni all'Armonia dell'Universo, un Suono (Creatore?) a cui tutti tendiamo, e grazie al Quale, se restiamo legati, possiamo ritrovare l'amore, la felicità, noi stessi.




Anche il personaggio «negativo» impersonato da Robin Williams, un artista di strada che un po' sfrutta il talento dei bambini, ha comunque dei tratti positivi, ha capito il senso dell'unicità dell'universo e del Creato.

Un bel film da guardare in famiglia, che si può apprezzare a diversi livelli: per la storia così com'è (più piccoli e adolescenti), per la musica (impressionanti stacchetti con le chitarre acustiche), per il senso più profondo esposto sopra: se ritroviamo le nostre radici nell'Uno che è Tutto e che genera l'Armonia, ci ritroviamo e ritroviamo la nostra vita e la nostra felicità.


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