QUINTE COLONNE?

Maurizio Blondet

QUINTE COLONNE?


Il 13 giugno scorso Guy Verhofstadt, ex primo ministro belga, eurodeputato, con le mani in tutte le  paste europeiste ed oligarchiche, ha usato un termine “pesante” – e di solito vietato nella polemica  politica civile –   per accusare l’opposizione democratica all’euro-oligarchia:  “Quinta Colonna”.

“Leader governativi come Orbàn, Kaczynski e Salvini hanno un solo obiettivo, distruggere l’Europa e uccidere la nostra democrazia liberale, e lo stanno facendo assieme a quelle che io chiamo le cheerleader di Putin: Nigel Farage, Marine Le Pen e Geert Wilders”.


“C’è una cerchia del male attorno al nostro continente, che comprende Putin, Erdogan e, se le cose si dovessero mettere male, anche Trump” – aggiungendo – “Politici come Le Pen, Wilders e Farage, sono capaci solo di intascare i soldi del Cremlino e di ricevere gli aiuti dei servizi segreti di Mosca. Sono la quinta colonna di Putin”.


Scoppio  di rabbia  incontrollabile (come abbiamo visto in Macron) e delirio  complottista in un oligarca che sente in pericolo il suo potere: per lui gli esponenti che hanno il sostegno di un’opinione pubblica e di un elettorato che li ha votati, non sono oppositori legittimi; sono quinte colonne pagate, traditori –  da fucilare quando i tempi del Più Europa saranno maturi. 


Naturalmente, nessuna prova a sostenere la grave accusa.


Per quinta colonna, ci istruisce l’enciclopedia, si intende “ un’organizzazione a carattere militare   che opera clandestinamente all’interno di una  nazione o  città per favorire l’invasore o il nemico”.


Se dovessimo  dar ragione a Verhofstad ed adottare il suo modo di pensare, saremmo costretti a definire “quinta colonna” di Macron,  per esempio,  gli italiani che sono stati insigniti della Legion d’Honneur, la massima onorificenza francese,  il cui motto è “Honneur et Patrie”: intesa che  la “patria” per cui si sono acquistati meriti, è quella che ha per capitale Parigi.


Ma no, direte voi, solito complottista  Blondet: chi vuoi che abbia ricevuto la Legion  d’Onore in Italia? Lo ha scoperto  il sito Scenari Economici. Ecco la lista.


Il “Partito Francese” in Italia



Non è sorprendente? Anche il sito Scenari Economici ammette di essere stato sorpreso. L’intera dirigenza storica del PD, dei suoi (come chiamarli?) Superiori Cogniti, De Benedetti, Romano Prodi ed Emma Bonino, e una bella rappresentanza dei ministri nei governi PD  posteriori al golpe del 2011  –  a parte le eccezioni alquanto misteriose della Prestigiacomo (!?), una delle vociferanti girls di cui ci ha afflitto Berlusca, e di Frattini, ministro di una breve stagione.


Che dire? Questa galleria di personaggi non paiono essersi illustrati nel servizio all’Italia  in modo da lasciarne ai cittadini grata e riconoscente memoria. Ma evidentemente sono stati ritenuti meritevoli per servizi che la Francia, ufficialmente, ha ritenuto degni di premio (la Legion D’Honneur non si richiede né si può sollecitare; l’insignito si paga 1000 euro per il costo dell’onorificenza, un gioiellino di smalti: i francesi mica regalano niente) e riconoscenza “de part de la Patrie”.


 Sarebbe bello  riuscire a sapere di più sui meriti verso Parigi che ha riscosso Giovanna Melandri,  passata in Italia come una meteora di nullità al seguito del Lider Maximo, o per quali “collaborazioni nella Difesa” se n’è resa degna la ministra che qui da noi non ha lasciato segno né traccia alcuna, la Pinotti; ma alla Francia, quale bene ha fatto?


La Pinotti mentre viene insignita “pour la Patrie”.


Però ci distrae da queste domande la comparsa nella lista dei meritevoli verso La Patrie di Franco Bassanini.


Non solo  perché questo personaggio è, con Giuliano Amato molto amico suo, l’eminenza grigia sempre a manovrare il coperchio dei vasi  della marmellata a disposizione del PD, da Cassa Depositi e Prestiti a Montepaschi  e alle fondazioni bancarie.  E’ che adesso, Gentiloni (quello che da ministro degli Esteri ha regalato un tratto di mare alla Francia, operazione poi abortita quando, reso noto il fatto dalla Meloni, il trattato non è  stato ratificato), poco prima di scadere, ha messo Bassanini a gestire negoziati riservati per un Trattato di  Collaborazione Strategica  con la Francia, di cui   praticamente  nulla si sa, che non  è passato davanti al Parlamento, di cui il nuovo governo è tenuto all’oscuro, e che secondo il professor Sapelli, è preoccupante.


Uno dei motivi di preoccupazione è il livello dispari   in cui questo negoziati avviene. Per  parte italiana, Gentiloni lo ha affidato a tre persone, “l’ex ministro Franco Bassanini”,   un funzionario a lui vicino, “ il consigliere di palazzo Chigi per gli affari Ue Marco Piantini”, e il Rettore dell’Università Luiss ed ex ministro, Paola Severino”. Ma da  parte francese, c’è il ministro degli Esteri in carica, Jean-Yives  Le Drian, potente e vecchia volpe socialista, Grande Oriente di Francia….era  proprio il caso di mandare a trattare con il volpone un  altro  “socialista”  insignito della Legion d’Onore per  ““forti legami intrattenuti durante il suo incarico da Ministro con la Francia”?  


Nel nuovo clima creato da Macron con i suoi insulti, e  la sua volontà di sottometterci  facendoci suoi serventi in Mali e in Libia, e discarica dei suoi maghrebini –  se questa non è la Quinta Colonna di Parigi, certo è il “partito francese”.


Franco Bassanini, Legion d’Honneur, con l’ex sindaco. Adesso, Bassanini tratta un patto  con la Francia. Per conto del governo scaduto.


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