Girare le Carte

Di FunnyKing https://www.rischiocalcolato.it

Girare le Carte

Se prendiamo per buoni i piani della BCE riguardo la fine del programma di acquisto dei titoli del debito pubblico e di altri titoli di debito attraverso l’espansione monetaria allora l’Italia e gli Italiani hanno circa un anno, probabilmente un pelo meno perché i mercati prenderanno posizione in anticipo.

Di certo sappiamo che Mario Draghi esaurirà il suo mandato il 31 Ottobre del 2018 ed è probabile che a questo giro tocchi proprio ad un (malvagYo) tedesco, magari Jens Weidmann il quale non casulamente negli ultimi mesi ha smesso di esternare sulla propria visone del futuro dell’eurozona.

Recentemente mi è stata fatta notare una cosa interessante: questo governo italiano, specie per la presenza di Matteo Salvini, andrà a girare le carte.

Lo ha già fatto sui migranti attuando uno spregiudicato ma legittimo trappolone alla nave Acquarius (è la politica bellezza, sangue e merda), l’Italia ha girato le carte non accetta più sbarchi dall’Africa sulle sue coste, almeno non dalle Ong.

Abbiamo scoperto le altre carte girate, in sostanza che non è successo nulla, le altre nazioni buoniste europee smoccolano (perché ora dovranno prendere posizione anche su questi) , la narrazione dei media è cambiata (Orban non è più un pericoloso nazista pare) e amici come prima.

Tuttavia per ora siamo alla pubblicità del gratta e vinci ” (Matteo), ti piace vincere facile “ rispetto all’elefante nella stanza, ovvero la bassa produttività multifattoriale italiana, il livello di debito pubblico e la crisi demografica.

Il punto è che questo governo e in particolare la Lega ora sono chiamati e in fretta a girare le carte sull’Euro, e in particolare sulle opzioni a disposizione per rifinanziare il debito pubblico italiano a costi accettabili e compatibili con la vita dei cittadini italiani. Come ho provato, senza successo, a spiegarvi per oltre un lustro, i debiti esistono e non si distruggono mai. I debiti di trasferiscono e la politica al massimo, quando ci riesce, decide a chi fare pagare:

  1. A i debitori
  2. A i creditori
  3. Alla collettività

I creditori poi si dividono in :

  • creditori interni
  • creditori esteri, privati e istituzionali

Comunque la giriate i debiti verranno pagati. L’opzione che pare sia quella preferita dalla maggioranza della popolazione italiana, visti anche i risultati elettorali è la terza, ovvero la collettività attraverso l’espansione monetaria permanente. L’idea alla base del ragionamento è quella per la quale l’immissione di denaro attraverso il deficit dello stato (ovvero o più spesa o meno tasse o entrambi) nel sistema economico a fronte dell’aumento della quantità di moneta in circolazione sia efficiente e generi un circolo virtuoso.

Il problema con l’Europa e con i popoli europei è piuttosto semplice: immettere nuova moneta comune per favorire il deficit di bilancio di una particolare nazione significa fare pagare inflazione monetaria a tutti gli altri. Quindi delle due l’una:

  1. O si va verso un europa-nazione (visione francese) in cui gli stati nazionali si annullano in regioni e come tali, se necessario, possono essere trattate da regioni depresse e quindi finanziate e commissariate (capisco che nella cultura politica itaGliana la Sicilia sia la normalità, ma vi svelo un segreto, è una eccezione).
  2. O si va verso un modello confederale e competitivo (Europa delle nazioni, modello americano) in cui le singole nazioni, regioni, comuni falliscono inclusi i sistemi sociali e pensionistici. A comparti stagni.

In nessun caso potrà reggere una visione mista, in cui si è confederali solo con ciò che ci fa comodo e solidali con ciò che ci serve (tipicamente il deficit).

La terza opzione è la rottura dell’Eurozona, in cui si torna alla piena sovranità nazionale con una propria moneta.

Io penso che questo governo potrebbe girare le carte. Ovvero andrà a chiedere un livello di deficit altissimo (almeno un 5% del Pil per un periodo molto lungo) e in ogni caso lo farà, con o senza consesso.

E allora verranno girate le altre carte sul tavolo

  1. Scoprire se l’idea che l’Italia sia troppo grande per fallire sia vera al punto di costringere gli “amici” del nord ad abbozzare
  2. Scoprire se davvero poi gli italiani e il sistema produttivo e finanziario del paese sono in grado di reggere lo stress
  3. Scoprire se davvero gli italiani sono pronti a tornare alla moneta sovrana, se lo vogliono davvero
  4. Scoprire, se ci sono, chi sono i veri alleati dell’Italia e chi i nemici.

Non vedo l’ora di vedere ( o meglio di osservare a debita distanza). L’alternativa è una noia mortale verso il declino e l’irrilevanza.

p.s. Mario Draghi potrebbe esaurire il suo compito alla BCE giusto in tempo per fare il Presidente del Consiglio, ma sono solo fantasiose illazioni.


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