Le famiglie gay non esistono, lo dice la legge

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Le famiglie gay non esistono, lo dice la legge

È strumentale la polemica contro il ministro Fontana, e soprattutto cerca di far passare nella mentalità comune ciò che nella legge non esiste: il matrimonio e la famiglia gay. È lo stesso caso dell'aborto: la legge italiana non parla di diritto.


Caro direttore,


c’è il nuovo governo, ma mi pare che continui la campagna elettorale, sia da parte delle opposizioni sia da parte dei governativi. Sono dell’idea che soprattutto i ministri, ora che sono al loro posto, dovrebbero passare dai proclami ai fatti.


Lavorare sodo in silenzio (per quanto possibile) e non affidarsi più ai proclami, che non fanno che rendere più difficile il lavoro, soprattutto sui temi che si definiscono sensibili, come dimostra ciò che è successo al ministro della Famiglia e dei disabili, il bravo Lorenzo Fontana, a cui, peraltro, va tutta la mia solidarietà.


Infatti, entrando nel merito di quanto accaduto, è giustissimo definire strumentali le critiche dirette al ministro, visto che esse sono totalmente infondate. Parto dal fatto.


Che cosa ha detto Fontana? Ha detto che la famiglia gay non esiste né nel contratto governativo né nella legge italiana. Ha detto questo e non altro e ciò che ha detto corrisponde al vero. Infatti, lasciando da parte in questa sede il “contratto” governativo, è vero che nella legge italiana non esiste il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Non esiste nella “Costituzione più bella del mondo”, come dimostra in modo solare l’articolo 29 della nostra legge fondamentale, così tanto decantata proprio in questi giorni. E non esiste in alcuna altra legge, neppure in quella che regola le “unioni civili”.


Unioni civili, appunto, e non famiglia.

Una interpretazione diversa sarebbe palesemente “contra legem”, anche se essa dovesse arrivare dalla Corte di Cassazione. Se, poi, si dovesse insistere nell’affermare che in Italia esiste già per legge la famiglia gay, sarebbe ancora più severo il giudizio nei confronti di coloro che hanno votato a favore della legge sulle unioni civili, soprattutto se essi fossero cattolici.


Quindi, oggi in Italia per legge esistono la famiglia tra uomo e donna e le unioni civili per le coppie composte da persone dello stesso sesso.


E’ una semplice constatazione ed il dirlo non può creare polemiche.


Caro direttore, ne approfitto per commentare un’altra situazione analoga. Da molte parti, soprattutto in un certo associazionismo femminista, si insiste nel proclamare che anche in Italia esiste per legge il diritto all’aborto.


Anche questa affermazione è falsa. La legge 194 prevede la possibilità di ricorrere all’aborto solo in certe particolari situazioni, tanto è vero che tale legge, che fa riferimento alla tutela della maternità, dedica una sua parte importante alla prevenzione, a cui, naturalmente, non fanno mai riferimento i sostenitori dell’aborto.


Da costoro non ho mai sentito un accenno di dolore al fatto che nel nostro Paese e nel mondo tanti bambini non riescono a nascere. Purtroppo avvengono tanti aborti, ma nessuno può dire che, per legge, esista il diritto all’aborto. Un’ultima trincea, che ci difende da un’ultima disumanità..


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