Psicofarmaci e governi

https://www.ilfoglio.it/ CAMILLO LANGONE

Psicofarmaci e governi




In teoria sono favorevole a tutte le droghe, psicofarmaci compresi. In pratica sono abbastanza contrario a qualsiasi sostanza dia indignitosa dipendenza, psicofarmaci compresi e vino escluso (anche l’altro giorno, prima di una telefonata potenzialmente litigiosa, ho fatto ricorso al vermuttino che mi rende quasi socievole: ha funzionato).


Siamo tutti precari a questo mondo, quasi tutti da un momento all’altro possiamo perdere il lavoro e tutti da un momento all’altro possiamo perdere la vita, eppure alcuni di noi hanno scelto di non prendere pillole. Qualcuno ha scelto di recitare rosari.



Io lo dico sempre alle amiche che vogliono darsi agli antidepressivi: guarda che fanno ingrassare, io ti amerei ancora ma ti ritroveresti idiota e cicciona, vedi tu.


Undici milioni di italiani sono appesi agli psicofarmaci? Pensavo di più.



E penso che il governo c’entri poco o nulla: qualche governo può sognare di sconfiggere la miseria, nessun governo può sognare di sconfiggere la morte. In teoria sono sfavorevole a qualsiasi governo, in pratica sono più sfavorevole a chi è convinto di potermi curare: l’uomo è tutto una malattia, diceva De Maistre, e la vera cura non è di questo mondo.


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